LA CUCINA DODECAFONICA

L’alta cucina contemporanea mi fa un po’ l’impressione della musica dodecafonica. Prima di questa rivoluzione si basava la composizione nella musica europea su accordi fra note che risultavano piacevoli all’orecchio, per cui esistevano come dei paradigmi, rispetto ai quali si componevano le opere. Poi, invece, si liberalizza progressivamente l’uso dei suoni, fino ad arrivare alla scuola di Darmstadt (Stockhausen), in cui i suoni vengono utilizzati, senza più alcuna regola. Lo stesso vale un po’ nei grandi ristoranti contemporanei, dove i sapori, la consistenza e e i colori dei cibi vengono utilizzati come una tavolozza da usare liberamente. In altre parole, niente più tortellini in brodo e tagliatelle al ragù, con le piccole variazioni locali, ma completa libertà nell’uso degli ingredienti e della loro presentazione.

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