Che cosa è la poesia? La celebre risposta di Jakobson è che la funzione poetica (non la poesia) è il passaggio dell’equivalenza dall’asse della selezione a quello della combinazione. In pratica, perché Leopardi sceglie l’aggettivo “ermo” per il sostantivo “colle” e non “solitario”? Perché il ritmo e la metrica glielo impone. E’ chiaro che questo spiega poco. Infatti Jakobson parla della funzione poetica del linguaggio e non della poesia. “Trenta ne ha novembre, assieme ad april, giugno e settembre, di ventotto ce ne è uno, tutti gli altri ne han trentuno”. In questo esempio si sfrutta la funzione poetica per ragioni mnemoniche, ma certo non si tratta di poesia. E’ chiaro che occorre un terzo fattore. Si pensi all’onomatopea: se diciamo “sussurro” c’è qualcosa di naturale, di imitativo, che lega questa parola con l’effettivo sussusrrare. Se diciamo “rosso”, non sussiste alcun legame imitativo con il colore rosso. Il poeta, con parole di per se convenzionali, riesce ad imitare in un qualche senso quello che vuol dire. La poesia è come un’onomatopea dilatata. “vita natural durante” sta a tutta la vita un po’ come “sussurrare” sta all’effettivo bisbiglio. Il suono e il senso hanno come un legame mimetico.
Marzo 4, 2006
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