LO SGUARDO OGGETTIVO DI LAZZARO SPALLANZANI

Dalle riflessioni di Kuhn in poi va molto l’idea che non esiste lo sguardo neutrale della scienza, che non è possibile guardare il mondo in modo oggettivo, che lo scienziato vede nei dati sperimentali ciò che gli interessa. Spesso tutto questo è vero. Sono incredibili le manipolazioni inconsce dei dati, che Gould ci racconta nel suo Intelligenza e pregiudizio da parte di chi sulla base del peso del cervello voleva dimostrare che l’uomo bianco è l’apice dell’intelligenza. Tuttavia ci sono anche casi in controtendenza. E sono proprio quelli nei quali abbiamo a che fare con grandi scienziati. Rostand racconta di Lazzaro Spallanzani che si avvicina al grande dibattito su preformismo ed epigenesi senza pregiudizi e come i suoi esperimenti lo portano a convincersi del preformismo. Secondo il primo la vita nasce solo dalla vita, mentre per la seconda la vita può nascere anche dall’inorganico. In realtà Spallanzani aveva capito che là dove sembra esserci dell’inorganico in realtà ci sono dei germi invisibili, che possono essere eliminati solo con un riscaldamento intenso e prolungato.

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