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	<title>Commenti a: LA CONVERSIONE DI MAGDI ALLAM</title>
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	<description>di Vincenzo Fano</description>
	<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 08:30:06 +0000</pubDate>
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		<title>Di: sara</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2008/03/30/la-conversione-di-magdi-allam/#comment-923</link>
		<dc:creator>sara</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 07:23:44 +0000</pubDate>
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		<description>Lascio, in modo particolare per Karagounis, queste tre riflessioni di Pavel Florenkij (1882 – 1937). 
La prima mi fa pensare che in ogni esperienza anche in quelle che si avvicinano di più alla ragionevolezza (rapporti di amicizia e di amore) c’è sempre qualcosa che sfugge ad una analisi completa e lucida della ragione. Non posso mai essere completamente certo di potermi fidare delle persone a cui appunto mi affido, se pur ragionevolmente.

 “La legge è l'autentico recinto della natura; ma anche il muro più spesso ha crepe sottilissime attraverso le quali si infiltra il mistero”

Il secondo pensiero di Pavel nella mia mente e nel mio cuore si riallaccia a questi altri presi dal mondo ebraico: 

Che cosa ha lasciato dietro di sé il Rabbi Mendl di Kotzk : non ha pubblicato libri, non ha lasciato documenti, tutto quanto aveva scritto lo ha bruciato e tuttavia ci ha insegnato a non dire mai addio alla Verità, perché Dio ride di coloro che pensano che la Falsità sia inevitabile. Ci ha anche resi capaci di affrontare la disperazione e di sopravviverle perché la Verità è Viva, abita da qualche parte, mai consunta ed è necessario che tutta l’umanità si impegni a liberarla. 
                                                 Heschel “Passione di Verità”

Dio per creare l’uomo e la realtà deve sotterrare la Verità. La Verità germoglierà dalla terra perché lì sotto è stata sepolta da Dio.  Scovare, cercare la Verità è il compito dell’uomo

 “Io non ho la Verità in me, ma l’idea della Verità in me brucia come un fuoco divorante. E la segreta speranza di incontrarla faccia a faccia incolla la mia lingua al palato. E’ essa il torrente infuocato che mi ribolle e gorgoglia nelle vene”.
                            Florenskij, Pavel Aleksandrovic (1882 - 1937)

Tutti e tre mi rimandano non solo al problema della Verità, ma anche ai pregiudizi che abitano il mio incontrare gli altri, anche nelle cose più banali. Le rigidità che mi limitano a vedere solo quello che si vede dal mio punto di osservazione.
Per ultimo, il terzo mi colpisce là dove dice “Se anche una minima parte dell'energia che si disperde nell'ostilità verso gli altri, fosse usata per amare se stessi, l'umanità potrebbe riposarsi e prosperare”.

Anche i fossati più profondi tra le religioni non possono creare fra loro divisioni tali da rompere definitivamente la loro radicale unità [...]. Ogni confessione e ogni religione poggiano in qualche misura sull'autentica realtà spirituale e quindi non sono completamente prive della luce della Verità. Per quanto possano essere grandi e profonde le differenze religiose e confessionali, esse comunque sono relative: alcune confessioni vivono in piena libertà, altre in parchi recintati, altre in cortili piccoli ma con alte mura di cinta, altre in torri auguste, altre in tende con una stretta apertura per il fumo, altre ancora non hanno sulla testa che una stretta fessura. E gli uomini che si trovano in queste differenti situazioni sono in condizioni psicologiche e fisiche differenti, e possiedono orizzonti molto diversi. Il cielo da cui tutti ricevono la luce, non appare omogeneo sulle loro teste, e tuttavia è un unico cielo. Vederlo magari anche attraverso una fessura è meglio che non vedere nulla. Questo cielo è Dio. Avere una fede qualsiasi è meglio che non averne nessuna, poiché dà un autentico contatto con il mondo spirituale. [...] il mondo religioso è frantumato soprattutto perchè le religioni non si conoscono reciprocamente. Anche il mondo cristiano è frantumato per lo stesso motivo, perchè le varie confessioni non si conoscono reciprocamente. Tutte occupate in una polemica che esaurisce, non hanno la forza di vivere per se stesse [...] Se anche una minima parte dell'energia che si disperde nell'ostilità verso gli altri, fosse usata per amare se stessi, l'umanità potrebbe riposarsi e prosperare
(P. A. Florenskij)

Un piccolo riferimento al fatto da cui siamo partiti e cioè alla conversione di Magdì Allam, giusto per prendere in considerazione un altro aspetto della faccenda:
PARIGI, lunedì, 7 aprile 2008 _ Tra 150 e 200 musulmani si convertono ogni anno al cattolicesimo in Francia, rivela il quotidiano francese “Le Monde” in un rapporto pubblicato il 2 aprile. Tra loro, ci sono molti figli di coppie miste. 
Pur mantenendo discrezione nei confronti del tema negli ultimi anni, la Chiesa cattolica afferma che d'ora in poi considererà la “libertà religiosa e la reciprocità essenziali”.
“Non è necessario arrivare a dire le cose, senza portare avanti dei segreti?”, si chiede su “Le Monde” monsignor Michel Dubost, Vescovo di Evry, impegnato nel dialogo con l'islam. Nella sua Diocesi ogni anno viene battezzata una decina di musulmani. Quest'anno, un battesimo ha dovuto essere celebrato in forma “non pubblica”.
Il quotidiano francese riferisce l'iter di alcuni dei nuovi battezzati cattolici di origine musulmana. La maggior parte di loro si scontra contro l'incomprensione e viene accusata di aver “rinnegato la propria cultura”. Alcuni hanno anche nascosto la conversione ai familiari.
In questo contesto, la conversione diffusa sui media del giornalista musulmano Magdi Cristiano Allam, il 22 marzo in Vaticano, ha rallegrato i convertiti in Francia. 
“Benedico il Papa, che ha posto il dito laddove fa male”, commenta su “Le Monde” Mohammed Christophe Bilek, fondatore di Notre-Dame-de-Kabylie, a Créteil. “Ciascuno deve poter essere battezzato, è un fatto che deriva dai diritti umani”.
Nonostante siano in aumento, le conversioni dall'islam al cristianesimo, considerando tutte le confessioni, non superano quelle di quanti diventano musulmani.
Nell'agosto 2006, il quotidiano francese “La Croix” rivelava che il fenomeno delle conversioni all'islam raggiungerebbe le 3.600 persone all'anno in Francia, soprattutto nei sobborghi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lascio, in modo particolare per Karagounis, queste tre riflessioni di Pavel Florenkij (1882 – 1937).<br />
La prima mi fa pensare che in ogni esperienza anche in quelle che si avvicinano di più alla ragionevolezza (rapporti di amicizia e di amore) c’è sempre qualcosa che sfugge ad una analisi completa e lucida della ragione. Non posso mai essere completamente certo di potermi fidare delle persone a cui appunto mi affido, se pur ragionevolmente.</p>
<p> “La legge è l&#8217;autentico recinto della natura; ma anche il muro più spesso ha crepe sottilissime attraverso le quali si infiltra il mistero”</p>
<p>Il secondo pensiero di Pavel nella mia mente e nel mio cuore si riallaccia a questi altri presi dal mondo ebraico: </p>
<p>Che cosa ha lasciato dietro di sé il Rabbi Mendl di Kotzk : non ha pubblicato libri, non ha lasciato documenti, tutto quanto aveva scritto lo ha bruciato e tuttavia ci ha insegnato a non dire mai addio alla Verità, perché Dio ride di coloro che pensano che la Falsità sia inevitabile. Ci ha anche resi capaci di affrontare la disperazione e di sopravviverle perché la Verità è Viva, abita da qualche parte, mai consunta ed è necessario che tutta l’umanità si impegni a liberarla.<br />
                                                 Heschel “Passione di Verità”</p>
<p>Dio per creare l’uomo e la realtà deve sotterrare la Verità. La Verità germoglierà dalla terra perché lì sotto è stata sepolta da Dio.  Scovare, cercare la Verità è il compito dell’uomo</p>
<p> “Io non ho la Verità in me, ma l’idea della Verità in me brucia come un fuoco divorante. E la segreta speranza di incontrarla faccia a faccia incolla la mia lingua al palato. E’ essa il torrente infuocato che mi ribolle e gorgoglia nelle vene”.<br />
                            Florenskij, Pavel Aleksandrovic (1882 - 1937)</p>
<p>Tutti e tre mi rimandano non solo al problema della Verità, ma anche ai pregiudizi che abitano il mio incontrare gli altri, anche nelle cose più banali. Le rigidità che mi limitano a vedere solo quello che si vede dal mio punto di osservazione.<br />
Per ultimo, il terzo mi colpisce là dove dice “Se anche una minima parte dell&#8217;energia che si disperde nell&#8217;ostilità verso gli altri, fosse usata per amare se stessi, l&#8217;umanità potrebbe riposarsi e prosperare”.</p>
<p>Anche i fossati più profondi tra le religioni non possono creare fra loro divisioni tali da rompere definitivamente la loro radicale unità [...]. Ogni confessione e ogni religione poggiano in qualche misura sull&#8217;autentica realtà spirituale e quindi non sono completamente prive della luce della Verità. Per quanto possano essere grandi e profonde le differenze religiose e confessionali, esse comunque sono relative: alcune confessioni vivono in piena libertà, altre in parchi recintati, altre in cortili piccoli ma con alte mura di cinta, altre in torri auguste, altre in tende con una stretta apertura per il fumo, altre ancora non hanno sulla testa che una stretta fessura. E gli uomini che si trovano in queste differenti situazioni sono in condizioni psicologiche e fisiche differenti, e possiedono orizzonti molto diversi. Il cielo da cui tutti ricevono la luce, non appare omogeneo sulle loro teste, e tuttavia è un unico cielo. Vederlo magari anche attraverso una fessura è meglio che non vedere nulla. Questo cielo è Dio. Avere una fede qualsiasi è meglio che non averne nessuna, poiché dà un autentico contatto con il mondo spirituale. [...] il mondo religioso è frantumato soprattutto perchè le religioni non si conoscono reciprocamente. Anche il mondo cristiano è frantumato per lo stesso motivo, perchè le varie confessioni non si conoscono reciprocamente. Tutte occupate in una polemica che esaurisce, non hanno la forza di vivere per se stesse [...] Se anche una minima parte dell&#8217;energia che si disperde nell&#8217;ostilità verso gli altri, fosse usata per amare se stessi, l&#8217;umanità potrebbe riposarsi e prosperare<br />
(P. A. Florenskij)</p>
<p>Un piccolo riferimento al fatto da cui siamo partiti e cioè alla conversione di Magdì Allam, giusto per prendere in considerazione un altro aspetto della faccenda:<br />
PARIGI, lunedì, 7 aprile 2008 _ Tra 150 e 200 musulmani si convertono ogni anno al cattolicesimo in Francia, rivela il quotidiano francese “Le Monde” in un rapporto pubblicato il 2 aprile. Tra loro, ci sono molti figli di coppie miste.<br />
Pur mantenendo discrezione nei confronti del tema negli ultimi anni, la Chiesa cattolica afferma che d&#8217;ora in poi considererà la “libertà religiosa e la reciprocità essenziali”.<br />
“Non è necessario arrivare a dire le cose, senza portare avanti dei segreti?”, si chiede su “Le Monde” monsignor Michel Dubost, Vescovo di Evry, impegnato nel dialogo con l&#8217;islam. Nella sua Diocesi ogni anno viene battezzata una decina di musulmani. Quest&#8217;anno, un battesimo ha dovuto essere celebrato in forma “non pubblica”.<br />
Il quotidiano francese riferisce l&#8217;iter di alcuni dei nuovi battezzati cattolici di origine musulmana. La maggior parte di loro si scontra contro l&#8217;incomprensione e viene accusata di aver “rinnegato la propria cultura”. Alcuni hanno anche nascosto la conversione ai familiari.<br />
In questo contesto, la conversione diffusa sui media del giornalista musulmano Magdi Cristiano Allam, il 22 marzo in Vaticano, ha rallegrato i convertiti in Francia.<br />
“Benedico il Papa, che ha posto il dito laddove fa male”, commenta su “Le Monde” Mohammed Christophe Bilek, fondatore di Notre-Dame-de-Kabylie, a Créteil. “Ciascuno deve poter essere battezzato, è un fatto che deriva dai diritti umani”.<br />
Nonostante siano in aumento, le conversioni dall&#8217;islam al cristianesimo, considerando tutte le confessioni, non superano quelle di quanti diventano musulmani.<br />
Nell&#8217;agosto 2006, il quotidiano francese “La Croix” rivelava che il fenomeno delle conversioni all&#8217;islam raggiungerebbe le 3.600 persone all&#8217;anno in Francia, soprattutto nei sobborghi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Sulla religione &#171; Promesse di un Ebu</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2008/03/30/la-conversione-di-magdi-allam/#comment-919</link>
		<dc:creator>Sulla religione &#171; Promesse di un Ebu</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 10:51:52 +0000</pubDate>
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		<description>[...] enzo [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] enzo [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: karagounis78</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2008/03/30/la-conversione-di-magdi-allam/#comment-880</link>
		<dc:creator>karagounis78</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 17:29:36 +0000</pubDate>
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		<description>Avrà anche avuto le sue buone ragioni per convertirsi; immagino non l'abbia fatto per interesse. Anche perchè se già stava sulle scatole ai musulmani, ora ancor di più.
Io sono ateo e ho fondato la mia scelta su basi scientifiche. Tuttavia sarei curioso di professarmi pagano alla vecchia maniera greca: una divinità per ogni cosa. Chissà che ne penserebbe la gente, oltre a prendermi per matto.
Comunque tra le varie religioni apprezzo quelle che risultano intransigenti, lige alla dottrina. L'islam prospera proprio per questo, mentre il cristianesimo aperto è destinato a morire. In fondo una religione, se si crede depositaria dell'unica verità, non può far altro che imporre una dottrina ferrea a non opinabile; il contrario mi pare una contraddizione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avrà anche avuto le sue buone ragioni per convertirsi; immagino non l&#8217;abbia fatto per interesse. Anche perchè se già stava sulle scatole ai musulmani, ora ancor di più.<br />
Io sono ateo e ho fondato la mia scelta su basi scientifiche. Tuttavia sarei curioso di professarmi pagano alla vecchia maniera greca: una divinità per ogni cosa. Chissà che ne penserebbe la gente, oltre a prendermi per matto.<br />
Comunque tra le varie religioni apprezzo quelle che risultano intransigenti, lige alla dottrina. L&#8217;islam prospera proprio per questo, mentre il cristianesimo aperto è destinato a morire. In fondo una religione, se si crede depositaria dell&#8217;unica verità, non può far altro che imporre una dottrina ferrea a non opinabile; il contrario mi pare una contraddizione.</p>
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