AL DI LA’ DI SAPERE STORICO E SISTEMATICO

 Quello che segue è lo schema di una conferenza che ho tenuto in diverse occasioni alcuni anni fa, dove provo a mostrare che il paradigma esplicativo della teoria dell’evoluzione propone una metodologia che si colloca al di là della contrapposizione fra un approccio meramente stoorico e uno teoretico ai problemi.

1. Cerchiamo innanzitutto di individuare ciò che contraddistingue la storicità rispetto alla sistematicità. Un sapere è storico quando:

a. la maggior parte dei suoi elementi non sono riconducibili a leggi universali;

b. il tempo è quello del presente, del passato e del futuro;

c. lo spazio è quello geografico;

d. la connessione fra gli eventi ha un carattere teleonomico.

2. Nella storia a noi non interessa tanto e solo che ogni volta che c’è F c’è anche G, ma che sia accaduto proprio quell’evento F. Ad esempio, è importante che su un certo documento conservato presso l’Abbazia di Nonantola ci sia il sigillo di Carlo Magno.

3. In fisica il tempo è un parametro; quello che conta è che qualcosa avvenga prima o dopo qualcos’altro (non sempre è possibile un ordine assoluto); anche la distanza temporale fra gli eventi è rilevante (non sempre è una quantità assoluta). Per contro in storia è fondamentale la nozione di presente e tutto ciò che è accaduto va misurato rispetto al presente. Per questa ragione la storia scritta oggi non è la stessa della storia che verrà scritta domani o che è stata scritta in passato.

4. In fisica contano le posizioni relative e le distanze; in storia lo spazio non è vuoto. Ad esempio, Bologna non è solo un luogo che dista 400 Km da Roma e 200 da Venezia, ma è anche un luogo che è più legato alla storia di Roma che a quella di Venezia. Non solo, Bologna è anche il luogo in cui è stato incoronato Carlo V ecc.

5. Spesso gli eventi fisici si succedono in accordo a una regola, quantomeno statistica. Nella storia ciò che conta sono invece i progetti degli uomini e il loro eventuale fallimento o successo.

6. Ne deriva che un sapere sistematico (fisico-matematico) è tale che:

a. è riconducibile a leggi universali;

b. il tempo è quello della serie precedente successivo;

c. lo spazio è un mero parametro geometrico;

d. la connessione fra gli eventi è meramente causale.

7. Nelle caratteristiche della storicità fa capolino sempre la soggettività. Ciò che conta è il singolo evento; il tempo è quello della serie soggettiva che va dal presente al passato; lo spazio è quello geografico del qui e del là; la connessione fra gli eventi è di tipo motivazionale. Eppure la storia è una scienza.

8. Nella spiegazione di tipo darwiniano:

a. l’evento singolo è significativo, ma, pur non essendo predicibile in base a leggi universali, è comunque spiegabile in termini generali;

b. ogni spiegazione prende le mosse dal presente, inteso come il risultato di un processo, ma non per questo il presente condiziona il passato;

c. spazio significa ambiente con determinate caratteristiche adattative, che sono indipendenti dall’essere vivente, anche se lo influenzano;

d. la teleonomia è frutto di una selezione naturale di mutazioni casuali.

9. E’ quindi possibile un sapere storico e sistematico ad un tempo. Però l’esempio dell’evoluzione va trasferito alla storia. Questo significa che:

a. gli eventi singoli e individuali vanno anche considerati alla luce delle teorie generali, come la sociologia e la psicologia;

b. il passato non si legge alla luce del presente individuando pochi eventi significativi, ma lo si considera in tutta la sua oggettiva immensa complessità (lunga durata e non storia evemenenziale);

c. I luoghi hanno delle caratteristiche fisiche indipendenti dagli uomini, che influenzano gli eventi, senza però determinarli;

d. il presente è frutto del passato, ma se I singoli uomini o gruppi di uomini hanno progetti, la storia non ha progetti. Il presente è sì un risultato del passato, ma non era predeterminato dal passato. La storia ha un senso a parte post, ma non a parte ante.

E’ facile vedere che queste sono alcune delle caratteristiche metodologiche della storia di Febvre, Braudel e Bloch.

10. Questo modo di pensare la storia porta necessariamente a considerare la fisica-matematica sotto una luce nuova:

a. le teorie fisiche hanno sì un’aspirazione all’universalità, ma sono opera degli uomini, e quindi condizionate dalle loro credenze e motivazioni;

b. il tempo della fisica è quello del precedente e del successivo, ma in un certo momento storico lo scienziato vive all’interno di un paradigma, di esemplari e di una matrice disciplinare;

c. esiste una fisica francese e una inglese, una che si fa al CERN e una che si fa al Fermilab; pur nella loro omogeneità, esse sono diverse nei gerghi, nei metodi e negli obiettivi;

d. la scienza presente non è il risultato necessario delle ricerche passate. Esiste un senso in cui la fisica presente è superiore a quella del passato, ma tale senso non era determinato fin dall’inizio. La scienza è piena di teorie abbandonate senza buone ragioni e teorie abbracciate irrazionalmente; non solo gli scienziati si sono posti certi problemi e non altri. Cosa sarebbe accaduto se avessero perseguito obiettivi diversi?

11. Nel punto d. abbiamo delineato quello che Kuhn chiama un progresso scientifico di tipo darwiniano. Possiamo dire in un certo senso che la storiografia delle Annales è darwiniana e che l’immagine della scienza abbozzata al punto 10. è anch’essa darwiniana.

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