VIVERESTPHILOSOPHARI di Vincenzo Fano, Professore di logica e filosofia della scienza

Agosto 31, 2008

IL CRISTIANESIMO DI FEYNMAN

Archiviato in: FILOSOFIA DELLA RELIGIONE, FILOSOFIA DELLA SCIENZA — viverestphilosophari @ 9:40 am

Nel capitolo 52 del primo volume delle sue straordinarie Lectures on physics, (ristampate recentemente dalla Zanichelli), il grande fisico Richard Feynman nota che agli uomini piacciono molto le simmetrie e le cercano nella natura. Tuttavia molte di queste simmetrie proposte dall’uomo vengono poi parzialmente violate dalla natura, come le irregolarità di un cristallo. Feynman conclude allora che la natura è quasi simmetrica e cita una scultura giapponese bellissima e ricchissima nella quale gli autori avevano posto un’imperfezione per evitare che si scatenasse l’invidia degli dei. E allora conclude: forse Dio non ha voluto fare le leggi di natura troppo perfette per evitare l’invidia degli uomini. Questa battuta mi ha fatto venire in mente il Dio che si è fatto uomo del Cristianesimo, cioè la mediazione fra l’alterità di Dio e l’umanità dell’uomo, che, come ha notato il giovane Hegel, è la grande novità del cristianesimo rispetto all’ebraismo.

4 Commenti »

  1. Infatti Feynman era ebreo.

    Commento di weissbach — Agosto 31, 2008 @ 12:09 pm | Replica

  2. Porre Dio e non porlo come un creatore perfetto sarebbe quantomeno assurdo. Perchè introdurre delle irregolarità nella natura se la simmetria è la perfezione?
    Forse in realtà è la quasi-simmetria che è perfetta, non la simmetria totale, cosa che in realtà non credo.

    Commento di karagounis78 — Settembre 2, 2008 @ 6:31 pm | Replica

  3. Diceva Borges in un celebre passo:

    “Nosotros (la indivisa divinidad que opera en nosotros) hemos soñado el mundo. Lo hemos soñado resistente, misterioso, visible, ubicuo en el espacio y firme en el tiempo; pero hemos consentido en su arquitectura tenues y eternos intersticios de sinrazón para saber que es falso”

    Commento di tfrab — Settembre 2, 2008 @ 9:13 pm | Replica

  4. Per sapere cosa ha provato Dio nel farsi uomo (prendendo per vero ciò che si dice), basterebbe che l’uomo riuscisse ad “incarnarsi” come un pixel, all’interno di questo monitor bidimensionale retroilluminato.

    Commento di alfredo — Settembre 25, 2008 @ 11:10 am | Replica


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