ATTACCAMENTO AGLI ALTRI

Ho sempre nutrito una naturale antipatia per il detto “tutti sono importanti, nessuno è fondamentale”, che vorrebbe essere un po’ il cavallo di battaglia di una persona libera e indipendente. Come dire, che rispetto tutti, ma in fondo sto bene anche da solo. Preferisco allora il narcisista, che afferma “tutti sono fondamentali”, perché non vive che del giudizio degli altri, oppure il misantropo che sostiene che nessuno è importante. In realtà, come è stato dimostrato da Bowlby e Spitz, uno sviluppo normale del bambino si basa sulla costruzione di fondamentali rapporti di attaccamento, la cui forma spesso permane simile a se stessa per tutta la vita. Come dire che nei primi anni di vita le persone con cui si ha a che fare in modo primario costituiscono in te come dei canali archetipici nei quali poi per tutta la vita collocherai spontaneamente quelle persone che per te in quel momento non sono solo importanti, ma fondamentali. E’ un po’ il fatto che uno cerca nel fidanzato/a il padre, la madre ecc. E’ inutile negare che le persone che hanno “occupato” i tuoi canali dell’attaccamento sono per te, almeno in quel momento, non solo importanti, ma fondamentali. Il vero problema non è l’attaccamento in sé, che è condizione essenziale della nostra vita, ma il fatto che a volte questo canale dell’attaccamento si deforma, per cause di diverso tipo, e ti impedisce di vedere l’altro. Ad esempio, io colloco la mia fidanzata Giovanna al posto che era di mia madre e non mi rendo conto che la povera Giovanna è decisamente diversa dalla mia amata genitrice, della quale ho nostalgia. Ci sono poi almeno due forme diverse di attaccamento: utilizzando il linguaggio di Bion, possiamo dire quello in cui io faccio da contenitore e quello in cui io faccio da contenuto. Il primo è quello che ho appena delineato: io cerco nell’altro certi caratteri per me essenziali. Il secondo, invece, consiste nel fatto che io cerco che l’altro ritenga fondamentali certi caratteri della mia persona. Quest’ultimo tipo di attaccamento non è meno virulento del primo. Anche esso può degenerare, fino a farti dipendere completamente dal fatto che l’altro dipenda da te.

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1 Commento

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Una risposta a “ATTACCAMENTO AGLI ALTRI

  1. sara

    Primo Levi
    “Quando ci innamoriamo, si verifica uno strano paradosso: da una parte cerchiamo di ritrovare tutte o alcune delle persone a cui eravamo attaccati da bambini, e dall’altra chiediamo alla persona amata di correggere tutti i torti che quegli originari genitori o fratelli ci hanno inflitto nella verde età… Cosicché l’amore contiene in sé la contraddizione tra il tentativo di ritornare al passato e il tentativo di annullare il passato“.
    (W. Allen, Crimes and Misdemeanors)

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