NON SAPERE DI ESSERE CIECHI

Nel nostro campo visivo c’è un punto cieco che corrisponde al luogo dove si innesta il nervo ottico, che veicola l’informazione raccolta dalla retina trasmettendola poi alla corteccia visiva attraverso il genicolato laterale. Ciò nonostante noi non ce ne accorgiamo, a meno che non spostiamo opportunamente una piccola macchia colorata su sfondo bianco in modo da centrare il punto cieco della retina, cosicché quando la macchia entra nella zona cieca scompare e vediamo il foglio come se fosse tutto bianco. Ovvero succede che non ci rendiamo conto di essere ciechi in quel punto, ma “estrapoliamo” quello che sta intorno completandolo ommogeneamente. Questo è un elemento tragico della condizione umana, poiché non solo siamo ciechi in quel punto della retina, ma siamo anche inconsapevoli della nostra cecità. In generale, purtroppo, ci capita spesso che non solo non comprendiamo qualcosa del mondo circostante, sia umano che materiale, ma neanche sappiamo di non sapere, cioè abbiamo come la sensazione che stiamo capendo tutto ciò che c’è da capire. Forse per questo filosofi come Leibniz hanno sostenuto che ognuno di noi è come una monade senza porte né finestre. Comunque resta il fatto che non è del tutto impossibile rendersi conto che stiamo compiendo un’estrapolazione semplificatrice, come nel caso del punto cieco del campo visivo. Innanzitutto dobbiamo stare sempre all’erta e diffidare della nostra sensazione di sicurezza. Non troppo, certo, perché altrimenti la nostra vita diventerebbe impossibile. Inoltre in certe situazioni particolari, alcuni indizi ci possono suggerire la nostra incapacità di capire o di vedere.

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2 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA SCIENZA, FILOSOFIA MORALE

2 risposte a “NON SAPERE DI ESSERE CIECHI

  1. Una rivisitazione del sapere di non sapere di socratica memoria.

  2. alfredo

    Un’altra caratteristica dell’occhio umano è che proietta sulla retina un’ummagine piatta, che il cervello poi elabora come tridimensionale e per di più la riproietta fuori dal corpo.
    Ed e sempre il cervello che interpreta la tridimensionaità rilevata dagli altri sensi. Allora mi chiedo: ma questo mondo, in realtà, non è a due dimensioni?
    Se ci pensiamo bene, noi viviamo quasi incollati sulla superficie terrestre ed osservando le foto astronomiche di alcune costellazioni, come Andromeda, per esempio, si vede benissimo che hanno una forma piatta e a disco proprio come una pizza margherita. In sostanza, siamo oggettivamente piatti e viviamo in un mondo piatto, altro che ciechi!

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