IL GIUSTO MEZZO MALE INTERPRETATO

Aristotele suggeriva nell’Etica a Nicomaco che dobbiamo seguire il giusto mezzo. Ad esempio, fra la paura e l’incoscienza dobbiamo scegliere il coraggio. Egli nota però che ognuno ha i suoi personali estremi, rispetto ai quali deve trovare l’equilibrio, per cui non esiste un giusto mezzo uguale per tutti, ma tutti devono seguire la regola di cercare il proprio giusto mezzo. In una società come la nostra, che tende fortemente a omlogare i comportamenti, si interpreta spesso questo imperativo come una ricerca di normalità. Sembra che ci sia un equilibrio oggettivo, uguale per tutti. Molti cercano quindi di adeguarsi a quel modello con notevoli sforzi, salvo lo stabilire che in alcuni casi non sono capaci di adattarvisi e quindi si comportano in modo del tutto arbitrario. Questo porta a un passaggio dall’alienazione di comportamenti forzosi, per così dire “feriali”, a saltuarie impennate di delirio “festivo”.

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