VIVERESTPHILOSOPHARI di Vincenzo Fano, Professore di logica e filosofia della scienza

Dicembre 2, 2006

LE BIFORCAZIONI

Archiviato in: FILOSOFIA DELLA FISICA — viverestphilosophari @ 5:38 pm

A partire da Poincaré, e soprattutto negli ultimi trenta anni, è diventato sempre più importante il concetto scientifico di “biforcazione”. Si ha biforcazione quando la storia di un sistema arriva a un bivio dopo il quale le situazioni fisiche del sistema si divaricano rapidamente. Ad esempio, una fetta imburrata che cade di mano sul pavimento, se si appoggia con la parte asciutta verrà spolverata e mangiata, mentre se appoggia la parte imburrata finirà nell’immondezza. Le biforcazioni sono possibili anche se le leggi che regolano l’evoluzione del sistema sono deterministiche, perché noi non possiamo conoscere con assoluta esattezza le condizioni iniziali del sistema e quell’errore, anche se piccolo, può fare la differenza al momento della biforcazione: si pensi a una palla da biliardo che entra o meno in una buca, dopo essere stata colpita con la stecca e aver toccato tre sponde. Il principio classico secondo cui l’effetto deve avere più o meno le dimensioni della causa sembra però violato. Celebre è l’esempio meteorologico del battito di farfalla che potrebbe causare un uragano. Tuttavia dobbiamo porre attenzione a come dividiamo il mondo fisico. E’ vero che i due possibili percorsi del sistema fisico a un certo momento possono divaricarsi anche per una variazione minima di una certa grandezza; tuttavia questo può accadere solo se tutte le altre condizioni sono le stesse. In un certo senso la vera causa della situazione del mondo fisico all’istante t2 è necessariamente il suo intero stato al tempo t1. Così, ad esempio, se a una corda – che ha la portata di 2 tonnellate – è già appeso un masso che pesa 2 tonnellate e aggiungiamo un grammo, la corda certo si rompe, ma non si può dire che la causa della rottura sia solo l’ultimo grammo che abbiamo aggiunto. E’ vero che esso è condicio sine qua non per la rottura della corda, ma lo stesso vale anche per gli altri 2 milioni di grammi di cui è costituito il masso già appeso.

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