L’ENCOMIO DI ELENA

I grandi retori sanno bene – e primi fra tutti Protagora e Gorgia – che si può argomentare in modo convincente a favore di qualsiasi tesi. Esemplare l’Encomio di Elena, di quest’ultimo, che vuole scagionare la bella moglie di Menelao, che non godeva di buona fama fra i greci lettori di Omero. Da questo però non si può dedurre che non esiste un’opinione migliore di un’altra. Come osserva giustamente Hobbes – argomento ripreso da Leo Strauss – non è certo il consenso generale il metro di veirtà di una teoria. Inoltre, nella tesi secondo cui non esiste verità o comunque non esistono opinioni migliori di altre sotto qualche punto di vista, è contenuta una sottile forma di intolleranza, che consiste nell’affrontare l’interlocutore con un sorrisetto di superiorità qualsiasi cosa egli affermi. Come a dire, lo so bene io che quello che tu dici è un’opinione uguale a tutte le altre, cioè sostanzialmente priva di valore.

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