IL PASSATO CHE NON PASSA

Sappiamo che fra qualche miliardo di anni non sarà più possibile vivere sulla Terra per l’uomo, perché il Sole si trasformerà progressivamente in una gigante rossa, per cui qui la temperatura sarà molto alta e quindi insopportabile per qualsiasi essere vivente. Di fronte a questo destino apocalittico della vita umana viene da chiedersi che senso abbia ciò che accade. Ricordo un bel film di Pupi Avati, La gita scolastica, che racconta di una gita scolastica sulla porrettana fra le due guerre ricostruita sui ricordi di una anziana signora, l’ultima sopravvissuta di tutti i personaggi coinvolti nella gita. Alla fine del film la signora muore e la gita sembra come sparire nel nulla. Generalizzando, sembra che quando qui non ci sarà più nessun essere vivente allora tutto il passato sarà sparito, cioè tutto quello che gli uomini hanno fatto, detto e scritto non avrà più nessuna forma di realtà. Questo è tremendamente inquietante. Credo però che le cose non siano così semplici. In primo luogo che l’uomo non esisterà più è solo un’ipotesi e anche abbastanza azzardata, poichè è difficile prevedere quello che accadrà di qui a qualche miliardo di anni. Si pensi a quello che è accaduto negli ultimi 10mila anni! Che sono una ben ridicola parte di un miliardo, eppure tutto è cambiato. Il fatto che noi oggi abbracciamo quasi con voluttuoso piacere queste ipotesi nichilistiche così spericolate credo che dica di più sul periodo storico che stiamo vivendo che su quello che accdrà fra qualche miliardo di anni. In secondo luogo, occorre distinguere fra ciò che è reale e ciò che è oggettivo. Qualcosa può essere oggettivo anche senza essere concretamente nello spazio e nel tempo. Ad esempio 2+2=4 vale per tutti i soggetti, ma non è reale. Quello che è accaduto sarà sempre oggettivo, anche quando non ci sarà più nessuno a ricordarlo. Ovvero se dopo altri 10 miliardi di anni nascesse una nuova civiltà che progredisse e trovasse metodi empirici per ricostruire quello che è accaduto nella nostra civiltà, ritroverebbe esattamente quello che è successo. Il passato non è reale, ma certo è oggettivo. E’ sempre lì e qualcuno potrebbe sempre andare a ricostruirlo.

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6 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA SCIENZA, FILOSOFIA MORALE

6 risposte a “IL PASSATO CHE NON PASSA

  1. Mi viene spesso da dire “ma chi se ne frega” di fronte a certe notizie sul futuro astronomico del nostro pianeta. Non cambierà la vita sapendo ciò. E’ un periodo così lungo che l’umanità potrebbe aver scoperto anche il modo di controllare le forze dell’universo.

    Sul passato concordo che sia oggettivo, se preso come somma totale degli eventi accaduti. Tuttavia esso esiste solo agli occhi dell’uomo, che può ricordarlo. Non penso sia possibile ricostruirlo una volta siano scomparsi gli attori: equivale a ciò che si fa con la paleontologia. Per descrivere il passato, la sua evoluzione ed il suo mantenimento, trovo affascinante la teoria dei Memi.

  2. e

    Per non parlare del fatto che dal punto di vista metafisico la distruzione della Terra a opera del Sole potrebbe anche essere un evento di scarso rilievo. Per quello che ne sappiamo lo spirito potrebbe anche non aver bisogno di questo o quello universo specifico per esistere.

    Insomma, come sempre, tocca aspettare di stirare le cuoia prima di poterci capire eventualmente qualcosa. E sapete cosa? io non ho nessuna fretta 🙂

  3. Andrea

    Gustavo Adolfo Rol aveva la risposta ed ha cercato in tutta la sua vita di comunicarla non solo ai suoi fidati amici, ma a l’umanità intera. Spero con tutto me stesso che sempre più persone vengano a conoscenza di questo incredibile uomo e tutto ciò che ci ha lasciato.

  4. Non si può dire “e chi se ne frega”, perché il senso della nostra vita è strettamente legato a quello delle generazioni future, quando noi non ci saremo più, rimarrà comunque quello che abbiamo fatto. Per quanto riguarda Rol non so chi sia.

  5. Avere la certezza che alcuni fatti possono accadere in virtù di una teoria scientifica, non consente di affermare che la teoria stessa è valida anche per eventi di rara frequenza soprattutto quando gli effetti di questi ultimi si esercitano su entità non presenti al momento in cui avvengono. Sono perfettamente d’accordo con “e” relativo al commento n. 2.
    Quanto alla teoria dei memi, debbo dire che è molto affascinante, ma assai poco produttiva per dare una spiegazione logica di una eventuale presenza di una forma di pensiero in corpo umano, al momento in cui il sole si spegnerà con un bel botto.
    Io credo nella vita eterna e solo la mia fede è capace di illuminarmi!
    Credo quindi che, come oggi, con molto più eleganza di Kara constaterò il fatto e dirò “Ma guarda un po’ anche questo i miei convissuti sulla terra, avevano previsto!”
    Ma, forse, avrò altro da fare e a chi me lo venisse a riferire gli potrò anche dire Occupati delle cose tue; già si sapeva!”.
    Invero, nessuno riferirà niente perché nell’altro mondo tutto si sa e tutto è implicitamente comunicato. Sentimenti, ideologie ed idee non serviranno più.
    Ma, una cosa mi angoscia; che fine faranno i memi–bit di questo mio commento?
    In quale cassaforte riporli?
    Lo so, qualcuno di voi mi suggerirà di iniziare coll’attivare la funzione “delete” dal mio computer!
    Se è così, arrivederci e grazie”

  6. alfredo

    Il Tutto e il Nulla, l’Essere e il Non-essere, non sono le uniche (manifestazioni) possibili del… non ci sono parole per descrivere ciò che è al di fuori del tempo e dello spazio. L’uomo è forse un’evento fortuito, oppure una fioritura di consapevolezza, oppure un virus, destinato ad essere eliminato insieme a tutto ciò di cui è consapevole, non appena il pianeta Gaia (anch’èsso dotato di autonoma volontà e consapevolezza) avrà assunto il suo bravo antibiotico…????

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