TUTTE LE MATTINE DEL MONDO

Parecchi anni fa uscì il bel film “Tutte le mattine del mondo” interpretato da Gerard Depardieu, che racconta la vita del grande compositore seicentesco di musica per viola da gamba Sainte-Colombe. Il giovane Depardieu è un arrivista che si fidanza con la figlia di di Sainte-Colombe per carpire i segreti della musica del padre e copiandola diventa musicista del re. Lascia la ragazza che muore di crepacuore e Sainte-Colombe si fa costruire una sorta di casetta isolata, nella quale si ritira tutti i giorni a comporre e suonare. Depardieu, ormai privo di idee nuove, si nasconde sotto la capanna di Sainte-Colombe, per continuare la sua opera di pirateria. Nella scena centrale del film, il musicista lo scopre e invece di arrabbiarsi lo invita dentro ad ascoltare la sua musica e gli regala i suoi spartiti. Sainte-Colombe è del tutto indifferente al successo dell’abbietto Depardieu e in fondo sembra contento che la sua straordinaria musica venga diffusa anche se senza il suo nome. A parte la bella musica del film, la recitazione impeccabile di Depardieu, ho trovato la storia profonda e commuovente. Il film in Italia ha avuto un passaggio effimero e poco successo. Addirittura mi ricordo un gruppo di conoscenti laureati, cioè membri della classe più colta, che litigavano all’uscita del cinema per chi era stato il “colpevole” che li aveva portati a vedere una simile ciofeca. Certo con una classe medio-alta incapace di cogliere il valore di una storia come questa il nostro Paese non può andare molto in là.

Annunci

3 commenti

Archiviato in SOCIETA'

3 risposte a “TUTTE LE MATTINE DEL MONDO

  1. eugenio

    di tutti gli insegnamenti difficili, quello di far fronte alla violenza e al male rimanendo se stessi e ribadendo la propria la natura, e’ per me il piu’ profondo e difficile.

    Lo riassume bene Kipling in If ponendo l’accento sulla finta saggezza:

    If you can wait and not be tired by waiting,
    Or being lied about, don’t deal in lies,
    Or being hated, don’t give way to hating,
    And yet don’t look too good, nor talk too wise

  2. Leggendo così la trama non sarebbe un film che andrei a guardare con molta voglia. Io resto sempre dell’idea che i film, molto più che i libri, debbano essere completamente di svago. La riflessione è già difficile da trasporre in modo artistico, in più non si è mai sicuri di cosa viene percepito dallo spettatore, che potrebbe storpiare il messaggio.

  3. sara

    questo sì che vuol dire essere liberi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...