TROPPA AUTO-CORREZIONE?

Ho sempre pensato che una delle caratteristiche fondamentali dell’intelligenza è la capacità di auto-correggersi, cioè di cambiare idea a seguito dell’acquisizione di nuovi dati oppure della messa a punto di nuove argomentazioni. Così un filosofo di valore non è certo quello che, come Wundt, ripete sempre la stessa cosa, bensì uno, come Kant, il cui pensiero è in continua e feconda evoluzione. Tuttavia esiste un limite anche all’auto-correzione. Ho sentito dire che il grande fisico Ehrenfest, acutissimo critico dei concetti, fosse talmente auto-critico che non riuscisse a portare a termine i suoi stessi progetti scientifici, tanto da arrivare al suicidio. Celebre è il caso di Phineas Cage raccontatoci da Damasio, che a seguito di un incidente aveva mantenuto intatte le su capacità cognitive, ma non era più in grado di arrivare a una decisione su nulla, tanto che si perdeva nella continua e reiterata valutazione dei e pro e dei contro di ogni piccola situazione. Del resto Cartesio diceva giustamente che l’acquisizione di un giudizio è legata a un atto di volontà, poiché l’intelletto da parte sua andrebbe avanti all’infinito a esaminare le questioni. E l’intelligenza sta proprio nella capacità di interrompere l’attività dell’intelletto al momento giusto, né troppo presto, né troppo tardi. In effetti ci sono persone all’apparenza estremamente intelligenti, cioè capaci di autocorreggersi in modo eccezionale, ma che sono talmente auto-correttive da essere ridotte all’inazione e all’impotenza. Troppa auto-correzione? No, anche in questo caso, troppo poca, perché non sono in grado di auto-correggersi nel loro essere troppo auto-correttivi!

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1 Commento

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Una risposta a “TROPPA AUTO-CORREZIONE?

  1. e

    Aggiungo solo che in determinati contesti, quelli in cui la decisione è fra il fare una cosa o non farla, tipicamente quindi quando si presenta un’occasione, è, a mio avviso, più probabile che una risposta positiva dia risultati migliori, magari sul lungo periodo, che una risposta negativa. In un romanzetto (nemmeno tanto bello in realtà), “Yes man”, il protagonista si propone di rispondere di si’ ad ogni proposta che sarebbe stata fatta e così da un lato si trovava a militare nelle più bizzarre associazioni per i diritti più strani e finiva nei guai per aver dato retta a tutti gli spammer che chiedevano la sua attenzione, ma dall’altro si ritrovava a vivere una vita infinitamente più vitale e tesa al cambiamento. Questa storia insomma varrebbe un po’ da regoletta.

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