LA FUNZIONE DELLE GRANDI PERSONALITA’ NELLA STORIA

Da ragazzo, quando il marxismo era quasi una religione per i più giovani, spesso mi arrovellavo sul problema del rapporto fra la storia delle masse e quella dei singoli individui che sembrano essere protagonisti. Ormai ho accettato pienamente la lezione di Braudel, che poi viene da Marx, secondo la quale la vita delle persone medie cambia molto lentamente nel corso dei secoli. La Sicilia, fra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700, passa dagli spagnoli ai Savoia e agli austriaci. Tutto questo viene raccontato con grande enfasi nella cosiddetta storia evemenentiale della guerra di successione spagnola ecc.. Tuttavia il contadino che lavorava nel latifondo di qualche feudatario ha visto ben pochi cambiamentei in quei 50 anni. Gli archivi delle parrocchie, dei tribunali, dei conventi, ecc. hanno ridato in questi ultimi cento anni di studi un’immagine precisa della cosiddetta storia di lunga durata. Significa questo che Giulio Cesare, Napoleone e Lenin non hanno giocato alcun ruolo decisivo? Credo di no. Lessi in quegli anni un libretto di Plechanov, storico oppositore di Lenin che merita molta attenzione, sulla funzione della personalità della storia. Egli usa questa efficace metafora chimica. Prendiamo una soluzione soprasatura di un sale, che si prepara così: si bolle dell’acqua e quando è ancora calda si aggiunge tutto il sale che si riesce a sciogliere, che è di più di quello che si scioglie a temperatura ambiente. Lasciamo raffreddare e così la soluzione di sale è più che satura, perché i cristalli non si riformano, a meno che non aggiungiamo un cristallino di quel sale, che improvvisamente provoca una rapida formazione di cristalli e la soluzione ritorna alla saturazione, perdendo l’eccesso di soluto. Ecco, la personalità nella storia è un po’ come quel cristallino aggiunto. Senza di esso la soluzione resta in quell’equilibrio instabile, ma l’instabilità della soprasaturazione puà essere fatta collassare solo con quel piccolo intervento. Probabilmente le grandi mutazioni della storia hanno bisogno sia delle sinergie di grandi gruppi sociali che delle capacità eccezionali di individui particolarmente capaci, cioè queste componenti sono entrambe condizioni necessarie affinché si abbia un cambiamento.

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