Ogni tanto mia moglie dice che si vergogna ad avere la casa sporca quando qualcuno ci viene a trovare. E allora a me viene da dire, perché non si vergognano quelli che ci vengono a trovare per il fatto che non conoscono il teorema della diagonale di Cantor, oppure la disuguaglianza di Bell o anche l’ebraico antico. Allora lei mi risponde: “Ma io non conosco l’ebraico antico”. E io di rimando: “Mica te ne vergogni però. E allora perché vergognarsi della casa sporca!”.
Marzo 24, 2008
15 Commenti »
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Ma tua moglie legge il tuo blog? Se scrivessi nel mio blog della casa sporca, mia moglie alimenterebbe il mio solo metabilismo basale (1260 Cal/giorno) per un mese.
Tranne lo studio, luogo immondo (*) e polveroso (**), dove l’ordine regna supremo perchè tutto entra ma niente esce, la casa è uno specchio.
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(*)Immondo = non netto dalle cose che vi si trovano.
(**) La polvere viene rimossa dal normale spostamento delle cose che uso in modo esclusivo.
Commento di pibond — Marzo 25, 2008 @ 4:01 pm
Vivendo ancora con i miei, fino ad avviamento lavorativo serio, non so bene parlare della situazione in questione, ma provo la stessa sensazione quando la mia ragazza decide di amministrare i miei vestiti.
Non mi capacito del perchè io debba vestire “bene”, che lei declina come: con stile, ma non alla moda, con personalità insomma…
Sia il vestito, sia la pulizia della casa sono degli indicatori immediati per comunicare aspetti personali alle persone che ci stanno intorno.
Quello che mi chiedo però è: se una persona ha interesse a scoprire qualcosa di me, tanto vale non provare a conoscermi? deve proprio aver bisogno di indicatori così superficiali?
…So darmi una risposta, ma non la condivido…
Commento di piccochiu — Marzo 25, 2008 @ 7:27 pm
Scusa ma secondo me il tuo paragone non regge. Non è detto che ci si debba vergognare di non conoscere una cosa; vuoi per carenza di studio o per studi in altri settori non si può sapere tutto.
Però apparire in pubblico o mostrare ad altri il proprio privato è qualcosa di cui ci si può, e deve, vergognare in alcuni casi. Avere la casa sozza è come uscire senza lavarsi: i rapporti interpersonali ne risetiranno inevitabilmente.
Diciamo che tua moglie forse esagera e sicuramente casa vostra non è sporca, non rotolano le balle di polvere come nel far west. Io penso che in questo caso gli ospiti non si accorgeranno mai che la casa non è sterile.
Commento di karagounis78 — Marzo 26, 2008 @ 9:05 pm
L’argomento è delizioso e lo userò a mio vantaggio. Tuttavia, occorre fare i conti col Super-Io delle consorti - anche delle più volute - per le quali è essenziale piegare le lenzuola in una certa maniera e in un certo verso o stendere i panni con una precisa disposizione perché Qualcuno le osserva. temo che se la filosofia vorrà rivendicare il diritto a non proccuparsi degli acari e della patina stratigrafica di polvere sui libri dovrà impegnarsi molto nella liberazione delle donne dal Modello Platonico della Casa Perfetta
Commento di oldenburg — Marzo 27, 2008 @ 10:49 am
1. In alcuni momenti io mi “vergogno” della casa sporca o disordinata anche quando nessuno ci viene a trovare, come mi “vergogno” di non conoscere tante cose, soprattutto per il fatto di avere studiato pochissimo durante le scuole superiori e solamente quello che mi interessava molto che allora studiavo per i fatti miei. Quindi sono contemporaneamente una casalinga poco efficiente ed un’emerita ignorante. Certamente mi piacerebbe conoscere il teorema della diagonale di Cantor, oppure la disuguaglianza di Bell o anche l’ebraico antico e mi piacerebbe avere una casa accettabile.
2. Ho imparato (quasi) da una amica a dare il giusto peso alle faccende di casa. Ci sono tante cose che vengono prima. E mi sento sicuramente sollevata con questo pensiero. A questo proposito:
ho assistito un giorno alla incredibile capacità pulente di un elettrodomestico costosissimo, che, pulendo sul pulito scovava un sacco di sporco. Da allora ho rinforzato in me l’idea che la casa anche quando è stata pulita a puntino è sempre sporca. Quindi mi sono detta non vale la pena impazzire dando la caccia allo sporco. Poi devo anche dire che la casa “ sporca” è così’ perché c’è qualcuno che lì vive . Vive e quindi sporca, fa casino, ecc..
3. L’ospitalità è una cosa sacra. Tenere un po’ di “pane” in più, o un posto per dormire se ce ne fosse bisogno, insomma del tempo e dello spazio per qualcuno che avvisando o inaspettatamente ci viene a trovare, a me è sempre sembrata una cosa significativa, Sarà che l’ho vissuta da ospite…
Quindi anche l’ospite è tenuto a seconda delle situazioni ad adattarsi. Se si scandalizzasse, pazienza, vorrà dire che si regolerà di conseguenza come desidera.
E’ chiaro che il bagno pulito e la cucina quasi a posto sono il minimo necessario, ma anche quando questo non fosse possibile?
4. Dopo tutte queste considerazioni, sorrido, perché è da qualche giorno che ho cura della nostra casa, anche perché domani avremo un po’ di amici. Rimane vero, dunque che potendolo fare, a me piace aver cura di ciò che serve per vivere e per accogliere gli altri.
Commento di sara — Marzo 29, 2008 @ 8:54 am
5. Nonostante tutto domani i miei amici insieme a qualcosa di buono(speriamo) da mangiare, troveranno sicuramente i vetri sporchi e qualche ragnatela sopra le loro teste
Commento di sara — Marzo 29, 2008 @ 9:12 am
Non sono così convinto che che sia tanto importante la casa pulita per presentarsi agli altri. Abbiamo poco tempo a disposizione e forse è meglio utilizzarlo per studiare qualcosa o per parlare con gli altri, anche in una casa dove rotolano i pezzi di polvere come nel far west.
Commento di viverestphilosophari — Marzo 30, 2008 @ 3:01 pm
Questo post si sta trasformando in un cartoon!! Si apre il sipario sulla scena vuota. Arriva il primo ospite e cosa esclama?
No … non si può fare un cartoon con questa roba. La polvere a pezzi no! Men che meno gli acari nel cuscino.
Sentite tutti quanti: quando arrivano gli ospiti mettete loro in mano la ramazza e fatevi invitare da loro al ristorante. Se ci tengono tanto a venirvi a trovare è perchè ritenete che parlare con gli altri o studiare qualcosa è più importante di tenere la casa pulita. Infatti da voi si aspettano cose mirabolanti.
Appunto uno spettacolo che tento di rappresentare nel cartoon!
Ora lo scenario è pronto; si apre il sipario sulla scena vuota. Arriva il primo ospite e cosa esclama?
No …. non si può fare un cartoon con questa roba …
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Signori, almeno un po’ di pulizia, appunto quella che intendo io: dove l’ordine regna supremo perchè tutto entra ma niente esce!
Aspetto un seguito ….
Forse, se farete i bravi, sul mio blog, preparerò un saggio eloquente con documentazione fotografica nel quale qualcosa verrà detto e spiegato!
Commento di pibond — Marzo 30, 2008 @ 4:22 pm
E’ vero. Mi riferisco a quello che dice Enzo. Però è sicuramente più difficile per una donna liberarsi da questa ingombrante “vocazione”. E il fatto di avere così poco tempo a disposizione che sarebbe meglio utilizzare per studiare qualcosa o per parlare con gli altri svela un’altra cosa, almeno nel mio vissuto. A volte pulire e sistemare la casa quando i figli chiedono attenzione, i libri di essere letti, le lezioni di essere preparate, i momenti di silenzio necessari come il pane di essere cercati ecc.., risulta meno impegnativo.
Commento di sara — Marzo 31, 2008 @ 8:12 am
Beh, perchè ci vergognamo della casa sporca?
Sempicemente perchè teniamo più ad apparire agli altri che a noi stessi.
Il valore, in casi come questi, non viene dato tanto agli indubbi vantaggi che il vivere in una casa pulita e ordinata da all’abitante, ma, bada bene, all’apparire conformati ad uno standard sociale.
Non conosci l’ebraico antico?
Lo standard sociale, la società, non te lo richiede affatto.
Non conosci il teorema della diagonale di Cantor?
Idem.
Il non avere una casa ordinata, però, è visto con disgusto dalla società odierna, magari a te piace, magari ti è comodo e congeniale, magari nel caos totale della tua scrivania ti ci trovi anche bene, ma qwuesto “non è permesso”, la società (in piccolo gli amici) ne sarebbero turbati, saresti out poichè non condividi un “valore fondamentale”.
Questo è quanto ti ha detto la moglie, MEGLI APPARIRE PER GLI ALTRI CHE ESSEREPER SE STESSI.
Un saluto amichevole.
Mat. B.
Commento di Flamel — Aprile 3, 2008 @ 9:25 am
Grande Sara e anche Flamel!
Commento di viverestphilosophari — Aprile 5, 2008 @ 9:19 pm
Nel mio piccolo, tengo la polvere là dove si muove!
Commento di pibond — Aprile 8, 2008 @ 9:29 am
(…) Quelli (i generali) confondono la formula che designa con l’oggetto designato.
Così mi apparve vano e pericoloso di interdire le contraddizioni. Così rispondevo ai miei generali che mi andavano parlando di ordine ma confondevano l’ordine, che è potenza con il riordinamento di un museo.
Perciò dico che l’albero è l’ordine. Ma qui l’ordine è unità che domina sulla disparità.
E questo ramo sostiene il suo nido d’uccello, mentre quest’altro, non lo sostiene affatto. E codesto porta il suo frutto mentre un altro non lo porta affatto. E quello sale verso il cielo, quell’altro, verso il suolo. Ma (i miei generali) sono invece sottomessi all’immagine delle riviste militari e dicono che gli oggetti sono ordinati solo quando non differiscono più l’uno dall’altro. Così, se li lasciassi fare, perfezionerebbero i libri sacri che mostrano un ordine che è saggezza di Dio, col riordinare i caratteri in modo tale che qualsiasi bimbo li vedrebbe completamente mescolati. Così, gli A insiemi, i B insiemi, i C insiemi ….. fino a disporre di un libro ben ordinato. Un libro per generali. (…)
(A. de Saint Exupéry - Citadelle XXII)
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[Se giudicate scadente la traduzione, tenete presente che l'ho fatta io. Riporto anche il testo originale.]
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Car ceux-là (les généraux) confondent la formule qui désigne et l’objet désigné.
Ainsi m’apparut-il qu’il était vain et dangereux d’interdire les contradictions. Ainsi répondais-je à mes généraux qui me venaient parler de l’ordre mais confondaient l’ordre qui est puissance avec l’arrangement des musées.
Car moi je dis que l’arbre est ordre. Mais ordre ici c’est unité qui domine le disparate.
Car cette branche-ci porte son nid d’oiseaux et cette autre ne le porte point. Car celle-ci porte son fruit et cette autre ne le porte point. Car celle-ci monte vers le ciel et cette autre penche vers le sol. Mais ils sont soumis, mes généraux, à l’image des revues militaires et ils disent que sont en ordre les objets seuls qui ne diffèrent plus les uns des autres. Ainsi, si je les laissais faire, ils perfctionneraient les livres saints qui montrent un ordre lequel est sagesse de Dieu, en mettant en ordre les caractères dont le premier enfant venu verrait bien qu’ils sont tous mêlés. Ainsi, les A ensemble, les B ensemble, les C ensemble,… et ainsi disposeraient-ils d’un livre bien en ordre. Un livre pour généraux.
(A. de Saint Exupéry - Citadelle XXII)
Oeuvres - Bibliotèque nrf de la Pléiade - Gallimard 1959
Commento di pibond — Aprile 8, 2008 @ 10:11 am
Il mio umile parere è che la casa nella socetà moderna è una schiavitù, perchè se non hai una colf che provvede alle tue necessità quotidiane sei perduto. Nel mio piccolo appartamento viviamo in 4 ora che la stanza del casino l’ho adibita a camera da letta per la mia figlia più grande la casa è diventata un caos totale, l’asse da stiro, biancheria, scarpe, ecc. stanno invadendo tutto l’appartamento. Prima che arrivassero gli ospiti si prendeva tutto e swi buttava tutto nella stanza degli orrori.Mi sono presa una settimana di ferie per creare una bella camera da letto alla bambina. Che dire poi ho due gatte e un bel cane grande dal pelo lungo. I peli regnano sovrani sui nostri leti vestiti divanoi e pavimenti. Il bagno dopo che tutti si sono lavati sembra una discarica. La cosa peggiore è che sono una donna che lavora e che stà fuori casa fino a sera tardi, senza contare poi che bisogna seguire i figli nei compiti e per finire adoro leggere, scrivere e suonare il pianoforte, senza contare il sassofono. Poi guardo anche la tv e vado su internet. Faccio corsi di aggiornamento per il mio lavoro ecc. Bene ora mi chiedo quando posso fare le pulizie di casa? Bene le faccio in estremis e solo se è strettamente necessario. Mi piacerebbe rientrare in una casa pulita e ordinata come quelle che si vedono sulle riviste specializzate di arredamento. Ma il problema che in una casa si accumulano cose che tutti i componenti della famiglia si portano a casa e allora ecco l’accumulo impressionante di un sacco di cose.
Certo mi vergogno di far entrare le persone in casa mia neanche gli extracomunitari non faccio accomodare gli porto un bicchiere d’acqua sulla porta. Poi quando vado in casa d’altri vedo che hanno le mie stesse problematiche. Quindi una casa se vissuta è ovvio che è sporca e allora al diavolo tutto e godiamoci la vita chi se ne frega la vita è breve e quindi è meglio utilizzarla in qualche cosa che ci piace…o no
Commento di bubi — Aprile 10, 2008 @ 5:52 pm
Scusate l’arroganza ma credo di essere la persona che meglio emerge da questa discussione. Non conosco il teorema della diagonale di Cantor, la disuguaglianza di Bell, l’ebraico antico e in tutto questo la mia casa è un porcile!
La vera sporcizia da eliminare sono i sensi di colpa!!!
buona notte
Commento di e — Aprile 26, 2008 @ 12:17 am