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	<title>Commenti a: CALCOLO TENSORIALE E TEORIA DELLA PERCEZIONE</title>
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	<description>di Vincenzo Fano, Professore di logica e filosofia della scienza</description>
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		<title>Di: prof.emiliano clementini</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2007/12/28/calcolo-tensoriale-e-teoria-della-percezione/#comment-1877</link>
		<dc:creator>prof.emiliano clementini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 13:57:01 +0000</pubDate>
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		<description>Si evita accuratamente di dimostrare ciascuna proposizione ed il relativo impianto logico che connette le proposizioni del sistema. Un insieme di affermazioni non dimostrate non costituiscono un sistema scientifico autosostentativo. Sarebbe auspicabile che ogni autore si attenesse rigorosamente alla dimostrzione critica di ogni procedere scientifico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si evita accuratamente di dimostrare ciascuna proposizione ed il relativo impianto logico che connette le proposizioni del sistema. Un insieme di affermazioni non dimostrate non costituiscono un sistema scientifico autosostentativo. Sarebbe auspicabile che ogni autore si attenesse rigorosamente alla dimostrzione critica di ogni procedere scientifico.</p>
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		<title>Di: guido</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2007/12/28/calcolo-tensoriale-e-teoria-della-percezione/#comment-770</link>
		<dc:creator>guido</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 07:51:34 +0000</pubDate>
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		<description>Il paragone è corretto. Infatti sia quando guardiamo un tavolo che quando ci occupiamo di una varietà differenziabile in relatività generale, la sua stessa esistenza è nient&#039;altro che questo:  invarianza fra le tante possibili descrizioni, ossia tra le varie prospettive da cui si può guardare l&#039;oggetto nel caso del tavolo, e invarianza tra i vari possibili sistemi di riferimento nel caso della varietà.  Ecco perchè il concetto di lunghezza è così importante per il tavolo (non varia se lo muoviamo) , curvatura e torsione per le varietà, ecc. Essere vuol dire percepire gli invarianti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il paragone è corretto. Infatti sia quando guardiamo un tavolo che quando ci occupiamo di una varietà differenziabile in relatività generale, la sua stessa esistenza è nient&#8217;altro che questo:  invarianza fra le tante possibili descrizioni, ossia tra le varie prospettive da cui si può guardare l&#8217;oggetto nel caso del tavolo, e invarianza tra i vari possibili sistemi di riferimento nel caso della varietà.  Ecco perchè il concetto di lunghezza è così importante per il tavolo (non varia se lo muoviamo) , curvatura e torsione per le varietà, ecc. Essere vuol dire percepire gli invarianti.</p>
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