LA DIDATTICA DELLA MATEMATICA E LE DIMOSTRAZIONI DIAGRAMMATICHE

Poco dopo l’inizio del suo primo anno di scientifico, parlando con mia figlia Francesca dei prodotti notevoli, decisi di provare a farle capire la dimostrazione che l’algoritmo che produce il triangolo di Tartaglia è equivalente al binomiale di Newton. Trascinai la poveretta per diversi passaggi fino ad arrivare al risultato, senza suscitare in lei un particolare interesse, per una cosa che, invece, ha senz’altro un certo fascino. Pensai che la dimostrazione era troppo difficile e forse per questo il tutto era stato un po’ tirato per i capelli. Il giorno dopo mi resi conto che la ragione era tutta un’altra. Qui continua diagrammi

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4 commenti

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4 risposte a “LA DIDATTICA DELLA MATEMATICA E LE DIMOSTRAZIONI DIAGRAMMATICHE

  1. Sicuramente la matematica andrebbe insegnata in modo differente per stimolare maggiormente i ragazzi. Anche qualche spunto sulla storia della disciplina aiuterebbe, se ben vestito di fascino.
    Certo però che anche te lanciarti con una dimostrazione simile con una ragazza che sta iniziando il liceo…

  2. Virginia

    Buon giorno a tutti, mi chiamo Virginia e frequento la facoltà di filosofia all’università di Pisa.
    Ho lasciato da pochi anni il liceo e la tanto tediosa matematica. Quello che dal mio punto di vista è così problematico in questa materia di studio, è il metodo di insegnamento, non i contenuti.
    I libri sono spesso poco chiari, con pochi esempi e gli insegnanti dispersivi e poco capaci di usare la parola ‘perchè’. E’ raro sentire qualche professore di matematica dire ‘…questo passaggio si svolge così perchè…’. Tutto questo rimanere sul vago disorienta e rende difficile l’applicazione delle nozioni quando ci si trova a dover svolgere i propri compiti.

  3. Sarà che io ho sempre capito la matematica al primo colpo, tanto che sono passato con estrema facilità dal liceo classico alla facoltà di ingegneria, tuttavia non penso che un “perché” possa risolvere il problema. Lo studente dovrebbe accettare le proposizioni come fossero assiomi: spesso infatti la risposta esulerebbe dalle loro ancora limitate capacità di comprensione. Non voglio con ciò tarpare le ali allo spirito critico, ma sono sempre convinto che questo non possa essere insegnato, che nasca dalla pura curiosità personale.
    Diciamo piuttosto che l’insegnamento della matematica è completamente avulso da un qualsiasi contesto pratico. Un’equazione di 2° grado non è soltanto un esercizio, ma saperla risolvere può servire in moltissimi casi quotidiani; peccato che nessuno lo dica agli studenti. Personalmente punterei molto su questo punto e su una matematica più geometrizzata: vedere le curve disegnate aiuta a capirle ed a ragionarci sopra.

  4. Sì matematica con intuizione geometrica, storia e applicazioni, ma anche dimostrazioni. La matematica non è una grammatica!

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