LA FAMA E LAROCHEFOUCAULD

Nelle belle “Massime” di Larochefoucauld circola un pensiero che mi ha sempre disturbato. Se non ci fosse la fama gli uomini non agirebbero mai bene. Ovvero, non è tanto l’altruismo che spinge gli uomini a fare bene quanto la vergogna. Sotto questa osservazione giace la tesi tutta cristiana secondo la quale occorre fare il bene per Dio, che sempre ci vede e non tanto per gli altri. In questo caso preferisco la visione antica, in accordo con la quale la fama, tanto disprezzata da Larochefoucauld, è il motore della moralità umana. Certo gli uomini fanno il bene e vogliono che si sappia in giro che hanno fatto il bene. Mi sembra ragionevole. Quello che è veramente riprovevole è, invece, quando essi  fanno il male perché sono sicuri che non verranno mai scoperti. E qui sbagliano, perché, anche se Dio non ci fosse, il mondo in un certo senso, porterà per sempre il ricordo del loro misfatto.

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3 commenti

Archiviato in FILOSOFIA MORALE

3 risposte a “LA FAMA E LAROCHEFOUCAULD

  1. Meglio un giorno da leone che cento anni da pecora (ammetto che ero convinto l’avesse detto Achille ed invece sembra essere un motto del duce, ma rende lo stesso ottimamente il concetto).
    La fama è qualcosa di breve, estemporaneo, ma può perdurare nella memoria, così come ci si ricorda della maestà del leone mentre la pecora è considerata una normalità.

    Comunque non sono proprio d’accordo. Forse lo sarei stato pochi mesi fa, prima di leggere l’Atomo sociale. Anche lì si tratta del problema altruismo nella società: si riconosce che esso è una componente fondante della stabilità e della crescita di una società. Però se la spiegazione classica si basa sull’opportunismo cooperativo (do ut des), qui si vuole far riferimento ad un adattamento mentale sorto nel tempo che è perdurato perchè le società contenenti un certo numero di altruisti hanno potuto fiorire e crescere invece che disgregarsi. Si deve anche riconoscere che normalemente siamo altruisti verso chi già conosciamo: il trucco sta nelle interazioni ripetute tra individui che creano legami più stabili, dato che diventa molto più difficile barare nei rapporti di mutuo aiuto. In questo in effetti si può ricononoscere la vergogna che tu citi: avendo ripetuti rapporti con i vicini non è saggio essere “scortesi” perchè presto la comunità scarterebbe un tale individuo.

  2. Concordo con Vincenzo. L’opinione di La Rocheoucauld é molto disturbante. Se la massima l’avesse peronunciata un altro personaggio, direi che sarebbe, non solo disturbante, ma che è uno sproposito.
    E, a mio modesto parere, è uno sproposito al quale in troppi hanno creduto e continuano a credere.
    Non vado oltre, propongo solo la lettura e la meditazione su una pagina web, da me scritta nel mese di maggio 2005:
    http://www.pibond.it/argomenti/pecunia_e_moneta/amare_per_essere_amati.htm

  3. alfredo

    Se parcheggiassi in divieto di sosta, non lo farei di certo per beccarmi una multa, ma perché so che se anche Dio mi vedesse, di sicuro non farebbe la spia.
    E se in un impeto di altruismo rinunciassi ad un parcheggio consentito per far sostare un altro al mio posto, non vorrei certo che si sapesse in giro, se non altro per non passar da fesso.
    E’ evidente che La Rochefoucauld non aveva previsto che la fama, in certe situazioni, può funzionare a rovescio…

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