RELIGIONE E LAICITA’

Vorrei affrontare questo problema. Mario Rossi è un insigne giurista, molto religioso, cattolico praticante, ed è anche stato incaricato dalla Sovrintendenza Scolastica di Canicattì di redigere una bozza di regolamento riguardo a una serie di problemi che si sono verificati nelle scuole della provincia, frequentate ormai da circa il 20% di studenti musulmani o di altre religioni non cristiane. In alcune scuole, la comunità musulmana si è lamentata dei numerosi Crocifissi che sono ancora appesi nelle aule e negli uffici scolastici. Non solo, essi sono infastiditi anche dal fatto che a mensa si mangi carne di maiale davanti ai loro figli. Infine alcuni chiedono che le ragazze musulmane, dopo una certa età, indossino il famigerato velo a lezione. Egli, come ogni buon credente, inoltre è convinto che il Cattolicesimo sia l’unica vera religione e che i musulmani siano su una strada di salvezza sbagliata. Che cosa deve proporre Mario Rossi?

Egli potrebbe ragionare nella maniera seguente: io sono assolutamente sicuro che questi cittadini musulmani sbagliano, per cui impongo per legge che devono accettare il Crocefisso e il maiale a tavola e non possono indossare il velo a scuola. Mario Rossi si ferma un attimo a pensare. Egli però sa che già Marsilio da Padova nel Defensor pacis nel XIV secolo aveva notato che la fede non si può conculcare. Ancora più esplicito Spinoza nel XX capitolo del Trattato teologico-politico, 1670. Per cui questo ragionamento non può funzionare.

Allora Mario Rossi prova ad affrontare i problemi uno alla volta. Prima di tutto si pone il problema del Crocefisso. Se la maggioranza degli studenti e l’insegnante sono cattolici, perché non possono esprimere il loro culto? Quindi i Crocefissi possono restare nelle aule. Che cosa dire del maiale a tavola? Va bene che gli studenti musulmani abbiano una dieta senza carne di maiale, ma perché dovrebbero costringere gli studenti cattolici alla stessa dieta? E il velo? Beh, il velo non è un punto fondamentale della religione musulmana; fa parte dei riti, non dei dogmi, e crea problemi di ordine pubblico nelle aule, per cui è meglio vietarlo. Effettivamente già i cosiddetti latitudinaristi del XVII secolo, come ad esempio John Locke, e poi i deisti del XVIII secolo, affermavano che alcune parti di una religione sono essenziali, mentre altre sono secondarie e che spesso le differenze fra diverse confessioni cristiane è su punti secondari. Anche qui la faccenda del velo sembra essere marginale.

Mario Rossi è abbastanza soddisfatto delle sue riflessioni, ma gli rimane un vago senso che qualcosa non sia ancora ben chiaro. In effetti su che base egli ha respinto l’uso del velo in classe? Sulla base dell’ordine pubblico. Giustamente John Locke, nella sua celebre Lettera sulla tolleranza, nota che il legislatore che si occupa di cose religiose deve decidere solo sulla base del benessere e della pace dei cittadini su questa Terra, lasciando ai singoli la libertà di credere e di seguire la via che ritengono più opportuna per la loro salvezza nell’altra vita. L’importante è che con i loro comportamenti religiosi non creino problemi al benessere e alla pace degli altri concittadini.

Mario Rossi prosegue osservando che, se questo è il principio che ha osservato nell’esame del problema del velo, per coerenza dovrà applicarlo anche nel caso del Crocefisso e del maiale. Ovvero, come legislatore deve porsi solo un problema di benessere e pace fra i cittadini che dovranno seguire la regola che propongo. E in effetti il Crocefisso e il maiale a tavola creano problemi tanto quanto il velo. Allora bisogna che rimette tutto in discussione. Sulla base di una corretta distinzione fra Stato e Chiesa deve vietare tutto: sia il velo, sia il maiale, sia i Crocifissi.

Di nuovo Mario Rossi ha un momento di soddisfazione, per essere giunto a una buona soluzione. Ma, un’altra volta, qualcosa dentro di lui lo innervosisce. Il Cattolicesimo è la vera religione, come può equipararla alle altre, come l’Islam, che senz’altro non porta alla salvezza? Il signor Rossi viene portato ad affrontare un problema profondo, che già Locke aveva discusso nella Seconda e nella Terza delle sue lettere sulla tolleranza, in risposta alle obbiezioni di Proast alla sua prima epistola. In effetti egli è sicuro che il Cattolicesimo sia la vera religione, ma non può dire che egli sa che essa è la vera religione, poiché sussiste una distinzione importante fra fede e conoscenza: entrambe sono tipi di credenza, ma solo la seconda è pienamente giustificata. Oltre tutto anche nelle scienze più esatte non è il singolo che è portatore di conoscenze, ma la comunità. Egli è sicuro che il Cattolicesimo è la vera religione, ma il Cattolicesimo stesso dice che un singolo non ha certo la forza di conoscere con sicurezza Dio e la Salvezza. Una delle virtù fondamentali, che Paolo e Agostino hanno sottolineato con forza come novità cristiana, è proprio l’umiltà, contrapposta all’orgoglio degli antichi romani e greci. Bene, questo significa che, pur essendo sicuro che il Cattolicesimo sia la vera religione, Rossi deve avere l’umiltà di ascoltare gli altri, senza pretendere di conoscere la verità.

Se le cose stanno così, la soluzione fortemente laica che Mario Rossi aveva trovato, sembra di nuovo insufficiente. In effetti tutelare l’ordine non significa creare monadi separate le une dalle altre delle diverse comunità religiose. In un certo senso, la soluzione laica, che Rossi aveva pensato, nasconde il presupposto che il legislatore sappia come ottenere il benessere dei cittadini. Presuppone cioè che esista una sorta di oggettività nelle cose della politica, così come la sua coscienza percepisce la religione cattolica come la verità assoluta.

A Mario Rossi viene improvvisamente un’idea. La cosa migliore è mettere a punto un organo della Sovrintendenza scolastica, una sorta di Consulta, alla quale partecipino sia laici, sia religiosi, delle diverse comunità rilevanti per il territorio. E’ questa assemblea, alla quale egli parteciperà come esperto giuridico, che dovrà proporre un regolamento alla Sovrintendenza, che poi deve comunque essere sottoposto a controllo periodico e revisione.

E’ questa la proposta che Mario Rossi porterà al Sovrintendente Scolastico e quella sera andrà a dormire soddisfatto di sé, senza ulteriori sensazioni di insoddisfazione.

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