CACCIARI E I CRETINI DELLA SAPIENZA

Non conosco bene i dettagli di ciò che è accaduto alla Sapienza di Roma rispetto alla possibile lezione di Papa Ratzinger, anche perché su una questione così emotivamente calda è difficile ricostruire l’accaduto a partire da ciò che riferiscono i giornali, il cui scopo, come si sa, non è tanto quello di raccontare ciò che succede, ma di fare notizia. Tuttavia ho letto ieri che il filosofo Massimo Cacciari, peraltro uomo di grande intelligenza e cultura, su Repubblica dava dei cretini ai docenti dell’Università che non volevano far parlare il Papa. Anche io considero la posizione di costoro sbagliata, come credo sia stato moralmente un errore da parte del Papa quello di ritirarsi e non andare a parlare. Occorre sempre affrontare il conflitto, come giustamente ci ricorda sempre Cacciari. il quale ci ha anche spesso incitato a tenere conto dell’insegnamento della religione cristiana, ma che, in questa occasione, forse preso da un impulso, ha totalmente dimenticato. S. Paolo nella Lettera ai romani ammonisce di stigmatizzare sempre e solo le azioni degli uomini e non gli uomini stessi. Giovanni XXIII, nella Pacem in Terris, ci ricorda che non bisogna confondere l’errore con l’errante. Dunque al massimo si può dire che quelli della Sapienza hanno fatto una cretinata, non che sono cretini!

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1 Commento

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Una risposta a “CACCIARI E I CRETINI DELLA SAPIENZA

  1. Ho un dubbio. Cacciari si riferiva ai 67 docenti sottoscrittori oppure a tutti i docenti dell’università “La Sapienza” (4500), o al solo Rettore che ha invitato Ratzinger a tenere la lezione?
    Mi pare che più che di cretini e di cretinate, considerato da come la cosa è finita, si debba parlare di una grande mistificazione montata da una minoranza di furbastri.
    Considerato il contenuto della lezione del Papa – inopportuna in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico in un università statale e quindi aperta a tutte le posizioni di pensiero – si è dato luogo a confermare l’autorità morale della Chiesa cattolica su un’istituzione da essa stessa fondata sette secoli prima, per opera del Papa Bonifacio VIII(*).
    A questo punto, ritengo essenziale capire se la colossale cretinata (l’invito), commessa dall’intero corpo accademico sia da ascrivere solo ad una maggioranza di cretini, oppure ad una minoranza di furbastri, che fallendo, l’hanno voluta.
    Comunque un risultato c’è: più che mai appare evidente che i furbastri si parlano solo addosso! Si tratta di mandare a casa i furbastri perché gli altri non possono essere associati al cretinismo se le singole responsabilità non sono individuate!
    —————–
    (*)Dal testo dell’intervento del Papa:
    (…)Da secoli ormai questa Università segna il cammino e la vita della città di Roma, facendo fruttare le migliori energie intellettuali in ogni campo del sapere. Sia nel tempo in cui, dopo la fondazione voluta dal Papa Bonifacio VIII, l’istituzione era alle dirette dipendenze dell’Autorità ecclesiastica, sia successivamente quando lo Studium Urbis si è sviluppato come istituzione dello Stato italiano, la vostra comunità accademica ha conservato un grande livello scientifico e culturale, che la colloca tra le più prestigiose università del mondo. …

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