IL MAESTRO E L’ALLIEVO

Fin da giovane ho riflettuto sul celebre detto “triste è quell’allievo che non supera il proprio maestro”. All’inizio pensavo che il termine “supera” andasse inteso quasi in senso sportivo, cioè che l’allievo deve in qualche modo diventare più bravo del maestro. Poi, familiarizzatomi un po’ con la filosofia hegeliana, ho inteso il “supera” nel senso di andare oltre, negando e conservando ciò che il maestro ha insegnato. Credo invece che questo adagio vada inteso nel senso di rendersi conto dei limiti umani e culturali che ogni uomo non può che avere e progressivamente acquisire la consapevolezza della differenza, che non può che sussistere, fra l’attività culturale dell’allievo e quella del maestro. In pratica, quel “supera” vuol solo dire che l’allievo dovrebbe progressivamente prendere coscienza di essere un’altra persona, con una diversa storia personale, che vive in un contesto differente.

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