MICROCOSMO E MACROCOSMO

Una delle istanze del romanticismo èla corrispondenza fra microcosmo e macrocosmo, che, riprendendo il concetto leibniziano di monade, afferma l’esistenza di una sorta di rappresentazione dell’intera complessità dell’universo in ogni sua pur minima parte. Hegel aveva chiaro che questo è vero soprttutto per la vita spirituale, mentre la materia non sembra obbedire a questo principio. Per affermare che esso valga in generale occorre quindi sostenere che la materia non è altro che una forma ipostatizzata della vita spirituale. Questo neoplatonismo, che ancora oggi è molto vivo in filosofia, non è facilmente confutabile, ma non può essere considerato ragionevole, poiché introduce entità ipotetiche in sovrammisura per spiegare situazioni che possono essere inquadrate in ipotesi più semplici. Resta però il fatto che, benché la materia non sia una semplice ipostasi della vita spirituale, tuttavia la nostra mente ha in effetti questo carattere. Così il chimico che passa tutta la vita a studiare i composti aromatici policiclici, oppure il papirologo, che si consuma gli occhi per tutta la sua esistenza nel ricostruire frammenti di testi di più di duemila anni fa, in quel particolare della nostra cultura vivono un intero mondo di complessità.

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