LA STRISCIA DI GAZA E UNA COMUNICAZIONE NON OGGETTIVA

Capita spesso di ascoltare nei telegiornali italiani la presentazione di notizie sul conflitto fra israeliani e palestinesi che suscitano degli interrogativi. Ad esempio, recentemente il blocco israeliano delle frontiere con la striscia di Gaza viene raccontato con un lungo servizio sui problemi che questo embargo provoca in questa affollata e dannata terra, con un rapido accenno al fatto che Israele blocca perché da lì vengono lanciati sistematicamente razzi sui civili israeliani da Hamas. Non credo che la politica della rappresaglia di Olmert sia la migliore per affrontare questa emergenza, tuttavia non mi sembra obbiettivo suscitare pietà per un popolo che in fondo ha appena cercato quella rappresaglia con atti caratterizzati da violenza sconsiderata. Non ho mai visto un lungo servizio in TV sul fatto che molti israeliani vivono costantemente nel terrore di attentati contro civili e lancio di missili! Ci sono due modi diversi di dire bugie: uno, molto raro, quello di affermare il falso; due,. molto comune, quello di raccontare solo una parte della storia.

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Una risposta a “LA STRISCIA DI GAZA E UNA COMUNICAZIONE NON OGGETTIVA

  1. Sara

    Allargo la visuale al conflitto israelo-palestinese. Trovo particolarmente utile utilizzare nel mio lavoro d’insegnante questi due percorsi. Vedo che i miei studenti, seppure il nostro lavoro non abbia le caratteristiche di sistematicità e approfondimenti adeguati al problema, incominciano a pensare e ad aver voglia di capire un po’ meglio. E per me è sufficiente.
    Infine un piccolo richiamo al musicista Daniel Barenboim. Pianista, direttore d’orchestra, ma anche impegnato in prima persona nella pacificazione tra israeliani e palestinesi con la nascita della West-Eastern Divan Orchestra accanto a Edward Said, tanto da guadagnarsi il titolo di Ambasciatore delle Nazioni Unite per la Pace. Ho letto in questo momento : “Dal GIORNALE del 15 gennaio 2008, riportiamo due opinioni su Daniel Barenboim e sulla sua decisione di accettare il “passaporto palestinese”. (rinvio all’indirizzo dove si trova l’articolo) http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=9&sez=120&id=23121

    A. La Storia dell’altro

    Israeliani e Palestinesi
    pp 144 – 12 euro – Ed. Una città

    Un manuale di storia per le scuole con due narrazioni storiche, “due verità” che corrono parallele nella stessa pagina. In mezzo uno spazio bianco… Per ogni capitolo, su una facciata la versione israeliana, sull’altra quella palestinese. L’impresa straordinaria di un gruppo di insegnanti israeliani e palestinesi…

    “Settecento ragazzi e una dozzina di insegnanti israeliani e palestinesi hanno sfidato -e sfidano- occupazione e attentati, blitz e terrorismo. Insieme, con coraggio individuale e intelligenza collettiva, hanno cominciato a bonificare uno dei campi minati più pericolosi per il percorso di pace. Quello della storia.
    Di parte. Spesso propagandistici. Sempre ignari delle ragioni dell’altro. Così questi ragazzi e questi insegnanti giudicano i libri di testo sui quali si studia la storia sui banchi di scuola. In Israele come in Palestina, senza molte differenze. E così hanno cominciato a scriverla loro, la storia.
    Per un anno hanno scritto e riscritto la loro versione, letto e proposto modifiche alla versione degli altri, corretto e cambiato verbi, sostantivi, aggettivi. Stupiti, increduli, a volte indignati, hanno scoperto racconti e interpretazioni dei fatti molto diversi da quelli che conoscevano. E con grande pazienza, e altrettanta fatica, hanno costruito questo racconto parallelo. Con un obiettivo esplicito: dare, darsi, la possibilità di conoscere meglio l’altro.
    Un primo risultato l’hanno raggiunto. La storia dell’altro è stata adottata in alcune scuole israeliane e palestinesi. Tra i caratteri della loro scrittura araba o ebraica, altre centinaia di ragazzi scopriranno l’immaginario collettivo dei loro coetanei dell’altra parte, lo metteranno a confronto con il proprio, cercheranno di capire. E, sopra tutto, porranno molte domande.”
    (dalla prefazione)

    B. Dogliotti Marasso, M. Troppa, La mia storia, la tua storia, il nostro futuro. Un gioco di ruolo per capire il conflitto israelo-palestinese, Torino, Ega, 2003

    La mia storia, la tua storia, il nostro futuro
    Centro Studi ‘Sereno Regis’

    Questo gioco di ruolo è uno strumento didattico per comprendere “dal basso” il conflitto israelo-palestinese, entrando nei panni di persone, delle parti in conflitto e della comunità internazionale.
    La casa editrice E.G.A. di Torino ha pubblicato il testo “La mia storia, la tua storia, il nostro futuro” che contiene le Istruzioni, le schede con la storia dei personaggi, cronologia, glossario e altro materiale utile per lo svolgimento del gioco.

    Il conflitto israelo-palestinese è un esempio emblematico della complessità dei fattori che si possono riconoscere in un conflitto di lungo periodo.
    Con questo gioco di ruolo, le autrici propongono un’efficace metodologia di lavoro per un percorso didattico altamente formativo sul tema della risoluzione dei conflitti.

    Attraverso le potenzialità del gioco, i ragazzi possono sviluppare le competenze necessarie per svolgere un ruolo attivo nei processi decisionali, sperimentando in prima persone tecniche di mediazione e analisi critica dei problemi.

    Due gli obiettivi del gioco di ruolo:
    • comprendere meglio i diversi punti di vista delle parti coinvolte nel conflitto israelo-palestinese;
    • far emergere la complessità della situazione e delle ragioni che ostacolano la risoluzione positiva del conflitto.

    Il volume contiene le schede di ruolo dei personaggi costruite attingendo a fonti storiografiche, cartine dettagliate, una ricca e aggiornata documentazione che permette di approfondire il conflitto

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