ENERGIA E CLIMA

Tutti ci ricordiamo delle previsioni proposte dal Club di Roma negli anni Sessanta sull’andamento delle materie prime e i riflessi sociali che ne sarebbero seguiti. La maggior parte di esse si è rivelata errata. per cui bisogna stare molto attenti a formulare previsioni. Oggi siamo in una situazione estremamente delicata per quanto riguarda i problemi dell’energia e del clima. Tutti sono d’accordo che il petrolio non è in quantità sufficiente per permetterci di vivere in questo modo per un tempo ancora molto lungo, ma non tutti concordano sulle soluzioni di questo problema. Tutti sono d’accrodo che l’immissione di anidride carbonica nell’aria comporta un aumento della temperatura globale, ma non è chiaro se l’aumento registrato negli ultimi 20 anni sia causato da questo, perché la produzione di polveri, sempre causata dall’uomo, comporta anche un aumento della nuvolosità e le nuvole trattengono gli infrarossi emanati dalla Terra, ma non lasciano passare neanche gli ultravioletti e nell’insieme provocano un raffreddamento. Per cui non è chiaro che effetti provochi l’intervento umano. Alla base di questi problemi sussiste anche un problema politico. Vogliamo veramente continuare a vivere come consumatori in perenne crescita, come è accaduto in Europa e negli Stati Uniti da più di 100 anni? Se vogliamo questo, sembra esserci una sola soluzione, cioè il nucleare, che però ha notevoli problemi. Primo perché per essere sicuro ha prezzi altissimi, secondo perché ci sono le sxorie che sono difficili da trattare, terzo perché la circolazione di materiali militarmente pericolosi è un grave problema. Adesso come adesso il nucleare con tutte le cautele è costosissimo. Non vale la pena incentivarlo. Tuttavia l’energia solare ed eolica diffcilmente potranno andare a sostituire il ruolo del petrolio nello sviluppo degli ultimi 60 anni. Possiamo risparmiare, migliorare la tecnologia delle nostre macchine in modo da abbassare i comsumi, andare più spesso in bicicletta, ma il benessere in cui viviamo si basa sulla continua crescita e per avere crescita occorre energia. E’ dunque ragionevole investire non tanto in centrali nucleari, ma in ricerca tecnologia nucleare che ci consenta di abbattere gli enormi costi attuali per un nucleare veramente sicuro e pulito. E non portatemi l’esempio della Cina che costruisce due centrali all’anno. Quella è una dittatura, se ne infischia della dignità umana. Anche se ogni anno muore un addetto su 1000 del settore nucleare, chissenefrega! Lo stesso vale per i luoghi in cui nascono le centrali e per le scorie. Guardiamo piuttosto agli Stati Uniti dove dal 1978 nessuno costruisce più centrali nucleari e quello è il paese tecnologicamente più avanzato del mondo. Ed è anche una democrazia. Forse imperfetta, come dicono tanti, ma certo meglio dell’Italia, dove una sola persona possiede la metà dei mezzi di informazione.

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