VIVERESTPHILOSOPHARI di Vincenzo Fano

Febbraio 17, 2008

INGRATITUDINE

Archiviato in: FILOSOFIA MORALE, SOCIETA' — viverestphilosophari @ 8:55 pm

Sento spesso dire che se aiuti qualcuno, quello non te lo perdonerà mai. Si pensi, ad esempio, a Piton, al quale il padre di Harry Potter aveva salvato la vita e per questo egli odia Harry. Lo si capisce: farsi aiutare ferisce il proprio orgoglio. Ma non tutti sono orgogliosi. E gli altri allora? Semplicemente se ne dimenticano. Machiavelli diceva che il Principe deve fare il bene poco alla volta, perché presto il popolo lo scorda, mentre deve eseguire il male tutto in una volta, perché quello non lo si dimentica più. E allora perché fare il bene agli altri? Beh, innanzitutto per il proprio piacere. E poi quell’unica persona che né se ne scorda né te l’ha giurata ti ripaga di tutti gli altri ingrati.

FONDAMENTALISMO ATEO

Archiviato in: FILOSOFIA DELLA RELIGIONE, FILOSOFIA DELLA SCIENZA — viverestphilosophari @ 8:40 pm

La presenza sempre più ingombrante del fondamentalismo islamico nelle nostre società, dovuta anche al fatto che i musulmani che vengono a lavorare da noi recuperano con forza identità in parte assopite, a causa del loro disagio, ha rinvigorito la pianta dei fondamentalismi cristiani, come è sotto gli occhi di tutti. Non solo, si è anche sviluppato un vero e proprio “fondamentalismo ateo”, da Onfray in Francia a Oddifreddi in Italia fino a Dawkins in Inghilterra. Con argomenti apparentemente ragionevoli, questi ultimi tentano di dimostrare che è poco probabile che Dio esista. Immaginiamo che uno si rechi a Città del Messico, con i sobborghi credo abbia 20 milioni di abitanti, incontri 10 persone e scopra che sono tutte di origine giapponese. Passando dalla frequenza relativa osservata alla probabilità epistemica, potrebbe inferire che a Città del Messico il 100% degli abitanti è di origine giapponese. In effetti, sulla base delle scarse evidenze che egli possiede il suo ragionamento non sembra scorretto. Il problema è che tali evidenze hanno un peso molto basso, per cui l’inferenza è di fatto un salto nel buio. Analogamente, considerando che le cose che sappiamo sono infinitamente meno numerose di quelle che non sappiamo, anche fosse ragionevole, stante le nostre conoscenze attuali, affermare che la probabilità che Dio non esista è molto alta, sarebbe un’inferenza a dir poco scarsamente significativa, dato che Dio è qulcosa che riguarda l’intero universo fisico e mentale, sul quale le nostre conoscenze, nonostante i grandi successi ottenuti, restano infime.

Febbraio 9, 2008

NON E’ UMANO

Archiviato in: SOCIETA' — viverestphilosophari @ 6:13 pm

Ogni tanto A dice di B che è senza emozioni o che non è umano. Sarebbe meglio dire che A non riesce a cogliere le emozioni di B, che sicuramente ci sono, anche se forse sono talmente diverse dalle sue, che A non è in grado di interpretarle. Giustamente Terenzio diceva: homo sum, humani nihil a me alienum puto (sono uomo e ritengo che nulla di ciò che è umano mi sia alieno); ma questo significa che anche i Kapò di Auschwitz non mi sono estranei. Persone che hanno questo destino di grande diversità a volte sono geniali, come il grande scienziato Hugh Everett, ideatore della celebre interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica (vedi Le scienze di questo mese), ma più spesso sono dei poveretti, che vivono un’emotività molto diversa da coloro che li circondano.

Febbraio 3, 2008

CARICA E PERSONA

Archiviato in: FILOSOFIA POLITICA, POLITICA — viverestphilosophari @ 7:40 pm

E’ noto che Max Weber sottolineava con forza la distinzione fra la carica amministrativa e la persona che la ricopre. Io posso non stimare Tizio, considerare i suoi comportamenti riprovevoli, tuttavia Tizio ricopre un certo ruolo amministrativo (Magistrato, Professore ecc.) o politico (Sindaco, assessore ecc.) e in questo senso posso e devo rapportarmi con Tizio mettendo da parte le mie considerazioni personali. Per questa ragione non posso liberamente attaccare Tizio, se questo danneggia l’amministrazione e devo cercare un compromesso con lui, se questo fa sì che l’amministrazione funzioni meglio. Tutto ciò non va considerato un assoluto. Ci possono essere ragioni politiche per mettere in discussione la razionalità dell’amministrazione di cui Tizio fa parte e allora le cose cambiano. Tuttavia bisogna sempre consideare che mettersi totalmente al di fuori di una struttura organizzata comporta dei rischi di fallimento molto alti.

ARISTOTELE E IL METODO GALILEIANO

Archiviato in: FILOSOFIA DELLA SCIENZA — viverestphilosophari @ 7:25 pm

Sul numero di febbraio di “Le scienze” leggo un breve intervento di Bellone sulla continuità del metodo scientifico, che si rifà al De caelo di Aristotele, per mostrare che già questo superbo pensatore aveva colto le procedure del metodo galileiano. Per una volta mi trovo d’accordo. Però Bellone dimentica che Aristotele, a torto o a ragione, non credeva che la matematica potesse essere applicata al mondo sublunare, mentre è utile nella trattazione del movimento degli astri. Per contro, la scienza moderna sfrutta la matematica anche per spiegare il nostro mondo quotidiano. E’ questa la novità fondamentale di Galilei e di coloro che lo hanno precorso su questa strada, come ad esempio Grossatesta e Buridano.

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