CHE COSA POSSO SPERARE?

Si usano spesso degli slogan molto efficaci per descrivere il rapporto fra fede e ragione. Ad esempio, “credo ut intelligam”, cioè credo per capire, nel senso che la fede mi aiuta a capire il mondo che mi circonda. Oppure “intelligo ut credam”, cioé ragiono per credere, nel senso che la ragione mi aiuta a sostenere la fede. A me colpisce molto una domanda di tipo kantiano: dati i risultati della scienza moderna, che cosa posso sperare? Ovvero, la fede non riguarda tanto la comprensione del mondo, quanto le mie speranze in una vita oltre la morte e in una giustizia divina. Allora la domanda è: oggi è del tutto irrazionale sperare queste cose? Uno potrebbe rispondere con un altro adagio, che ha avuto molto successo: “credo quia absurdum”, cioè credo perché è assurdo; tuttavia questo porterebbe con sé un conflitto insanabile con la ragione. Sono convinto che i risultati della scienza moderna non comportano l’irrazionalità di quelle speranze, anche se, certamente uno sguardo disincantato al mondo che ci circonda, rende più razionale non avere quelle speranze. Occorre però dire che la fede può portarci a credere anche in ciò che è meno razionale.

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