Ho la sensazione che tutti quelli che affermano, come Turani su Repubblica e Galli della Loggia sul Corriere, che il DS deve riconoscere che ha sbagliato, stanno ragionando in modo eccessivamente teorico. Tutti i partiti hanno sempre avuto grossi legami finanziari in Italia, dalla Democrazia Cristiana al Partito socialista a Forza Italia. Inoltre tutti i grandi potentati finanziari gestiscono le loro cose in una sostanziale situazione di monopolio. Mi sembra che Consorte e D'Alema fra tutti i finanzieri e i politici di oggi sono quelli meno sporchi. La loro grande colpa è di non essere già della partita. Ma si può fare politica incidendo nella realtà o finanza contando qualcosa in Italia senza sporcarsi le mani?
January 11th, 2006 at 9:38 pm eUn collega mi ha detto che D’Alema è stato sciocco a pensare che Consorte potesse entrare nel salotto buono della finanza italiana, dove si ruba senza essere beccati. Questa è una critica ragionevole.
Un collega mi ha detto che D’Alema è stato sciocco a pensare che Consorte potesse entrare nel salotto buono della finanza italiana, dove si ruba senza essere beccati. Questa è una critica ragionevole.
Commento di viverestphilosophari — Gennaio 11, 2006 @ 9:38 pm |