TOGLIATTI E KANT

Fece bene o fece male Togliatti a esaltare al Cominform del 1949 la condanna a morte dell’innocente leader ungherese Rajk, come veniamo a sapere da un interessante articolo di Federigo Argentieri sul Sole 24Ore di oggi? Non fece né bene né male, perché, se non avesse fatto così, probabilmente sarebbe morto, come nota giustamente Piero Melograni nell’articolo subito sotto. Certo non si comportò da eroe, come invece furono Gramsci e Matteotti. Quello che resta è un giudizio tremendamente negativo su un regime, quello sovietico, che metteva gli uomini nelle condizioni in cui diverse volte si trovò Togliatti dagli anni Trenta in poi, che ricordano l’esempio di Kant: accusare ingiustamente un innocente sotto minaccia di morte. Per il filosofo tedesco, se la nostra volontà fosse santa, non soccomberemmo a tale costrizione, ma in realtà il nostro egoismo ci porta a tradire. Facciamo certamente male, ma è umano. Fa molto peggio chi ci sta costringendo.

  1. Dubito che a Togliatti, nel caso della condanna a morte dell’innocente ungherese Rajk, vada applicato l’esempio di Kant. Perché Togliatti conosceva le finalità e i metodi del Cominform, che certamente lui condivideva. Per cui Togliatti ben prima della decisione su Rajk aveva quella dell’appartenenza al Comintern. Una volta accettata tale appartenenza tutte le altre decisioni sarebbero state consequenziali. A meno che Togliatti non conoscesse i metodi del Comintern, e si trovasse per la prima volta nel caso di Rajk a prendere quel tipo di decisioni. In quel caso rientrerebbe l’esempio proposto da Kant.

    Commento di Sanzio Balducci — Novembre 27, 2006 @ 7:51 am | Modifica

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Una risposta a “TOGLIATTI E KANT

  1. Sanzio Balducci

    Dubito che a Togliatti, nel caso della condanna a morte dell’innocente ungherese Rajk, vada applicato l’esempio di Kant. Perché Togliatti conosceva le finalità e i metodi del Cominform, che certamente lui condivideva. Per cui Togliatti ben prima della decisione su Rajk aveva quella dell’appartenenza al Comintern. Una volta accettata tale appartenenza tutte le altre decisioni sarebbero state consequenziali. A meno che Togliatti non conoscesse i metodi del Comintern, e si trovasse per la prima volta nel caso di Rajk a prendere quel tipo di decisioni. In quel caso rientrerebbe l’esempio proposto da Kant.

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