GLI ARABI COME TRAGHETTATORI

A scuola negli anni ’70 ci insegnavano che culturalmente gli arabi avevano solo trasmesso e conservato il sapere greco, per riconsegnacelo nel tardo medioevo più o meno uguale a come l’avevano trovato. Dopo di che da lì la cultura europea era ripartita mettendo a punto nuove importanti rivoluzioni. Oggi, invece, chiunque si occupi di cultura araba inizia negando quell’affermazione, che certamente appare ingenerosa rispetto alla grande civiltà dell’Islam dall’VIII al XIII secolo. Io non conosco la cultura araba, è comunque chiaro che la filosofia, la logica, la storiografia e la medicina greca vengono  rielaborate all’interno del mondo islamico in modo del tutto peculiare. Ciò malgrado in un senso quella vecchia affermazione politicamente scorretta sembra ancora valida: la successiva cultura europea, dal XIV secolo a oggi ha preso dalla cultura araba soprattutto il retaggio greco. Ovvero gli arabi hanno certamente rielaborato la tradizione ellenica, ma di quella rielaborazione a noi è passato ben poco.

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1 Commento

Archiviato in FILOSOFIA POLITICA

Una risposta a “GLI ARABI COME TRAGHETTATORI

  1. Beh, gli arabi ci hanno passato il concetto di numero 0. Non una cosetta da poco.
    Io sono convinto che la filosofia araba del el medioevo fosse ad un buon livello , almeno quanto quella occidentale. Il loro problema è stato forse avere a che fare con una serie di regimi religiosi molto chiusi e statici, mentre da noi i fermenti politici facevano spesso nascere nuove correnti di pensiero.

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