LA MORALITA’ DELLO STATO E I GIOCHI D’AZZARDO

Mi è capitato di sentire affermazioni del tipo: “E’ immorale che lo stato detenga il monopolio dei giochi d’azzardo”. La questione è complessa. Di certo non si può utilizzare la categoria della moralità relativamente alle scelte amministrative dello stato, che non è una persona fisica. Ci si può chiedere, invece, se per il bene pubblico, che è l’unica funzione dello stato, è utile che lo stato detenga il monopolio dei giochi d’azzardo, oppure se esistano alternative migliori. Alcune osservazioni sono d’obbligo: Mentre i casinò e gli ippodromi sono posti in cui i per lo più i ricchi buttano via i loro soldi, il Totocalcio, l’Enalotto, i gratta e vinci ecc. vanno a colpire soprattutto le classi meno abbienti. Di certo, quindi, la pubblicità e gli incentivi a tali tipi di giochi d’azzardo sono contro il bene pubblico. Tuttavia che sia meglio che questo tipo di attività sia gestita da privati è tutto da dimostrare. Chi critica questa scelta del legislatore, quindi, dovrebbe ragionare così: per queste ragioni credo che per il benessere dei cittadini sarebbe meglio che ecc. Lo stato non è la mamma o il papà; chi dice che i comportamenti dello stato sono immorali ha in mente quel concetto di stato etico, come grande famiglia, ipotizzato da Hegel e ripreso da Marx, che tanti guai ha cuasato negli ultimi cento anni.

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1 Commento

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Una risposta a “LA MORALITA’ DELLO STATO E I GIOCHI D’AZZARDO

  1. Lo stato e’ etico. A SUO modo.

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