Credo che la ragionevolezza consista innanzitutto nel tenere conto dei diversi aspetti della realtà. Inoltre, occorre comportarsi non tanto sulla base di quello che crediamo, ma sulla base di quello che è ragionevole credere, tenendo anche conto del peso della giustificazione delle nostre credenze. La ragionevolezza, nella maggior parte dei casi, non ci porta né a un eccessivo ottimismo né a un eccessivo pessimismo. Il problema è che essa è del tutto contro natura. Infatti noi siamo istintivamente portati a credere ciò che ci fa comodo, a considerare solo la realtà che è a portata di mano e ad agire in conseguenza. Per cui la persona sempre ragionevole prova senz’altro un perenne disagio. L’irragionevolezza, dunque, porta spesso a una maggiore vitalità, perché più consona alla nostra natura. Questo non è il pessimismo della ragione, ma la fatica di essere ragionevole. Probabilmente la cosa migliore è essere ragionevole sulle cose importanti e nelle piccole lasciarsi spesso andare all’irragionevolezza.
Giugno 12, 2006
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