IL VENTO FA IL SUO GIRO

Ho visto il film opera prima di un regista bolognese, Diritti, cioè “Il vento fa il suo giro”, che indubbiamente favorisce la riflessione. Fotografia bella, situazioni azzeccate, a volte un po’ lento, ma buono. Il protagonista ha smesso di fare il professore e ha deciso di fare il capraio, prima nei Pirenei e poi, a causa dell’arrivo di una centrale nucleare, nell’Occitania italiana, cioè nell’alto Piemonte, dove ancora in alcuni villaggi si parla l’antica langue d’oc, che per prima in Europa raggiunse i vertici della poesia, influenzando la nostra letteratura medioevale e che fu distrutta dalla terribile crociata contro gli albigesi. Philippe, la sua bella moglie e i tre bamibini, che vivono in modo un po’ autarchico e senza rispettare troppo le regole, incontrano l’ostilità dei vecchi paesani, ormai residuo di un mondo che è stato, tutti arroccati attorno al loro campanilismo e alla loro presunta identità. Nonostante l’apertura e la buona volontà del sindaco, lo scontro diventa sempre più aspro, fino a quando un’anziana signora, particolarmente maldisposta viene spinta da Philippe durante una lite e cade a terra. Allora corre a casa e si rompe volontariamente un braccio pur di farne ricadere la colpa sul forestiero. Episodio tremendo e non del tutto irrealistico che mostra come più che il detto mors tua vita mea per noi uomini spesso vale mors mea mors tua.

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2 commenti

Archiviato in LETTERATURA, SOCIETA'

2 risposte a “IL VENTO FA IL SUO GIRO

  1. Film impegnato. Non proprio il mio genere, ma chissà.
    Comunque è vero che i valligiani sono sempre scorbutici e molto chiusi. Dipende dal difficile passato di sussistenza che hanno alle spalle. E anche ora che c’è benessere diffuso certe idee non sono cambiate. La gente di pianura non è così, è molto più ospitale, eppure dovrebbe maggiormente temere il montanaro che va nei fertili campi padani a cercar lavoro e cibo.

  2. Bellissimo film e interessantissimo blog!
    La riflessione aperta dal film sulla cultura è quanto mai attuale, per le tematiche dell’immigrazione e della globalizzazione.
    Cercare di comunicare che una cultura per vivere ha bisogno di essere contaminata dovrebbe arrivare a tutti!Ancora più interessante il messaggio che la cultura per rivivere le proprie tradizioni, origni debba essere contaminata dall’estraneo!
    Bello!veramente bel film!

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