INSEGNARE LE LINGUE ANTICHE

La scuola italiana, oltre a mantenere la discutibile centralità assoluta del latino e del greco nel suo progetto formativo, insegna queste lingue antiche in modo da favorire e consolidare nei discenti un odio profondo per questi grandi patrimoni della nostra civiltà. Il nostro modello di paideia resta legato al curricolo del liceo classico e infatti si vedono le conseguenze. In una recente indagine è risultato che gli italiani sono fra i più analfabeti dei paesi OCSE. L’80% degli adulti non è in grado di leggere un semplice grafico o di seguire un facile ragionamento. Cambiare la paideia di una nazione non è un’operazione che si realizza dall’oggi al domani. Si rischia infatti, come spesso è accaduto, di distruggere senza costruire nulla. E’ meglio che gli studenti studino con bravi professori il latino e il greco, che con professori non adeguatamente formati il diritto, l’economia, la sociologia e la psicologia, che sarebbero ben più importanti per la formazione. Inoltre mi chiedo se queste lingue potrebbero essere insegnate in modo meno noioso. Gli scolari per tutto il biennio sono costretti a mandare a memoria le tabelle delle coniugazioni e delle declinazioni, un lavoro snervante e demotivante, che ottunde le capacità intellettuali. Non sarebbe meglio mettere a punto una sorta di manabile, che aiuti lo scolaro a leggere le desinenze, in modo che rapidamente sia in grado di trovare il soggetto e il verbo; insegnargli quindi alcuni elementi fondamentali di sintassi e poi fargli leggere semplici testi – come il Vangelo, Fedro o Cesare – dopo pochi mesi dall’inizio dello studio?

Annunci

7 commenti

Archiviato in SOCIETA'

7 risposte a “INSEGNARE LE LINGUE ANTICHE

  1. Feci l’esame di maturità scientifica nel 1954, il primo dal quale fu abolita la retroversione dal latino. Al riguardo, già allora, ero convinto che l’insegnamento del latino fosse necessario, ma altrettanto lo ero sul fatto che il suo insegnamento era scolasticamente sbagliato, specie in un liceo scientifico. Me ne resi conto due anni dopo, quando fui ospite presso una famiglia ad Hannover, per frequentare un “Ferienkurs”. Feci amicizia con un mio coetaneo tedesco. Quando gli dissi che a scuola dovevamo fare le retroversioni, allibì!
    Ebbene lui aveva letto e leggeva correntemente gli autori latini, io ne avevo letti pochi e la mia comprensione del testo era rallentata dallo sforzo di ricostruirlo in italiano corrente. Figurarsi in tedesco!
    Ho perso di vista questo amico, ma penso che ancora oggi sia capace di leggere e comprendere un testo latino; io confesso che, col molto che ho dovuto imparare con noia e fatica, in fatto di sintassi e di grammatica, leggo solo in italiano … e così anche per le lingue moderne!!!

  2. Da ex studente del liceo classico (non ponetevi domande sul perchè poi abbia scelto ingegneria) reputo sia stato utile alla mia formazione lo studio delle lingue classiche. E’ vero, imparare coniugazioni e declinazioni per due anni è sufficientemente palloso e snervante, ma non è tutto tempo buttato via. Insegna un metodo di studio mnemonico, che nelle lingue esistono delle regole da rispettare (e non solo nelle lingue); è molto simile alla matematica se vogliamo.
    Io non ero nemmeno una cima in latino, ma me la cavavo egregiamente con il greco. Io penso siano importanti i concetti che restano dopo un certo tempo, il fatto che magari si apprezzi quello che si è studiato e lo si ricoltivi per motivi personali. E sostengo, forse perchè io mi sono formato in questo modo, che una forte impronta scolastica, enciclopedica, nella cultura di base sia indispensabile. Chi è intelligente imparerà da sè a fare i collegamenti, a leggere oltre le righe; il ragionamento non si può insegnare, bisogna costruirselo da sè.
    Forse la nostra scuola non aiuta nella ricerca di un metodo personale di ragionamento. Allora perchè non far imparare a tutti la filosofia?

  3. Mi pare che qui si parli di metodo di insegnare le lingue classiche e non se queste sono utili o no! Sottolineo che già dopo qualche anno dalla maturità non riuscivo a comprendere (non tradurre) un testo latino, mentre il mio amico tedesco riusciva a leggerlo e comprenderlo velocemente commentandolo nella propria lingua.
    Sull’utilità dell’insegnamento delle lingue antiche nella scuola superiore, a mio parere, non è cosa da mettere in dubbio.
    Kara: ti invidio perchè hai studiato greco.

  4. Le lingue classiche più che utili hanno senz’altro un valore formativo, che nessuno nega. Il problema è che oggi ci sarebbero forse discipline che hanno un maggiore valore formativo, come economia, diritto, sociologia e psicologia. Il tempo disponibile per la formazione è limitato. Comunque, come dicevo, sempre meglio le lingue classiche insegnate bene, che altre cose insegnate male, proprio perché, al di là dei contenuti, ai discenti si insegna soprattutto un metodo. Non credo che la grammatica latina, che ovviamente non fa parte del latino, ma è stata inventata per scopi didattici, abbia qualcosa a che fare con la matematica, come spesso si dice. Eventualmente ha qualcosa a che fare con la logica, intesa anche come riflessione sulla struttura del linguaggio ordinario.

  5. nicola

    Salve vorrei la traduzione di una frase in lingua ebraica-aramaica incisa su una targhetta di argento che ho trovata in un sacchetto di indumenti usati depositato inspiegabilmente fuori casa mia.Fiducioso attendo un vs aiuto esegetico-linguistico e vi rigrazio per la vostra disponibilità,allego il files della scrittura

  6. enzo

    Caro Nicola non vedo il testo.

  7. >scolari per tutto il biennio sono costretti a >mandare a memoria le tabelle delle >coniugazioni e delle declinazioni [..]

    Infatti =)

    >Non sarebbe meglio mettere a punto una sorta
    >di manabile, che aiuti lo scolaro a leggere le
    >desinenze, in modo che rapidamente sia in
    >grado di trovare il soggetto e il verbo;

    Io ci sto provando nel mio piccolo, pubblicando giorno per giorno il metodo che avevo realizzato a suo tempo per uscirne vivo dal liceo (il sito in firma).
    Distillando la morfologia ottenevo margini ‘esponenziali’ di tempo nelle verifiche scritte, avevo il tempo per una traduzione non letterale che mi consentiva la media dell’8 nello scritto ed un 6 regalato nell’orale ma è abbastanza comprensibile.. se il prof ti chiede all’orale di quale caso sono i sostantivi in un testo e glieli dici *TUTTI* ma poi ti chiede di declinarli e ti metti a ricostruir la declinazione a mente ottenendo solo di “far scena muta” agli occhi del prof. perchè la sua docimologia basata sul grammatichese salta.. :-DD

    PS: il mio metodo breve: http://www.armamod.org/audiovideodisco/le_uscite_regolari_singolari_dei_sostantivi_in_latino_breve.htm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...