POLITICA E MORALE SECONDO KANT

Il volumetto di Kant Per la pace perpetua è un florilegio di sentenze che, dalla lontana nello spazio e nel tempo Koenigsberg sembrano parlare a noi. Egli distingue fra il “politico morale”, il “moralista politico” e il “morale dispotizzante”. Il primo è colui che riesce ad agire politicamente sempre tenendo presente il dovere morale e senza mai abbandonare la prudenza politica. Il secondo, invece, segue la miglior politica e adatta di volta in volta la morale ai suoi comodi, ma, dice Kant, se purtroppo è vero che l’onesta quasi mai è la migliore politica, tuttavia è sacrosanto che l’onesta è migliore di qualsiasi politica. Il morale dispotizzante, invece, segue l’eccesso opposto, cioè vuole applicare troppo in fretta la legge morale a un contesto sociale ingiusto. Kant simpatizza più per quest’eccesso che per l’altro, perché il moralista politico non si renderà mai conto dei suoi errori, in quanto troverà sempre la giustificazione delle sue nefandezze, mentre il morale dispotizzante dovrà arrendersi all’evidenza della realtà politica e può quindi migliorare.

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