INGIUSTIZIA E RAGION DI STATO

Spesso si invoca la ragion di stato come motivo per commettere un’ingiustizia. Si ragiona affermando che non si può salvare la parte mettendo in discussione il tutto. Questo avrebbe senso solo se per le cose umane valesse un principio atomistico, per cui ogni parte è separabile dal tutto senza che quest’ultimo subisca ulteriori modifiche. Ma, come dice bene Hegel, nelle cose dello spirito, e la politica è fra quelle, ogni singola parte già delinea il tutto e influenza il tutto. Per cui ogni singola azione, anche se locale, ha portata globale. Allora fra due azioni bisogna scegliere quella che provoca il minore danno globale e non è detto che la violazione della ragion di stato sia meno dannosa del commettere l’ingiustizia.

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