FALLACIE E PARALOGISMI

Occorre distinguere la "fallacia" da quello che Aristotele chiamava il "paralogismo". La prima è un argomento scorretto, che sembra giusto; come quando dalle premesse "se piove, allora prendo l'ombrello" e "ho preso l'ombrello" si conclude che piove. Il secondo è un ragionameno corretto le cui premesse sono apparentemente scientifiche. Ad esempio, si deduce da "il burro ha un peso specifico maggiore dell'acqua" che un pezzo di burro preso dal frigo e messo in una pentola di acqua fredda va a fondo. La deduzione è perfetta, peccato che il burro abbia un peso specifico minore dell'acqua. In questo paralogismo la premessa è empiricamente falsa, anche se ha una certa apparenza di verità perché il burro è più solido. Tuttavia ci sono premesse che non sono false, ma prive di interesse. Celebre è l'argomento di Epicuro: 1. Si ha paura solo di ciò che c'è; 2. se io ci sono la morte non c'è, se c'è la morte io non ci sono; quindi 3. Non si può avere paura della morte. Il problema sta nel fatto che noi non abbiamo paura della morte, ma della nostra immagine della morte, per cui quell'argomento è paralogistico nel senso che è del tutto irrilevante. Si cade molto spesso in simili ragionamenti apparentemente corretti.

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