POVERINO, E’ FATTO COSI’

Noi non sappiamo se siamo liberi, cioè se, come volevano Kant e Bergson, il mondo dei fenomeni ci appare determinato, ma in quello delle cose in sé, al quale non abbiamo accesso al livello intellettuale, non siamo determinati. Oppure se esiste in noi una componente spirituale che in qualche modo può intervenire nel mondo fisico. O anche se sussiste un’identità fra fisico e mentale e attraverso tale identità possiamo agire autonomamente in un mondo fisico che non è del tutto deterministico. (Quest’ultima prospettiva mi sembra quella più ragionevole.) E’ anche chiaro che non possiamo considerare moralmente responsabile di un’azione colui che non è libero. Per cui, a causa della nostra incertezza riguardo alla libertà, non possiamo imputare una colpa in modo essenziale a qualcuno. Possiamo al massimo sostenere che quei comportamenti sono inammissibili in base a un qualche ragionamento morale che riteniamo adeguato. ma non sapremo mai se chi li ha commessi è fino in fondo colpevole. Qui però spesso si commette un errore categoriale. Tizio si è comportato in modo inammissibile e sia io che il mio interlocutore siamo d’accordo. A questo punto però il mio interlocutore se ne esce dicendo: “Ma sai, poverino, Tizio è fatto così, non è colpa sua!”. Che noi non possiamo sostenere definitivamente che sia colpa sua è chiaro da quello che abbiamo detto. Tuttavia, se stiamo parlando di un’azione che i giuristi chiamerebbero “intenzionale”, cioè compiuta da qualcuno che è capace di intendere e di volere e tutto fa sembrare che avrebbe potuto non compierla, non possiamo fare appello a questi problemi ontologici. Certo, Tizio potrebbe essere una macchina strutturata in modo tale che in quel contesto non avrebbe potuto che fare così. Questo non lo sappiamo. Resta il fatto che quell’aggettivo “poverino” dice di più sul mio interlocutore che su Tizio. Se Tizio agisce spesso in quel modo e quel modo io non lo ritengo ammissibile, per quel che posso cercherò di stare alla larga da Tizio, o, se vedo una possibilità, di convincere Tizio ad agire diversamente. Oppure se né l’uno né l’altro è possibile, mi arrabbierò a sproposito o pazienterò. In fondo, al mio interlocutore quel modo inammissibile di comportarsi suscita invece anche un sentimento di pietà verso Tizio o comunque esercita su di lui una qualche attrattiva.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in SOCIETA'

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...