Vi è una connessione fra normatività e olismo che non salta subito agli occhi. Olistico è qualcosa divisibile in parti in cui la modifica di una parte, anche piccola, provoca dei cambiamenti in tutto l’intero. Per normativo intendiamo un enunciato che non sia meramente descrittivo, ma che imponga anche una regola. L’olismo, dunque, sembra una proprietà degli oggetti, mentre la normatività sembra essere qualcosa che agli oggetti viene imposta come regola. Tuttavia, se interagiamo con un oggetto fortemente olistico non sappiamo come suddividerlo e come individuare parti che possono essere cause e parti che possono essere effetti. Allora dobbiamo stabilire noi delle regole per dividere l’oggetto in esame e in questo ci appelliamo a una norma. E’ charo che poi è una norma che possiamo rivedere a seconda che i risultati della nostra interpretazione siano fecondi o meno. E’ un po’ come nel circolo ermeneutico. Avvicinandoci a un’opera d’arte complessa (che di sicuro è olistica), se tentiamo l’interpretazione di un singolo passaggio, dobbiamo dare per scontata l’interpretazione generale dell’opera (norma). Poi però l’interpretazione dei singoli punti può portare a una diversa interpretazione generale, la quale permette di comprendere diversamente alcuni dettagli e così via.
Gennaio 27, 2007
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