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	<title>Commenti per VIVERESTPHILOSOPHARI di Vincenzo Fano</title>
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	<description>di Vincenzo Fano</description>
	<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 08:33:10 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su L&#8217;UNICITA&#8217; DELLA SHOAH di e</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2008/07/04/lunicita-della-shoah/#comment-1078</link>
		<dc:creator>e</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 12:06:12 +0000</pubDate>
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		<description>Ripensandoci, in un certo senso, mi sembra giusto interpretare la Shoah come assolutamente unica sotto il profilo storico in quanto espressione della struttura irrazionale dell'uomo di massa. Effettivamente se non prendessimo in considerazione questa chiave di lettura, finiremmo per non capirci molto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ripensandoci, in un certo senso, mi sembra giusto interpretare la Shoah come assolutamente unica sotto il profilo storico in quanto espressione della struttura irrazionale dell&#8217;uomo di massa. Effettivamente se non prendessimo in considerazione questa chiave di lettura, finiremmo per non capirci molto.</p>
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		<title>Commenti su L&#8217;UNICITA&#8217; DELLA SHOAH di e</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2008/07/04/lunicita-della-shoah/#comment-1077</link>
		<dc:creator>e</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 09:37:02 +0000</pubDate>
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		<description>In un certo senso questa visione ribalta i valori tipici del delitto nel diritto penale. Se uccido con l'intenzione di derubare un uomo, questo delitto è spesso giudicato più grave che se lo facessi perchè animato da fantasiose teorie sulla mia superiorità. In questo caso prenderei le attenuanti della follia. 

A livello generale, se non ho capito male il senso del post, mi sento di dire che è sempre poco corretto fare sfide sui numeri e sui record trattando di orrori di massa. Supposta anche l'unicità della Shoah, cosa toglierebbe questa unicità a, che so, lo sterminio dei nativi delle americhe o al genocidio armeno? Ogni singolo delitto è unico, in quanto ogni essere umano è unico e assoluto. E in quanto unico è infinitamente straziante. Se la Shoah fosse unica, avrebbe il triste primato dello strazio, ma "purtroppo" non è così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In un certo senso questa visione ribalta i valori tipici del delitto nel diritto penale. Se uccido con l&#8217;intenzione di derubare un uomo, questo delitto è spesso giudicato più grave che se lo facessi perchè animato da fantasiose teorie sulla mia superiorità. In questo caso prenderei le attenuanti della follia. </p>
<p>A livello generale, se non ho capito male il senso del post, mi sento di dire che è sempre poco corretto fare sfide sui numeri e sui record trattando di orrori di massa. Supposta anche l&#8217;unicità della Shoah, cosa toglierebbe questa unicità a, che so, lo sterminio dei nativi delle americhe o al genocidio armeno? Ogni singolo delitto è unico, in quanto ogni essere umano è unico e assoluto. E in quanto unico è infinitamente straziante. Se la Shoah fosse unica, avrebbe il triste primato dello strazio, ma &#8220;purtroppo&#8221; non è così.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su LE OPINIONI SBAGLIATE di pibond</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2008/07/04/le-opinioni-sbagliate/#comment-1076</link>
		<dc:creator>pibond</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 09:23:15 +0000</pubDate>
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		<description>Kara, ma chi ti ha detto che l'idea per la quale ti batti è quella giusta?
Più volte ho sostenuto che le azioni degli uomini, nella maggior parte, derivano dai sentimenti, dalle passioni e non dalla logica.
Se ti trovi davanti ad un amico che vuol compiere un atto infame, giustificato da un grave torto subito, che cosa farai?
-----------
Tuttavia, a mio parere, il saggio Terenzio con il suo "Homo sum; nihil umanum alienum puto", non risolve il problema.
Non sono stoico, pur avendo antipatici i gesuiti!
Dico solo "Est modus in rebus"!
Non si può affermare che una cosa è nera o è bianca. Può essere grigia e la maggior parte delle opinioni si attestano su quel tono in maniera più o meno intensa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Kara, ma chi ti ha detto che l&#8217;idea per la quale ti batti è quella giusta?<br />
Più volte ho sostenuto che le azioni degli uomini, nella maggior parte, derivano dai sentimenti, dalle passioni e non dalla logica.<br />
Se ti trovi davanti ad un amico che vuol compiere un atto infame, giustificato da un grave torto subito, che cosa farai?<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
Tuttavia, a mio parere, il saggio Terenzio con il suo &#8220;Homo sum; nihil umanum alienum puto&#8221;, non risolve il problema.<br />
Non sono stoico, pur avendo antipatici i gesuiti!<br />
Dico solo &#8220;Est modus in rebus&#8221;!<br />
Non si può affermare che una cosa è nera o è bianca. Può essere grigia e la maggior parte delle opinioni si attestano su quel tono in maniera più o meno intensa.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su IL PROBLEMA DELLA DONNA di e</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2008/07/04/il-problema-della-donna/#comment-1074</link>
		<dc:creator>e</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 21:00:38 +0000</pubDate>
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		<description>è la vecchia idea di riempire i parlamenti di donne, magari ci sarebbero davvero meno guerre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è la vecchia idea di riempire i parlamenti di donne, magari ci sarebbero davvero meno guerre.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su LA CONSAPEVOLEZZA DELLA STORICITA&#8217; di pibond</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2008/07/04/la-consapevolezza-della-storicita/#comment-1071</link>
		<dc:creator>pibond</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 16:05:53 +0000</pubDate>
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		<description>Provo a cimentarmi in questo guazzabuglio dove Vincenzo ci ha cacciati.
Guazzabuglio, perchè nella successione di epoche storiche che menziona non sembra esserci nessun filo logico, come invece, gli eventi storici si sviluppano secondo un ordine alternato di fatti imprevedibili che ne rompono la continuità. 
Parlare di Rinascimento oggi è come parlare di Cultura greco-romana. Le lotte tra le Signorie del Rinascimento, così interessanti per Machiavelli hanno importanza solo per chi abita sugli antichi loro territori. 
Federico da Motefeltro a Urbino, i Malatesta a Rimini, i Riario a Imola, gli Este a Ferrara, i Gonzaga a Mantova, i della Scala a Verona  e - dulcis infundo - ai più importanti Borgia Medici, Visconti e Sforza (scritti a memoria: bacchettatemi se ne ho dimenticato qualcuno). Ma non è questa la storicità, a meno di considerarla sotto il profilo folcloristico e cultural-turistico.
La storicità è quella che nasce dalle radici culturali che si sono svolte nel processo storico, per quegli elementi che sono ancora pregnanti di attualità.
Cosa dire del Cristinesimo e dell'Islam, oggi?
Chi non ricorda i Saraceni che infestavano le nostre coste lungo le quali ci sono ancora le antiche torri omonime? Ad Arezzo si svolge periodicamente la Giostra del Saracino e oggi abbiamo qualche problema a Bologna dove qualcuno pensa di chiamare un pittore che, nel Duomo di Bologna, faccia salire Maometto in paradiso (e non basterebbe nemmeno questo provvedimento perché l’Islam è iconoclasta).
Prima delle Twin towers, c’era ancora chi pensava che la religione non avrebbe avuto più alcuna importanza politica e la laicità degli Stati avrebbe risolto tutti i problemi esistenziali dell’umanità.
Anche nel 1789, si pensava che tutti i problemi si sarebbero risolti trasformando le monarchie in repubbliche e cacciando nobili, preti e suore. Qualche anno dopo ci fu la Restaurazione. Poi seguì l’era del Proletario, che unito e compatto avrebbe abolito la borghesia. E’ successo che il proletario si è imborghesito. Tutto ciò prima o poi passerà nel dimenticatoio. Chi mai rivendicherà radici giacobine? … e, quelle comuniste, siamo lì, ... e poco ci manca.
Tutti hanno nella mente, in modo più o meno chiaro, la storia del proprio passato remoto.
Anche quel contadino della campagna di Tuscania che sembra il sosia dell'antico etrusco raffigurato sul coperchio di un sarcofago esposto al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. La sua storia è più antica della nostra e noi la conosciamo meglio di lui perché la vita sua è uguale a quella di tutti i suoi progenitori, e le sue radici affondano a prima della fondazione di Roma.
Non parlategli di Rinascimento.
Ne sa qualcosa solo se qualcuno glielo dice e lo manda a Roma a pregare nella Basilica di S.Pietro.
-----------
In tutto questo guazzabuglio di radici cultural storiche, la scuola che ci sta a fare?
A me, da piccolo, hanno insegnato che la storia cominciava dall’anno I dell’era fascista il 28 esimo giorno del mese di ottobre (anno 1922 d.C) quando la famosa Marcia giunse a Roma dove Mussolini attendeva l’evento per proclamare la fondazione del Fascismo; ai miei figli hanno tentato di insegnare quella più Lunga di Mao Tse Tung.
Benito Mussolini e Mao Tse Tung: entrambi grandi criminali della storia.
Che belle radici!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Provo a cimentarmi in questo guazzabuglio dove Vincenzo ci ha cacciati.<br />
Guazzabuglio, perchè nella successione di epoche storiche che menziona non sembra esserci nessun filo logico, come invece, gli eventi storici si sviluppano secondo un ordine alternato di fatti imprevedibili che ne rompono la continuità.<br />
Parlare di Rinascimento oggi è come parlare di Cultura greco-romana. Le lotte tra le Signorie del Rinascimento, così interessanti per Machiavelli hanno importanza solo per chi abita sugli antichi loro territori.<br />
Federico da Motefeltro a Urbino, i Malatesta a Rimini, i Riario a Imola, gli Este a Ferrara, i Gonzaga a Mantova, i della Scala a Verona  e - dulcis infundo - ai più importanti Borgia Medici, Visconti e Sforza (scritti a memoria: bacchettatemi se ne ho dimenticato qualcuno). Ma non è questa la storicità, a meno di considerarla sotto il profilo folcloristico e cultural-turistico.<br />
La storicità è quella che nasce dalle radici culturali che si sono svolte nel processo storico, per quegli elementi che sono ancora pregnanti di attualità.<br />
Cosa dire del Cristinesimo e dell&#8217;Islam, oggi?<br />
Chi non ricorda i Saraceni che infestavano le nostre coste lungo le quali ci sono ancora le antiche torri omonime? Ad Arezzo si svolge periodicamente la Giostra del Saracino e oggi abbiamo qualche problema a Bologna dove qualcuno pensa di chiamare un pittore che, nel Duomo di Bologna, faccia salire Maometto in paradiso (e non basterebbe nemmeno questo provvedimento perché l’Islam è iconoclasta).<br />
Prima delle Twin towers, c’era ancora chi pensava che la religione non avrebbe avuto più alcuna importanza politica e la laicità degli Stati avrebbe risolto tutti i problemi esistenziali dell’umanità.<br />
Anche nel 1789, si pensava che tutti i problemi si sarebbero risolti trasformando le monarchie in repubbliche e cacciando nobili, preti e suore. Qualche anno dopo ci fu la Restaurazione. Poi seguì l’era del Proletario, che unito e compatto avrebbe abolito la borghesia. E’ successo che il proletario si è imborghesito. Tutto ciò prima o poi passerà nel dimenticatoio. Chi mai rivendicherà radici giacobine? … e, quelle comuniste, siamo lì, &#8230; e poco ci manca.<br />
Tutti hanno nella mente, in modo più o meno chiaro, la storia del proprio passato remoto.<br />
Anche quel contadino della campagna di Tuscania che sembra il sosia dell&#8217;antico etrusco raffigurato sul coperchio di un sarcofago esposto al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. La sua storia è più antica della nostra e noi la conosciamo meglio di lui perché la vita sua è uguale a quella di tutti i suoi progenitori, e le sue radici affondano a prima della fondazione di Roma.<br />
Non parlategli di Rinascimento.<br />
Ne sa qualcosa solo se qualcuno glielo dice e lo manda a Roma a pregare nella Basilica di S.Pietro.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
In tutto questo guazzabuglio di radici cultural storiche, la scuola che ci sta a fare?<br />
A me, da piccolo, hanno insegnato che la storia cominciava dall’anno I dell’era fascista il 28 esimo giorno del mese di ottobre (anno 1922 d.C) quando la famosa Marcia giunse a Roma dove Mussolini attendeva l’evento per proclamare la fondazione del Fascismo; ai miei figli hanno tentato di insegnare quella più Lunga di Mao Tse Tung.<br />
Benito Mussolini e Mao Tse Tung: entrambi grandi criminali della storia.<br />
Che belle radici!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su GOGOL, LE ANIME MORTE di zack</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2006/01/08/gogol-le-anime-morte/#comment-1070</link>
		<dc:creator>zack</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 12:04:21 +0000</pubDate>
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		<description>Hai sintetizzato molto bene una grande opera. Ho appena finito di leggere le anime, ho apprezzato piu la prima parte che la seconda, se vuoi legggere la mia recensione (in cui ho ripreso alcune tue osservazioni) vai sul mio blog http://www.zackspace.net.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai sintetizzato molto bene una grande opera. Ho appena finito di leggere le anime, ho apprezzato piu la prima parte che la seconda, se vuoi legggere la mia recensione (in cui ho ripreso alcune tue osservazioni) vai sul mio blog <a href="http://www.zackspace.net" rel="nofollow">http://www.zackspace.net</a>.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su GOGOL, LE ANIME MORTE di Gogol, Le anime morte &#124; zack</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2006/01/08/gogol-le-anime-morte/#comment-1069</link>
		<dc:creator>Gogol, Le anime morte &#124; zack</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 11:33:49 +0000</pubDate>
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		<description>[...] fa notare Vincenzo Fano nel suo Viverestphilosophari, l&#8217;ironia di Gogol travolge non soltanto la società russa nella sua interezza, ma ogni [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] fa notare Vincenzo Fano nel suo Viverestphilosophari, l&#8217;ironia di Gogol travolge non soltanto la società russa nella sua interezza, ma ogni [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su IL PROBLEMA DELLA DONNA di karagounis78</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2008/07/04/il-problema-della-donna/#comment-1068</link>
		<dc:creator>karagounis78</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 11:12:24 +0000</pubDate>
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		<description>Prendersi cura, anche se per poco tempo, dei figli degli altri trattandoli come proprii è sicuramente congenito ad ogni madre. Ricordo che ho sperimentato questa cosa molte volte quando ero piccolo.
L'individualismo che riscontri in molte madri odierne, tuttavia, potrebbe nascere dalla grave crisi educativa a cui stiamo assistendo. I nostri genitori era pressochè tutti educati allo stesso modo dagli odierni nonni: la cultura prevalentemente contadina pre boom industriale prevedeva regole ferree e valori condivisi da tutti. 
Poi la grande crescita ed il benessere hanno minato queste fondamenta: per i figli, giustamente, si cerca di avere il meglio e si cerca di educarli in modi meno rigidi. Il classico del figlio che da genitore non vuole diventare come il prorpio padre. Quindi ognuno ha educato i figli secondo le proprie idee, che spesso non coincinono con quelle degli altri genitori, siano essi anche i più stretti amici.
A questo punto lasciare un figlio ad altri non è cosa facile: e se lo sgrida quando tu non riterresti opportuno oppure è troppo lassivo? Sta in ogni caso rovinando il tuo lavoro di educatore. Così si preferisce non fare nulla, sentire l'altro bambino come un ospite e non come un figlio da educare.
Di questo passo le cose possono solo peggiorare, aggravate anche, notizia di questi giorni, dalla maternità sempre più tarda nelle donne italiane, cosa che io ritengo del tutto contro natura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prendersi cura, anche se per poco tempo, dei figli degli altri trattandoli come proprii è sicuramente congenito ad ogni madre. Ricordo che ho sperimentato questa cosa molte volte quando ero piccolo.<br />
L&#8217;individualismo che riscontri in molte madri odierne, tuttavia, potrebbe nascere dalla grave crisi educativa a cui stiamo assistendo. I nostri genitori era pressochè tutti educati allo stesso modo dagli odierni nonni: la cultura prevalentemente contadina pre boom industriale prevedeva regole ferree e valori condivisi da tutti.<br />
Poi la grande crescita ed il benessere hanno minato queste fondamenta: per i figli, giustamente, si cerca di avere il meglio e si cerca di educarli in modi meno rigidi. Il classico del figlio che da genitore non vuole diventare come il prorpio padre. Quindi ognuno ha educato i figli secondo le proprie idee, che spesso non coincinono con quelle degli altri genitori, siano essi anche i più stretti amici.<br />
A questo punto lasciare un figlio ad altri non è cosa facile: e se lo sgrida quando tu non riterresti opportuno oppure è troppo lassivo? Sta in ogni caso rovinando il tuo lavoro di educatore. Così si preferisce non fare nulla, sentire l&#8217;altro bambino come un ospite e non come un figlio da educare.<br />
Di questo passo le cose possono solo peggiorare, aggravate anche, notizia di questi giorni, dalla maternità sempre più tarda nelle donne italiane, cosa che io ritengo del tutto contro natura.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su BERLINO di karagounis78</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2008/07/04/berlino/#comment-1067</link>
		<dc:creator>karagounis78</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 10:58:06 +0000</pubDate>
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		<description>In europa penso sia una della citàà più in fermento Berlino, ricca di nuovi stimoli e nuove tendenze. Non penso ci abiterei, sono troppo provinciale.
I tedeschi però mi sono sempre piaciuti, come mentalità collettiva: la loro precisione, il rigore, l'organizzazione. Magari non sono proprio così, però penso ci vanno vicino e la storia, nel bene e nel male, ha costruito questa fama: la macchina bellica tedesca, in entrambe le guerre, era indiscutibilmente superiore; soltanto gli errori dei comandanti supremi hanno permesso agli alleati di vincere.
Sinceramente non trovo giusto cercare di cancellare e nascondere ogni riferimento al Nazismo: è stato un periodo storico che come tale va studiato e capito, senza condirlo con troppi giudizi. Forse non si riesce a fare perchè c'è troppa gente ancora viva che ha vissuto quel periodo. Un tale slancio all'eliminazione porta solo alla creazione di tensioni in senso opposto, crea movimenti sommersi che si alimentano vivendo oltre il consentito, morale e legale. Una sana discussione storica, a tutti i livelli sociali, mitigherebbe queste tensioni. 
Anche per questo non sono mai stato favorevole alle dichiarazioni con cui gli stati chiedono scusa per le colpe di governi o regimi passati: è come la vecchia maledizione delle tragedie greche per cui le colpe dei padri ricadono sui figli. Se la Germania ha sbagliato in passato non è questa odierna realtà che deve prendersi l'onere della scusa e del risarcimento, così come la chiesa non dovrebbe chiedere scusa per Galileo e l'Inquisizione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In europa penso sia una della citàà più in fermento Berlino, ricca di nuovi stimoli e nuove tendenze. Non penso ci abiterei, sono troppo provinciale.<br />
I tedeschi però mi sono sempre piaciuti, come mentalità collettiva: la loro precisione, il rigore, l&#8217;organizzazione. Magari non sono proprio così, però penso ci vanno vicino e la storia, nel bene e nel male, ha costruito questa fama: la macchina bellica tedesca, in entrambe le guerre, era indiscutibilmente superiore; soltanto gli errori dei comandanti supremi hanno permesso agli alleati di vincere.<br />
Sinceramente non trovo giusto cercare di cancellare e nascondere ogni riferimento al Nazismo: è stato un periodo storico che come tale va studiato e capito, senza condirlo con troppi giudizi. Forse non si riesce a fare perchè c&#8217;è troppa gente ancora viva che ha vissuto quel periodo. Un tale slancio all&#8217;eliminazione porta solo alla creazione di tensioni in senso opposto, crea movimenti sommersi che si alimentano vivendo oltre il consentito, morale e legale. Una sana discussione storica, a tutti i livelli sociali, mitigherebbe queste tensioni.<br />
Anche per questo non sono mai stato favorevole alle dichiarazioni con cui gli stati chiedono scusa per le colpe di governi o regimi passati: è come la vecchia maledizione delle tragedie greche per cui le colpe dei padri ricadono sui figli. Se la Germania ha sbagliato in passato non è questa odierna realtà che deve prendersi l&#8217;onere della scusa e del risarcimento, così come la chiesa non dovrebbe chiedere scusa per Galileo e l&#8217;Inquisizione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su PSICOLOGIA DELLA MEMORIA di karagounis78</title>
		<link>http://viverestphilosophari.wordpress.com/2008/07/04/psicologia-della-memoria/#comment-1066</link>
		<dc:creator>karagounis78</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 10:33:09 +0000</pubDate>
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		<description>La memoria del corpo è più simile ad una reazione istintiva che ad una vera memoria. Ci siamo abituati a fare una certa cosa tanto che compiamo il gesto senza pensarci, con conseguenze a volte disastrose. Come fossimo dei perfetti cani addestrati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La memoria del corpo è più simile ad una reazione istintiva che ad una vera memoria. Ci siamo abituati a fare una certa cosa tanto che compiamo il gesto senza pensarci, con conseguenze a volte disastrose. Come fossimo dei perfetti cani addestrati.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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