VIVERESTPHILOSOPHARI di Vincenzo Fano

Maggio 15, 2008

BUONISMO E ALTERITA’

Archiviato in: FILOSOFIA POLITICA, SOCIETA' — viverestphilosophari @ 12:36 pm

“La conquista dell’America” di Todorov è, come molti sanno, un libro straordinario, che ci racconta sui documenti le reazioni degli europei all’estrema alterità delle civiltà americane. In particolare, quando lo lessi, mi colpì una cosa. Sepulveda (non è il grande scrittore de “La gabbianella e il gatto”), feroce sostenitore della tesi della non umanità degli amerindi, colse con grande acume tutta la loro estrema diversità culturale rispetto agli europei. Per contro Bartolomeo de las Casas, noto per la sua denuncia - purtroppo tardiva - dello sterminio degli indigeni americani, li descrive in modo romantico e inesatto, dando origine a quel mito del buon selvaggio, che, passando per Rousseau, ancora perdura. Nonostante le sue buone intenzioni, non è chiaro se abbia fatto meno danni di Sepulveda.

1 Commento »

  1. Dopo aver visto la bella mostra America! a Brescia, mi sono interrogato parecchio sulla questione della colonizzazione di un territorio giò occupato. Oggi si è imposta l’idea dell’autodeterminazione di un popolo, alla cui luce gli europei avrebbero dovuto interrompere la loro conquista alle prime battute. All’epoca però non c’erano tutte queste sottigliezze sociali: era come un’eterna guerra, ed in guerra tutto è lecito. In più gli indiani non occupavano in modo sistematico tutto il territorio a loro disposizione, il che lasciava ampi spazi di manovra.
    Ma la questione è un’altra: un popolo culturalmente e tecnologicamente evoluto che incontra una popolazione meno sviluppata ha ragione di portare ed estendere il proprio sapere a questa nuova civiltà? Per le popolazioni amerinde il problema non si pose, perchè vennero semplicemente assoggettate. Ma pensiamo ad una tribù spersa nella foresta tropicale. Se li instradiamo alla nostra cultura perderanno le loro tradizioni in breve tempo, e avremo così eliminato parte della bio-diversità. Se invece li lasciamo isolati come un’oasi nel deserto, li staremo trattando come animali allo zoo, come cavie di laboratorio, interessanti oggetti di studio. Personalmente lasciarli nell’arretratezza culturale pare quasi un crimine contro la loro natura umana.

    Commento di karagounis78 — Maggio 15, 2008 @ 10:25 pm

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