CARICA E PERSONA

E’ noto che Max Weber sottolineava con forza la distinzione fra la carica amministrativa e la persona che la ricopre. Io posso non stimare Tizio, considerare i suoi comportamenti riprovevoli, tuttavia Tizio ricopre un certo ruolo amministrativo (Magistrato, Professore ecc.) o politico (Sindaco, assessore ecc.) e in questo senso posso e devo rapportarmi con Tizio mettendo da parte le mie considerazioni personali. Per questa ragione non posso liberamente attaccare Tizio, se questo danneggia l’amministrazione e devo cercare un compromesso con lui, se questo fa sì che l’amministrazione funzioni meglio. Tutto ciò non va considerato un assoluto. Ci possono essere ragioni politiche per mettere in discussione la razionalità dell’amministrazione di cui Tizio fa parte e allora le cose cambiano. Tuttavia bisogna sempre consideare che mettersi totalmente al di fuori di una struttura organizzata comporta dei rischi di fallimento molto alti.

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4 commenti

Archiviato in FILOSOFIA POLITICA, POLITICA

4 risposte a “CARICA E PERSONA

  1. Scopro soltanto ora il tuo blog e mi sorprendo. Abbiamo creato i nostri blog lo stesso mese, gennaio 2006, e quasi lo stesso giorno, 11 e 13. Tu parli di filosofia, io me ne occupo quando l’ispirazione sopraggiunge, anche se il mio titolone farebbe pensare a qualcosa di più costante. Già questi due motivi mi sembrano sufficienti per lanciarti una proposta di gemellaggio, un invito da filosofo a filosofo, perchè in due si discute meglio. (Vedo con dispiacere che hai pochi commenti ed è un peccato).
    Se ti va, fai un salto da me e parliamone.

    Per quanto riguarda ciò che scrivi, vorrei soltanto aggiungere che differenziare tra carica e persona che la ricopre sarebbe duopo anche in quei casi, frequenti nella cronaca, in cui un amministratore viene giudicato per ciò che fa nel suo privato. Gli Stati Uniti ne sono l’emblema migliore.
    Certo che se tutti ragionassero in modo tale da massimizzare l’efficienza del sistema avremmo risolto da tempo i problemi del mondo. Io dico: ingegneri al potere!

  2. Non sono d’accordo con l’idea che ho io degli ingegneri: idea che mi sono formato con quei tanti che ho conosciuto e che ancora oggi frequento. Spiegatemi che tipo di ingegnere avete in testa e vi convincerò che è meglio mandare un medico al potere (tranne quello di reggere il ministero della salute).
    Ho inventato un gioco e se avete un po’ di pazienza ditemi cosa ne pensate. In questo periodo elettorale potrebbe essere utile per schiarirci le idee.
    http://www.pibond.it/argomenti/eventi_di_oggi_visti_ieri/le_regole_del_gioco.pdf

  3. Carino il gioco Pibond. Ha però lunghi tempi di setup.
    Forse più un ingegnere io ho in testa una persona intelligente dotata di buon senso e che sappia cavarsela con molti problemi. Per me questa è anche la descrizione di un ingegnere tipo, del Paragon degli ingegneri. In effetti non tutti escono così dalle università.
    In ogni caso confuto con vigore il detto che noi ingegneri siamo ottusi.

  4. Ottusi? Mai! Direi: troppo acuti. Questa risposta mi viene naturale e mi chiedo se anche questa sia confutabile.
    Se non è bianco è nero, verrebbe da dire, ma in effetti la risposta potrebbe essere né bianco né nero. Ergo gli ingegneri non sono né ottusi né acuti, o, almeno è del tutto improduttivo fare questa distinzione.
    Si tratta di vedere se sono meglio gli ingegneri oppure i medici a rivestire una carica. Io opto per i medici perchè hanno la missione di guarire l’ammalato e trattano su molte variabili e su poche costanti, la maggior parte delle quali non quantificabili; mentre l’ingegnere, nel formulare un progetto, tende a limitare il numero di variabili allo stretto numero di costanti su cui si applica.
    Questa, tuttavia, è solo un pretesto per dire qualcosa. In certi casi l’ingegnere è indispensabile, come, ad esempio, per rivestire la carica di ministro della giustizia e forse anche per quello della sanità.
    Quanto ad operare un dicotomia tra persona e carica, sul piano logico, la questione non ha senso. A mio parere le persone sono responsabili in modo circoscritto alla carica che rivestono. La carica senza persona non esiste. Purtroppo, nella pubblica amministrazione operano persone irresponsabili perché occupano posizioni per le quali le responsabilità sono indefinite e molto frammentate. Non basta il cartellino col nome accanto allo sportello!!!
    Vengo al gioco. Ai lunghi tempi di setup del gioco, si aggiunge anche il fatto che manca anche un qualcosa che spinga i giocatori a competere.
    Lo riterrei utile per un format, dove due squadre si incontrano per avviare un progetto politico sociale. I componenti di queste squadre sono scelti col criterio del gioco. Ad esempio, se il progetto riguarda la scuola, un simpatizzare per Schopenhauer, sarebbe una condizione ostativa per la sua partecipazione.

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