DA GIOVANI NON TAGLIARSI LA RITIRATA

Lo psicologo e filosofo tedesco Carl Stumpf nella sua “Presentazione di se stesso”, tradotta nel volume Psicologia e metafisica, Ponte alle Grazie, Firenze, 1991, racconta che stava facendo il dottorato con Hermann Lotze, quando decise di diventare sacerdote cattolico sotto l’influenza di Franz Brentano. Lotze era molto dispiaciuto di perdere, almeno in parte, un così valido collaboratore, però scrisse al suo allievo una lettera di questo tenore: “Mi dispiace molto che lei si allontani dalla ricerca scientifica, ma non me la sento di esprimere un parere negativo sulla sua decisione, che potrebbe causarle grande sofferenza. Le dò solo questo consiglio: non faccia scelte che siano irreversibili, perché col tempo lei potrebbe cambiare idea, data la sua giovane età.” Un consiglio da vero amico più anziano. Egli, infatti, esprime la tristezza per l’amico che si allontana, ma non condanna moralmente la scelta, che nell’intimo disapprova. Solo gli ricorda che da giovani si possono prendere grandi cantonate, per limitare i danni delle quali l’unica cosa è quella di non tagliarsi la possibilità della ritirata. In effetti Stumpf non prenderà i voti e, dopo qualche anno di seminario, tornerà agli studi.

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