I POLITICI SONO TUTTI UGUALI

In questi giorni, chiacchierando con la gente, si sente quasi sempre lo stesso ritornello: i politici sono tutti uguali, sono tutti ladri, non c’è differenza fra centrodestra e centrosinistra ecc. E’ chiaro che gli uomini sono uguali dappertutto e i politici sono uomini, per cui sia a sinistra sia a destra ci sono opportunisti e persone serie. Tuttavia susssite una differenza. Fra il popolo del centrosinistra, se non paghi le tasse, lo devi fare di nascosto. Mentre nel popolo di centrodestra te ne puoi vantare. Chi fa parte del centrosinistra, anche se odia gli immigrati, deve stare zitto e vergognarsene, mentre nel centrodestra la xenofobia è un vanto. Nel centrosinistra occupare la propria vita solo a creare profitto non è visto bene, mentre nel centrodestra è la regola. Insomma c’è un’importante differenza fra il tentare un progetto politico, magari senza riuscirci tanto, e invece fare dell’opportunismo una bandiera. Poi c’è la cosiddetta sinistra estrema, che di estremo ha solo la fantasia. Se fra il dire e il fare nel popolo del centrosinistra c’è distanza 10, nella sinistra arcobaleno la distanza è 100. In nome di una società ideale e perfetta, che purtroippo non esiste, si fa il gioco del centrodestra, rovinando quel poco di buono che c’è.

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7 commenti

Archiviato in POLITICA, SOCIETA'

7 risposte a “I POLITICI SONO TUTTI UGUALI

  1. Come non essere d’accordo con te!
    La generalizzazione fa male, perchè ha effetti negativi, ma c’è bisogno di cambiare immagine alla sinistra italiana, altrimenti sarà sempre chiusa a certi ambienti..
    ciao

  2. Più che cambiare immagine, occorre fare opera di intensa educazione civica, portando la gente da destra a sinistra e viceversa ad avere idee chiare sui valori. Ad iniziare dalla ricchezza che non è un male. Il male lo fa il ricco ed anche il povero se spende male i soldi (questo è un anchismo vero). Il bene lo fa il ricco, ma anche il povero se crea ricchezza (altro anchismo vero). La distinzione tra ricco e povero è un’invenzione per creare le classi sociali che sorgono secondo questa linea politica:
    1. abolire la ricchezza individuale;
    2. socializzare tutti i fattori di produzione;
    3. costituire un sistema collettivistico retto da una burocrazia piramidale.
    Purtroppo, cari amici, disponiamo solo di UdS (Unto del Signore) a destra e di Anchista a sinistra, i quali manifestano propositi credibili per smantellare questo diabolico meccanismo.
    ———–
    Rispondo a piccochiu. Se si parla di bene e di male si parla di azioni buone o azioni cattive. In relazione ad un’etica di riferimento, il bene o il male di un’azione nasce da cosa traggono origine.
    Se si parla di bello o di brutto si parla di immagini. In relazione ad un certo stile si ritiene di migliorare un’immagine, eliminando gli elementi esteticamente brutti. A mio parere questa azione non è sufficiente per attuare un buon cambiamento perchè dal brutto non nasce il bello.
    Se, invece, si considera l’insieme brutto nel suo complesso e vi si cercano le radici della bruttezza, potrà darsi che l’artista, pungolato dal suo stesso target, riesca a trovare l’ispirazione per produrre qualcosa di bello e convincente.
    Ora, in effetti, mi chiedo perché i politici sono tutti uguali e si arroccano su argomenti di superficie che appaiono brutti e non riescono ad andare alla radice del brutto-male?
    Personalmente ritengo che la maggior parte dei politici siano, in modo ugualitario, orientati su un falso problema. Quello della ricchezza e della povertà, appunto.
    In realtà il vero problema che divide gli italiani è quello che coinvolge la persona come individuo.
    Il dilemma è questo: la persona singola è il centro dell’interesse collettivo, oppure la persona singola è un individuo che mantiene in vita la collettività che, a sua volta, lo mantiene per consentirgli di fare ciò che decide l’apparato ?
    Non c’è nessuna alternativa: stare con l’Occidente; oppure seguire la Cina, ultimo epigono potente del comunismo?
    Andare a braccetto con il Capo di Hamas, è un diversivo pericoloso.

  3. In Italia, purtroppo, il senso che si attribuisce a Sinistra e Destra mi pare sia viziato dall’aver noi avuto il più forte partito comunista occidentale e conosciuto il Fascismo e, dunque, di aver sempre avuto in mente la distinzione netta ed inequivocabile degli estremi apparentemente opposti.

    Dico apparentemente perché – al di là della vulgata diffusasi dopo la caduta del regime fascista – tra i fascisti e i comunisti vi era più di un punto di convergenza, a partire dal rifiuto della democrazia liberale.

    Oggi non solo sembra essere in atto una convergenza di tutte le forze politiche verso la piena accettazione delle forme della democrazia (benché il loro sostanziale tradimento sia, poi, rivelato da una legge elettorale ignobile); ma i due maggiori partiti politici italiani – il PD ed il PdL – si proclamano entrambi eredi della tradizione liberale.

    Evidente che, a questo punto, cogliere le differenze sia ben più complesso e richieda una maggiore attenzione.

    Giova sottolineare che il liberalismo non costituisce affatto una tradizione di pensiero unitaria, ma – anzi – si iscrivono a tale corrente idee, talvolta, molto diverse. Per limitarci al Novecento (e tralasciando la posizione di liberale di matrice non anglosassone di Benedetto Croce), possiamo annoverare sicuramente tra le fila dei liberali Isaiah Berlin, Karl Popper, Ludwig von Mises, Friedrich August von Hayek e Milton Friedman; ma altrettanto indubbiamente si presentano come liberali John Rawls, Norberto Bobbio, Quentin Skinner, Maurizio Viroli e Franco Venturi.

    Qual è, dunque, il tratto differenziale tra liberalismo di destra e liberalismo di sinistra?

    A mio sommesso parere la differenza è da ricercare nel ruolo che, nelle due concezioni, riveste la cosiddetta libertà negativa (cioè la libertà dallo Stato).

    Per il liberalismo di destra il pieno conseguimento della libertà negativa è il fine della politica; per il liberalismo di sinistra, la libertà negativa (insieme ai diritti sociali: lavoro, studio, salute, casa) è soltanto lo strumento per il conseguimento della libertà positiva (cioè la libertà dell’individuo, nello Stato, di esprimere pienamente se stesso).

  4. Bravo Gianluca Navarrini! Hai perfettamente centrato il problema della libertà nel quadro storico italiano. Io mi affanno a spiegare a me stesso la stessa cosa, ma anche a trovare il rimedio per rendere comprensibile il fenomeno chiedendomi se la libertà gode della proprietà di elasticità tale da estendersi dalla negatività alla positività. L’opposto di libertà è il vincolo, ma l’opposto del vincolo non è la libertà.
    Gaetano Pappagone – straordinario personaggio creato da Peppino de Filippo – diceva: “Siamo vincoli o sparpagliati?” Non concedeva il termine di libertà per l’opposto del vincolo. Il vincolo è insito nella libertà e la libertà nasce coi vincoli.
    Dal punto di vista sociale – ma da seguire come impostazione politica – ho svolto questo tema sotto il profilo dell’efficienza dell’organizzazione dello stato, che ho proposto sul mio blog nel post Social-liberalismo o liberalismo sciale che qui riporto nella sua parte che ritengo essenziale.
    ——–
    “A questo punto, mi chiedo quale idea (non ideologia), intesa come fondante, è più adatta per guidare la società a comportarsi in modo più razionale.”
    “E’ giocoforza limitare l’esame a quelle già esistenti (altre, nuove, sarebbero utopie), cioè alle due che ritengo essere le uniche che conservino una loro propria validità sotto il profilo politico: entrambe ispirate all’idea di libertà espressa nella forma democratica.”
    “La prima si riferisce al socialismo, l’altra al liberalismo.”
    “Al riguardo, ritengo sia indispensabile enucleare quanto ci sia di comune tra loro in modo da costruire un unico progetto sul quale costituire due orientamenti l’uno proteso a soluzioni innovative sul piano della socialità; l’altra sul piano del mantenimento dell’equilibrio socio-economico, della concorrenza, dell’efficienza dei servizi sociali compatibile con le risorse previste dal bilancio dello stato. Premesso che, per entrambe le ideologie, la libertà è l’espressione di tutti gli ordinamenti istituzionali delle comunità dove la democrazia è compiuta, quale dei due modi di manifestarsi risulta più efficiente sul piano della reattività sociale?”
    1. gestire le risorse con la speranza di realizzare la vivenza che si considera indispensabile per il benessere sociale e per la felicità che si presume di tutti, oppure
    2. gestire le risorse con la speranza di realizzare una vivenza che si considera indispensabile per il benessere di ognuno nella società e per la felicità che ognuno pensa di realizzare per se stesso ?
    Il dilemma che nasconde la duplice conformazione di un’unica Idea, chiude questo post, ma formerà la materia fondamentale che tratterò nei prossimi, sempre che i miei amici blogghisti vogliano aiutarmi.”
    Grazie Gaetano Navarrini: hai già dato una prima risposta. Quella del giurista.
    http://pibond.blogspot.com/2008/02/social-liberalismo-o-liberalismo.html

  5. Pingback: Destra e sinistra: tutti liberali? (Ovvero sulla libertà negativa e la giustizia sociale) « Lo scrittoio di Gianluca Navarrini

  6. Belle le osservazioni di Gianluca. Un modo elegante di esprimere il punto.

  7. Quando un organismo giunge ad uno stato di degrado tale da raggiungere la condizione del nostro paese, pensare di utilizzare i ferri vecchi, cioè le idee di tanti validi ed insigni pensatori, che peraltro hanno lavorato alla costruzione delle due linee ideologiche che reggono la politica del nostro tempo, a mio parere significa pestare l’acqua nel mastello.
    Non possono coesistere idee diverse per realizzare il benessere: la socialista o la liberale, distinguendole in negative e positive. Deve esserci una sola idea e più metodi per realizzarla.
    ———
    In un sistema economico, devono sempre agire forze di impulso (Fi) e forze neutralizzanti (Fn). Le forze neutralizzanti (Fn) neutralizzano, appunto, le forze di impulso (Fi).
    Le forze d’impulso (Fi) sono quelle deputate alla creazione di lavoro, ricchezza e benessere.
    Le forze neutralizzanti (Fn) sono quelle deputate al mantenimento dell’equilibrio economico, della concorrenza, del potere d’acquisto della moneta, della parità del bilancio pubblico, e quelle deputate alla distribuzione del lavoro e della ricchezza.
    ————-
    Il benessere si realizza facendo giocare queste forze e la giustizia non ha nessuna valenza in questo sistema. La giustizia si realizza nel diritto e funziona solo quando le regole vengano infrante e per far pagare il danno effettivo a chi ne è responsabile.
    Sono pienamente d’accordo con te sulle tue conclusioni che coincidono con le mie, ma ritengo che vi sia una contraddizione tra quanto tu affermi all’inizio del prost e quanto tu concludi alla fine.
    Non credo che si possa ammettere che i politici siano diversi e cioè che gli uni abbiano un’idea diversa del benessere dall’altro; possono, peraltro, essere diversi nel valutare le priorità di agire in modo più intenso su un fattore rispetto ad un altro.
    ———
    Giovanni Demaria (mente ostracizzata dai cattocomunisti) concepiva lo stato come un “propagatore istituzionale”, e poneva alla base dell’economia (che è la scienza che studia i bisogni) il benessere. Da ciò deriva che la politica deve escludere la povertà dal progetto economico; ignorarne l’esistenza pensando solo allo sviluppo delle opportunità al posto di considerala nel contesto giustizialista. La povertà è una condizione che può realizzarsi solo per scelta individuale, proclamando anche la libertà del povero (il pauperismo non è peraltro ammissibile).
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    Deriva anche che le classi sociali non esistono e che il censo non è più valutabile secondo criteri monetari, ma secondo potenzialità in termini di valore sociale.
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    Non so se mi prenderai per matto che ti scrivo queste cose. Considera che queste poche righe sono frutto di meditazioni fatte per lunghi anni quando lavoravo nel settore delle risorse umane.
    ———–
    Se hai un po’ di pazienza ti prego leggere questa pagina nel mio sito. Sto lavorando ad un progetto il cui fine potrà realizzarsi solo se trovo qualcuno disposto ad aiutarmi.
    http://www.pibond.it/argomenti/eventi_di_ieri_visti_oggi/tre_pilastri.htm

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