Ho notato uno strano fenomeno, che caratterizza molte fra le persone le quali sostengono che non esiste nessuna possibilità di definire una morale. Esse si accaniscono contro i gusti degli altri, contro il loro stile di vita; dicono che non è bello che a costoro piaccia ciò che piace. Wittgenstein, nel Tractatus, diceva che l’etica e l’estetica son uno. Penso che intendesse sostenere anche che se non esiste un’etica non ci sarà neanche un’estetica e viceversa. Queste persone hanno fatto dell’estetica un’etica. Allora mi chiedo: se costoro sono disposti a discutere dei gusti, perché non discutono anche del bene e del male? Non credo che esista una morale assoluta, però, se definiamo come morale ciò che migliora noi stessi e gli altri, possiamo argomentare a favore di una concezione morale o di un’altra, esattamente come possiamo stigmatizzare un gusto come non elegante. Anzi direi che è più facile ragionare sul bene e sul male che sul bello e sul brutto. Insomma questi relativisti morali intolleranti che parlino o tacciano.
Gennaio 27, 2007
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