IL SUCCESSO SECONDO CHURCHILL

Non so se è vero, ma da qualche parte ho letto che Churchill diceva che il successo è passare da un fallimento all’altro con entusiasmo. Questa definizione della nozione di “successo” mi piace particolarmente, perchè è l’unica secondo la quale posso dire di avere avuto successo!

Annunci

4 commenti

Archiviato in SOCIETA'

4 risposte a “IL SUCCESSO SECONDO CHURCHILL

  1. sara

    Beh si certo è un bel successo passare da un fallimento all’altro con entusiasmo!
    Però un’esperienza fresca fresca mi ha fatto pensare.
    L’altro giorno ho fatto una sostituzione in una classe prima di un liceo scientifico.
    Ho letto un testo che presentava una situazione problematica e ho posto delle domande per analizzare il problema. Gli studenti hanno incominciato ad intervenire con passione, con rigore, con interesse. La discussione si è fatta via via interessante soprattutto perché ognuno di loro tentava di mettere insieme dei pezzi, di ragionare e, se era necessario, di modificare il punto da cui erano partiti.
    Per me un gran successo. Per loro anche. Mi hanno ringraziato per la bella lezione ed io riconosco che il merito è stato anche il loro. Dunque mi pare che i “successi” più significativi, almeno nella mia esperienza, sono quelli che coinvolgono contemporaneamente più persone che si cimentano in un’impresa e provano a dare qualcosa di sé.

  2. E’ vero Sara, mi hai fatto pensare molto. Però l’episodio che tu dici non è un successo è una tua soddisfazione. Hai fatto bene qualcosa e le vere nostre soddisfazioni coinvolgono anche altri. Ma il successo è un riconoscimento da parte dei tuoi pari, come in una partita di football quando fai goal.

  3. sara

    1.
    Siccome sono convinta che anche quello che ho raccontato sia in una certa misura un successo, nel senso di qualcosa di riconoscibile oggettivamente anche dagli altri, anche se non venisse mai riconosciuto o perchè gli altri non ne vengono a conoscenza o perchè è faticoso riconoscere le cose belle, allora mi viene spontaneo distinguere due livelli:
    1. il successo che passa attraverso il riconoscimento degli altri è spesso almeno nella mia esperienza, altamente pericoloso e instabile.
    Mi è capitato di passare dalle stelle alle stalle soltanto perchè ho fatto delle cose o meglio non ho fatto delle cose che il gruppo dei pari che mi aveva innalzato si aspettava da me; o semplicemente perchè ho sbagliato. Quindi meglio starsene lontano da questo tipo di successo perchè in qualche misura non ti garantisce nella libertà o comunque è doloroso passarci.
    Chissà, forse a volte o quasi sempre, i riconoscimenti pubblici dipendono più da quello che in quel momento gli altri desiderano o da quello di cui gli altri hanno bisogno, appena cambia la scena uno non conta più.
    2. ne viene che, almeno nel mio pensare, sia meglio perseguire quei successi intersoggettivi dove ognuno ha un ruolo e qualcosa da mettere a disposizione del lavoro che si sta facendo.
    A questo proposito ricordo con molto piacere e con un po’ di nostalgia gli anni di lavoro d’equipe per un progetto su scala nazionale sulla Didattica per Concetti applicata all’I.R.C.
    Si lavorava seriamente e ci si riconosceva reciprocamente nelle competenze personali. Quando si lavora con gli altri e si è capaci di godere delle reciproche capacità e si è riconosciuti pubblicamente nelle proprie, si lavora bene. Questi sono piccoli paradisi.

    In conclusione:
    mi accorgo che preferisco lavorare più con gli altri che da sola.
    Ne viene che non sono destinata ad avere nessun tipo di successo personale. Che bello!
    E’ buffo poi ricordare in questo momento che quando ho ricevuto dei riconoscimenti io non li riconoscevo come completamente adeguati, nel senso che non mi sembrava oggettivamente di aver fatto poi così bene. E’ buffa la vita. Ecco è come se ci fosse una sfasatura, se mi riconoscono gli altri io non sono completamente d’accordo con loro e se mi accorgo che ho fatto goal sembra che gli altri in quel momento si sono distratti un attimo o trovano un sacco di giustificazioni e dicono che c’è stata anche la fortuna ecc…
    Non è sempre così!

  4. sara

    Stamattina abbiamo avuto la fortuna di incontrare in un primo momento ,” la storia di Fabrizio Macchi” e subito dopo, lui stesso. Non ho parole.
    La sua vita è un inno alla vita stessa.
    Ho visto che ha un sito.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...