IL GIURAMENTO IPPOCRATICO IERI E OGGI

Spesso lo storico ricostruisce una situazione a partire da ciò che i protagonisti hanno raccontato. Ad esempio, il medico ippocratico come viene descritto nel Corpus Ippocraticum. Ne emerge un’immagine decisamente distorta. Anche tutti i medici contemporanei devono pronunciare il celebre giuramento ippocratico, ma non per questo nella pratica lo seguono, come purtroppo sappiamo. Ad esempio, dovrebbero curare gratuitamente gli indigenti con lo stesso impegno con il quale curano a pagamento i ricchi! Non credo che i medici del IV secolo a.C. fossero molto migliori dei nostri contemporanei. E’ però certo che chi ha introdotto per primo quelle regole è portatore di un merito immortale, perché da allora in poi chi le viola perlomemo sa che sta commettendo qualcosa che la comunità disapprova.

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2 commenti

Archiviato in FILOSOFIA MORALE, SOCIETA'

2 risposte a “IL GIURAMENTO IPPOCRATICO IERI E OGGI

  1. Io non sono ancora riuscito a capire come possa un medico gestire la dicotomia del suo essere (o forse è una dicotomia che vedo soltanto io che non sono medico e non ho passione per quella professione).
    Se si fa il medico non lo si fa certo per spirito al martirio od alla santificazione, ne si può pretendere che un medico sia immune da errori. La gente vede spesso il medico come uno strumento al suo servizio e non come una persona; e come gli strumenti del giorno d’oggi si pretende che sia efficiente. E se quel giorno il dottore ha le balle in giostra e ha voglia di staccare a fine turno, non un minuto di più, senza stare a fare turni massacranti?
    Certo il fine altamente sociale della professione scelta dovrebbe imporre una determinata condotta morale. Trovo però che le due condizioni siano piuttosto incompatibili. Forse il giuramento di Ippocrate dovrebbe essere reso più restrittivo. Oggi si tende ad additare soltanto coloro i quali infrangono quella stupida regola che impedisce al medico, persona come tutti, di intrattenere relazioni intime con i pazienti.

  2. sara

    Proprio in questi giorni sono alle prese con l’esame di storia della medicina..e più studio,più mi rendo conto di quanto siano attuali certi aspetti della cura del paziente,e l’interesse del medico nei confronti di quest’ultimo..Per fortuna in Italia,la salute dei cittadini viene per la maggior parte tutelata dallo Stato.Anche i meno abbienti,grazie alle a.s.l possono godere di cure e servizi più o meno decenti.Di questo dobbiamo ritenerci più che fortunati.In molte nazioni però..il problema non è gestito allo stesso modo.Chi non ha i soldi per curarsi,muore all’ angolo di una strada..(ovviamente è un esempio portato all’estremo)…è una realtà da tenere in considerazione.Tuttavia..è la società in cui viviamo che detta regole,su regole..e ritmi che determinano una divisione tra poveri e ricchi e le inevitabili conseguenze.buon lavoro a tutti i medici..sperando che la vocazione di curare gli altri non si esaurisca in relazione al reddito annuale dei pazienti.

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