L’UNIVERSO ESISTE PERCHE’ IL NULLA E’ CONTRADDITTORIO?

Eugenio mi ha proposto questa sua teoria cosmogonica:

L’universo esiste a causa di un problema logico. Se l’universo non esistesse, esisterebbe dunque il nulla, ma a causa della necessità di definire questo nulla si è creato spontaneamente “qualcosa” in grado di differenziarsi dal nulla per permettere di definirlo. Si potrebbe anche dire che il nulla sia talmente “nulla” da non aver bisogno di definirsi. Io scarto questa ipotesi, perché il fatto stesso che io esista è la prova che questo fantomatico nulla quantomeno fosse una condizione instabile. Così nasce l’universo, come “esplosione” di tutte le combinazioni possibili e impossibili. L’universo è dunque il tutto che si contrappone al nulla.
Mi rendo conto che questa sia una teoria un po’ ridicola, nel senso che postula, fra l’altro, un’infinità di mondi paradossali, ma concreti (ad esempio un mondo piccolissimo popolato da infiniti giganti), però sembra plausibile.

Allora, come prima istanza metodologica, ricordo che non credo, suffragato da Kant, che si possano produrre ragionamenti a priori di un qualche valore su ciò che capita in generale. Occorre sempre tenere conto dell’esperienza e degli esperimenti. Ciò malgrado occorre smascherare l’errore epistemologico che è implicito nel ragionamento di Eugenio, che è comunque in buona compagnia, perché lo hanno commesso anche Parmenide e Anselmo! Ricostruisco così l’argomentazione di Eugenio:

1. Dire il nulla è impossibile, perché se affermiamo “il nulla è….”, qualsiasi predicato mettiamo al posto dei puntini l’enunciato risulta falso, a meno che non introduciamo l’espressione “niente”. ma dire che il nulla è niente non è significativo.

2. Quindi il concetto di nulla è fuori dalla razionalità umana.

3. Tutto ciò che esiste può essere detto e razionalizzato dall’uomo.

4. Ne segue che il nulla non può esistere. Ma se il nulla non può esistere, deve esistere qualcosa.

Non ho dedotto, come Eugenio, che esistono tutti i mondi. Non mi sembra quella la conseguenza del suo ragionamento, ma quella più debole espressa nel punto 4. Affinché non ci sia il nulla, è sufficiente che ci sia qualcosa, ad esempio il nostro mondo. Ed ecco che Eugenio avrebbe risposto alla fatidica domanda di Leibniz “Purquoi il y a plustôt quelque chose que rien?”

Che cosa non funziona in questo argomento? Uno potrebbe contestare il punto 3. e dire che molte cose non possono essere comprese dall’uomo, ma non mi sembra una buona strada, perché, benché siamo sicuri che attualmente molte cose non le abbiamo capite, che cosa possiamo sapere del più lontano futuro? L’errore, secondo me, sta nel punto 1. Come ha notato prima Kant e poi ancor meglio Frege e Quine, dire di qualcosa che esiste non è analogo a dire di qualcosa che è verde, cioè l’esistenza non è un predicato, ma un predicato del secondo ordine. Cioè dire che “Eugenio esiste” significa dire “esiste almeno un oggetto fatto così e così, che si pone dei problemi della minchia ecc.” Un discorso analogo, ma speculare, vale per il nulla. Il nulla non è un predicato, come verde o cuneiforme. Affermare, ad esempio, “non c’è nulla” significa in realtà dire “non esiste nessun oggetto che abbia una qualsiasi proprietà”. Semi-formalmente “per ogni P, non esiste un x tale che, Px. Ed ecco detto con assoluta semplicità il nulla, con buona pace di Parmenide, Anselmo ed Eugenio. In un certo senso questo lo aveva già capito Platone, quando afferma qualcosa di simile nel suo celebre dialogo dedicato al suo maestro, cioè il Parmenide.

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37 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA SCIENZA

37 risposte a “L’UNIVERSO ESISTE PERCHE’ IL NULLA E’ CONTRADDITTORIO?

  1. Affascinante. Ho dovuto rileggere e pensare un po’ sulla differenza fra le affermazioni “nulla e’ il niente” e “non esiste nessun oggetto che abbia una qualsiasi proprietà”. In principio non trovavo la differenza e mi sembravano uguali, ma, a meditarci sopra, il secondo enunciato ti permette, se non di visualizzare, almeno di ipotizzare il nulla.

    Alla luce di questo, vedo un’altra forzatura nella visone che ho proposto. Se il nulla non è dunque questa forza assoluta, sconfitta dal tutto che si fa infinito per contrastarla, tutta la mia teoria assume un sapore mitico-religioso, più che filosofico.

    Se il nulla dunque esiste, con uno status non tanto diverso da quello di altre cose a noi più familiari e percepibili, ci sono possibilità che l’universo sia finito, che al di là di esso ci sia il nulla, senza spazio, senza temperatura, senza proprietà, che il nostro sia l’unico pianeta vivente, che dio non esista, ecc. ecc.
    Se non ricordo male, l’unica consolazione (meglio una brutta verità di una bella bugia) per questo tipo di ansie la fornisce il positivismo logico, bollando tutta la metafisica come falso problema.

  2. provo a ragionare.
    il punto 3 dice: “Tutto ciò che esiste può essere detto e razionalizzato dall’uomo”, ma l’opposizione di questa affermazione sarebbe: tutto ciò che non esiste non potrebbe essere detto e razionalizzato dall’uomo. Ammesso che questa contro affermazione sia valida posso dedurre due punti:
    a) qualsiasi cosa su cui posso discutere esiste e potendo discutere su ogni cosa esiste ogni cosa
    b) la razionalizzazione e la discussione non è un buono strumento per discriminare tra esistente o meno.
    Concludendo, ritengo sia più adatta la capacità di immaginare della capcità di discutere o razionalizzare per dicriminare tra esistente e non esistnte.
    es: L’unica cosa che non possiamo immaginare è la nostra morte, invece tutto il resto può essere immaginato. ne consegue che il nulla può esistere in quanto non lo posso immaginare.

  3. piccochiu

    non centra tanto, ma è curioso…. capita spesso che la compagna o il compagno “secchione” all’esame o prima di un compito in classe affermino di non sapere nulla.
    Se a livello del senso comune la frase “non so nulla” indichi una preparazione difficoltosa a livello di logica formale indicano il contrario; infatti nego di sapere il nulla, quindi affermo di essere preparato.
    Dato che una persona non preparata perfettamente non affermerebbe mai di “non sapere nulla”, secondo voi anche se non a livello di consapevolezza le persone che affermano questa frase intendono l’affermazione nella cornice della logica formale e la formulano in maniera diversa per esorcizzare il senso?

  4. La negazione di “tutto ciò che esiste può essere razionalizzato dall’uomo” è “non tutto ciò che esiste può essere razionalizzato dall’uomo”!

  5. Le conoscenze di pibond ed il suo fattore “p”
    Ho in mente un modello M,o che è formato da x cose distinte attorno alle quali non c’è nulla. Non è detto che tra una cosa e l’altra di x, possa essere costretto a formare un altro modello M,x costituito da x+y cose attorno alle quali continua ad esserci nulla.
    A me pare che questa proposta possa avere validità sia per l’intero percorso storico umano, che per le tappe raggiunte in ogni singola epoca.
    Se le cose riconosciute da Archimende sono x, quelle di Einstein sono x+y, non è dimostrabile che nel frattempo il nulla sia diminuito o aumentato.
    Occorrerebbe sapere tutto, per avere una qualche misura del nulla.
    Se le cose riconosciute da Vincenzo sono M,y = x+y, quelle riconosciute da Pibond, contemporaneo di Vincenzo sono M,p=x-y-z+p, dove in z si nascondono tutte le cose già riconosciute da Archimende ed in p quelle che derivano dalle strane elucubrazioni di pibond.
    Se si considera p come fattore individuale della percezione delle cose, potremo definire il nulla di pibond tutto ciò sta attorno alle cose di x-y-z+r.
    Il modello costituirebbe un insieme, ma sono troppo carente di cose x+y per continuare il ragionamento, e nel mio modesto fattore p non trovo null’altro per continuarlo.

  6. Ora il problema è come determinare il fattore p (p=personale). Penso che questo fattore sia più indicativo di quello dell’intelligenza, o per lo meno, vada associato per valutare, per ciascuno, quale sia il suo fattore di conoscenza efficace.

  7. Il Nulla mi ha sempre infastidito, mentalmente parlando, da quando ne ho scoperto l’esistenza con Parmenide. E’ un tarlo che non riesco a togliermi, una matassa che non vuole districarsi, un concetto che vive al limite tra semantica e realtà.

  8. alfredo

    Non è solo il Nulla a non poter essere definito, ma è impossibile definire qualunque cosa.
    Es. se dico “foglia” non ho specificato che il “concetto” della foglia, e questa definizione si contrappone a tutto cio che è “non foglia”
    Ogni volta che si dà il nome ad una cosa, ne si evidenzia soltanto – l’idea – isolandola da tutto il resto che diventa automaticamente lo “sfondo”.
    Ma per definire proprio “quella foglia”, occorrerebbe descriverla in tutte le sue parti fino a quando si arriva a livello atomico. Ma visto che non esiste l’atomo della foglia, questa semplicemente scompare “nel Nulla”… (E questa è la mia definizione del “Nulla”) :)))

  9. Alfredo, pensa a te stesso e, anziché accostarti al microscopio guarda cosa vedi in un telescopio così potente che ti fa vedere oltre l’ultimo corpo celeste visibile. In quel posto scompari nel nulla e nulla esiste di te.
    Kara, il Nulla non deve infastidirti perchè il Nulla a mio parere è un contenitore nel quale c’è sempre qualcosa da trovare: un elemento utile dello schema di un modello in formazione. Il “Nulla non è” di Parmenide è vero perchè è collegato all’essere. Se mi guardi in faccia per dire il vero, dici: “Sei”; e lo stesso mi dici tu se mi guardi in faccia. Se ci guardiamo in faccia e diciamo “Non siamo”, diciamo il falso, a meno che volgiamo lo sguardo verso Pinco Pallino che, per caso, ci passa accanto.
    Ma Pinco Pallino “non è Nulla” ed io penso che il nulla ci sia tra noi e Pinco Pallino, illustre sconosciuto che non ci guarda nemmeno in faccia quando passa. Pinco Pallino diverrà Nulla dal momento che scomparirà dalla nostra sfera visiva senza che le sue cose lascino, tra noi, tracce del suo essere. Pinco Pallino non era; è stato; non è più. L’istante della sua comparsa quando pronunciamo “Non siamo” e affermiamo che Pinco Pallino E’. é rappresentabile con una fotografia, mentre un film potrebbe rappresentare la scena del passaggio di Pinco Pallino accanto a noi.
    Si potrebbe affermare che Nulla è ciò che non conosciamo tra le cose già individuate che interagiscono secondo rapporti logici; cose che, peraltro, potrebbero essere successivamente scoperte e riconosciute.
    Più sopra ho scritto:” Occorrerebbe sapere tutto, per avere una qualche misura del nulla.” Penso che questa affermazione si avvicini molto a quella di Heidegger: dice che il “Nulla è lo stesso suo annullamento”, portandoci a considerare che il problema e la ricerca dell’essere nascono dal fatto che l’uomo non è tutto l’essere, cioè che il suo Essere è il Nulla della totalità dell’essere”.

  10. alfredo

    Ciao pibond, l’ho vissuto il Nulla e coincide con l’Infinito e anche questo l’ho vissuto, anche se per (forse) pochi secondi. E le due cose erano semplici ed eccezionalmente belle, molto banali eppure concrete ma di una concretezza vera, infinita… indescrivibile a parole.
    L’esperienza, in cui il (mio) corpo si era completamente trasformato, passato l’evento, non ho saputo spiegarla neppure a me stesso, né c’è stato più il modo di riattivarla. Sono passati 15 anni da allora e sono giunto a questa conclusione: questa non è vita, ma illusione. E sono in attesa di ritornare lì, nel Nulla/Infinito: casa.
    Ciao pibond.

  11. Anche il tempo é un illusione, Quindi é illusorio ed inesistente il fatto che lo localizzi nella dimensione spazio-tempo che non c’è. Tu sei, ma attorno a te: Nulla.
    Mi sembra che tu viva ai confini tra l’ateismo e l’induismo,nell’attesa di una trascendenza che non è una redenzione.
    Il dio-casa, creato da te, che ti attende nel Nulla.
    Possibile che non ci sia anch’io, nel tuo Nulla, oppure il mio ed il tuo si separano in modo che ci renda reciprocamente inconoscibile il nostro essere?

  12. alfredo

    Non so come spiegare Pibond, ma il Nulla da me percepito vibrava della sua stessa vibrazione e questa vibrazione era concreta, e la concretezza era reale, ma non era identificata né identificabile. Chi vibrava non ero più io, ma era la vibrazione stessa che pulsava e si espandeve e si contraeva come un’onda dal corpo trasformato (in una massa plastica e densissima) all’infinito e viceversa. E questo processo era facile da capire, anzi non c’era niente da capire perché era semplicissimo, facile come respirare. Ma inspiegabile, non ci sono parole neppure per spiegarlo a me stesso! P.S. Non mi intendo né di ateismo né di induismo, parlo solo per esperienza personale, purtroppo per me, irreplicabile… E mi piacerebbe sapere cos’è che l’ha provocata… :(((

  13. Potrei pensare che tu Alfredo, per un istante, abbia oltrepassato la linea nodale (Hegel) dall’essere al non essere (Schopenhauer), e, al momento, potrei solo spiegarmi della cosa pensando che hai ricevuto una bella gnocca in testa.
    Per dire queste fesserie, tuttavia, al Liceo, collezionai una serie discreta di tre e quattro. Non amavo Schopenhauer che odiava Hegel; io amo né l’uno né l’altro perchè hanno scritto cose che fanno a pugni con le mie.
    A proposito, secondo voi che mi leggete, qual’è la differenza tra non amare e odiare; viceversa tra odiare e non amare? E’ un problema fuzzy, oppure assolutistico in quanto l’amore rende nullo l’odio e viceversa?
    (Attenzione all’equivoco linguistico della doppia negazione e all’indeterminatezza del linguaggio che potrebbero portarci ad una mera esercitazione letteraria).

  14. alfredo

    No, Pibond, nessuna botta in testa, né alcunchè di patologico. Ero tranquillamente disteso e pensavo ai fatti miei. Ed è successo tutto all’improvviso, per due volte, quasi a confermare l’evento nel caso avessi dei dubbi. E’ quindici anni che sto cercando, invano, qualcuno che abbia avuto un evento analogo, questa stessa esperienza. Niente.
    Quanto al tuo quesito, non sono uno studioso di filosofia, però so che l’amore unisce e che l’odio divide.
    E che servono entrambi per mantenere in equilibrio l’illusione di questo universo così come appare ai nostri sensi. L’amore assoluto, non ci farebbe distinguere le varie parti del tutto indiviso, mentre l’odio assoluto porterebbe all’isolamento totale delle varie parti a livello atomico e oltre, disintegrando il tutto e sparpagliandolo all’infinito. Amore e odio non li intendo in senso morale né etico, per me sono soltanto “forze” contrapposte: come il polo positivo e quello negativo. Ciao.

  15. alfredo

    Tornando in argomento, Vincenzo afferma: “L’universo esiste a causa di un problema logico. Se l’universo non esistesse, esisterebbe dunque il nulla, ma a causa della necessità di definire questo nulla si è creato spontaneamente “qualcosa” in grado di differenziarsi dal nulla per permettere di definirlo.” – Se l’universo non esistesse (dico io), non ci sarebbe neppure qualcuno che potrebbe fare questa ipotesi della sua non esistenza. “L’essere” ed il “non-essere”, fanno parte della natura umana, che non è disgiunta da quella dell’Universo. Il Nulla, pertanto, non può essere ricompreso nella citata dualità “essere – non essere”. E neppure in quella del “non so”. Nel “Nulla” non si accede né da vivi né da morti. E non potrei accerdervi neppure se potessi annullare il mio Ego, il mio senso di identità, CHI annulla l’Ego sarebbe comunque un altro EGO da annullare. Quindi, meglio lasciare che sia il NULLA a prendere l’iniziativa: se lo già fatto di sicuro lo farà ancora…o forse no.

  16. Tempo fa Stephen Hawking voleva poter conoscere la Mente di Dio. Per questo io gli dedicai il mio libro: “Il Tachione il dito di Dio”. Ora ha cambiato idea e dice che Dio non esiste. Il CERN a sua volta ripropone l’eterna esistenza della materia. Io rispondo così:
    COMMENTO ALL’ULTIMO ESPERIMENTO DEL CERN DI GINEVRA.
    Ciò che è stato osservato al CERN di Ginevra ,consiste di un plasma di teorema geometrici e matematici, espressi in numeri cardinali .
    Questi a loro volta sono costituiti da un gas di numeri ordinali, (la polvere di Cantor ” diviene “ frattali).
    A proposito DUNQUE ,della presunta autosufficienza della materia ,affermata dopo gli ultimi esperimenti del CERN di GINEVRA.
    Siamo semplicemente alle solite tesi ideologiche .
    Non si tiene conto che l’energia applicata nell’esperimento del CERN è già esistente nell’universo . Quindi la materia non è affatto autosufficiente. Rimane vero semplicemente che nulla si crea e nulla si distrugge .
    Rimane insoluto infatti ,quali sono le ragioni dell’esistenza dell’energia ? Perché c’è l’energia invece che il nulla ?
    Per approfondire segnalo il sito: il Tachione il dito di Dio.
    Nel sito http://www.webalice.it/iltachione si può leggere gratuitamente in rete la teoria unificata dell’universo fisico e mentale, secondo il pensiero sineterico.
    La tesi fondamentale della teoria afferma che la gravità non è una qualità della materia ma una reazione astratta all’estensione angolare .
    Pertanto le successive dimensioni spaziali “estendendosi” a partire dal punto mentale,alla retta ,al piano e ai volumi, determinano REAZIONE ANGOLARE GRAVITALE ,all’ipotesi immaginaria di estensione LAMBDA, nello spazio tempo.
    Dunque le ragioni invisibili delle apparenze fisiche ,sono astrazioni di teorema matematici.
    Le apparenze fisiche visibili ai sensi sono simulazioni delle idee della teoria.
    In pratica non ci sono fenomeni fisici ma solo rappresentazioni mentali dell’osservatore

  17. Benedetto

    Il nulla inteso come inesistenza è mentalmente inconcepibile, le nostre categorie mentali non possono razionalizzare un concetto che esprima un qualcosa che non conosce perché è appunto inesistente, affermare che il nulla è sarebbe contradittorio in quanto il predicato renderebbe sostanziale il soggetto che è inesistente. Il nulla è un assurdo concettuale, è un ente della ragione non della realtà, è una condizione che non si verificherà mai poiché inesistente.

  18. piergiu

    Ho letto tutti i commenti, e personalmente trovo che Eugenio sia riuscito a far quagliare le idee che mi ronzavano da tempo (dovrei andare a faticare invece che stare a pensare).
    La penso anche quasi come Alfredo.
    Ho sempre pensato che definire un qualcosa, automaticamente definisce tutto quello che è non-qualcosa.
    Per concepire il bianco, c’è bisogno di tutto quello (o esempi di cose) che non è bianco.
    il concetto di nulla per esistere e/o essere concepito (quindi esiste se pur non materialmente) ha bisogno del ‘non-nulla’, che noi chiamiamo ‘tutto’ (anche se è sbagliato forse, perché tutto è nulla UNIONE non-nulla).
    il non nulla tuttavia è il mare magnum infinito di possibilità dove galleggiamo pure noi con il nostro particolare modo di essere e via discorrendo(lecito tanto quanto un mondo piccolo pieno di giganti, hanno entrambi poco senso alla fine della fiera).
    quindi questo potere della logica, ha creato questo non-nulla in opposizione al nulla (che può essere puntiforme oppure solo un concetto).
    magari i credenti cristiani ad esempio associano questo fenomeno nel “verbo che si fece carne”, ovvero un concetto che per ‘esistere’ ha bisogno della ‘materia’ (quest’ultima può benissimo essere una tipologia di concetto e quindi viviamo dentro concetti, illusioni).
    in prospettiva, date le infinite possibilità, è lecita la reincarnazione cosi come il paradiso o l’inferno o il purgatorio o altro che possiamo immaginare.
    Tutte cose ‘create’ però dal solo atto del definire il nulla/non-nulla. (non c’è spazio per creatori, Dei o altro in questa mia visione di cose, essendo il tutto (nulla+non-nulla) infinito, eterno, ed increato).
    insomma, è così che per forza di cose deve andare, godiamoci il giro gratis nella giostra, e arrivederci e grazie! 🙂 un salutone!

  19. Antonio Carrese

    Professor Fano, se scrivo da qui risponderete? La logica ha il potere di fare esistere le cose, ma Eugenio si è solo avvicinato e l’ha fatta troppo complicata. Io ho un blog per fatti miei dove riprendo l’idea di Eugenio, che spero mi leggerà ed andrà a vedere anche sulla mia pagina su fb. Eugenio, se vuoi trovare il mio articolo, si intitola “sul nulla assoluto”-michele nardelli. Sei stato a un passo dal fare la più grande scoperta degli ultimi tremila anni del genere umano. Io ti attribuirò il 15-20% della scoperta, ok? Vai vai, vacci, contattami! Devo avere il tuo parere!

  20. Antonio Carrese

    Spero che tu non sia un personaggio inventato, perchè tra gli amici su fb di Fano non c’è nessuno che si chiama Eugenio. Ricontrollerò.

  21. Antonio Carrese

    Dottor Fano, avevate ragione voi a non capire. Non avevate commesso nessun errore. Quella correzione a Eugenio era esatta, vi ho condiviso ll post che lo spiega e che dimostra che io l’ho copiato massimo per un 5%. In realtà il costrutto logico “Il tutto dal niente” esiste da quando esiste il mondo, quindi anche Eugenio ha “copiato”. Non date retta a Nardelli, quello è un fanatico, ha avuto delle esperienze mistiche da piccolo, non capirà mai. Voi invece da quanto ho capito siete ateo, a prendermi in giro dicendo di non avere capito, voi che parlate 7 lingue, andate contro a me, a voi stessi e un po a tutti. Ho realizzato il sogno di voi atei, ma cosa volete di più dalla vita?

  22. Antonio Carrese

    Dottor Fano, lasciando perdere anche Dio, come può una povera e misera mente umana concepire il fatto che, secondo la mia teoria, esistono DA SEMPRE un’infinità di cose, e che stando agli scritti di Galilei l’uomo con l’intelligenza non può “prevedere” o “immaginare in anticipo” come sarà fatta la natura, perchè è sempre la misera mente che prende gli elementi dalla realtà e dai sensi e MAI il contrario? Lo zero era “facile”, il resto…..

  23. Antonio Carrese

    Vi voglio far vedere Eugenio di quanto si era avvicinato AD AVERE TUTTO! Questa analisi “logica” è presente anche sulla mia pagina su fb, dove ci sono tutte le mie idee. Analisi ancora più rigorosa della teoria del tutto/niente:
    Soggetto: il niente
    Azione: l’esistere
    Domanda: il niente può compiere l’azione di esistere?
    Risposta: NO!
    Dimostrazione: il nulla, essendo esso stesso un ente che non esiste, non può compiere l’azione di esistere.
    In realtà per la logica (formale?), quello detto sopra sarebbe un principio, poichè usa se stesso per dimostrarsi, è chiaramente una verità intrinseca, il principio di tutti i principi nell’ambito del reale e dell’esistente, già da solo sufficiente a dimostrare la non necessità di un creatore, perchè come furbamente intuito da Eugenio, se non c’è nulla c’è “qalcosa”, quindi è la mia logica che crea le cose, non Dio. Tu, caro Eugenio/Fano bifronte, non dovevi pensare alla “definizione” del niente, dovevi pensare alle azioni che poteva compiere come soggetto, e poi arrivare alla più importante, che era quella di “NON ESISTERE”? Capisci? Ma io te la do una parte delle mie fisches, non ti preoccupare, qua è tutto oro colato.

  24. Antonio Carrese

    Spiego ancora meglio la mia teoria qui, perchè nel blog del dottor Nardelli è stato fatto un pasticcio. La nostra realtà ci inganna, poichè nella nostra realtà il nulla, o la mancanza, esistono. Apri un frigorifero, e “manca” un pollo congelato, ad esempio. Invece nella mia teoria non è questo tipo di “mancanza” che è stato escluso dall’esistenza. è stata esclusa, diciamo così perchè non mi so tanto esprimere in termini filosofici, la mancanza dell'”essenza delle cose”. Questo universo esiste perchè l’altra faccia della medaglia, la mancanza di questo universo, era lei che non poteva esistere, quindi ogni mancanza va associata a qualcosa, e allora sulla carta per magia questa dovrà esistere da qualche parte, TRANNE se contiene una contraddizione interna come i mondi di Eugenio Orsi. Contenendo una contraddizione, sono una medaglia con lo zero su entrambe le facce. Spero di essere stato esauriente, perchè io per adesso non mi so spiegare meglio di così. è una cosa che sta capita nella mia testa e basta, se voi non ce la fate non è colpa mia.

  25. Antonio Carrese

    Cerco di continuare a spiegare la mia idea. La mancanza non è una parola che può essere detta così, va ASSOCIATA a un oggetto. Supponiamo che questo oggetto abbia tutte le carte in regola per esistere, come il nostro intero universo. Ora supponiamo che MANCHI dal piano dell’esistenza. Allora dovrà esistere la MANCANZA di questo oggetto, oppure si potrà dire che di quell’oggetto non ve ne è NULLA. Ma io ho dimostrato che il nulla non può compiere per principio l’azione di esistere, a prescindere da cosa viene associato, quindi per deduzione rapida deve esistere il TUTTO ASSOLUTO, qualsiasi cosa che non contenga contraddizioni interne. Mi sapete trovare un errore in questo ragionamento?

  26. Antonio Carrese

    è possibile che l’errore stia nel fatto che non è il nulla a compiere l’azione di non esistere, ma l’oggetto a cui è associato. Io ci ho provato. Dite voi la vostra, io ho detto la mia.

  27. Antonio Carrese

    Questo blog non vale più delle cose che ho scritto. Nessuno ha specificato che il nulla assoluto viene definito rigorosamente come la condizione esistenziale in cui tutti gli oggetti possibili compiono l’azione di NON ESISTERE, e non è di per se un soggetto che può compiere azioni, è un risultato di condizioni di altri oggetti, quindi se in quello che ho scritto c’è un errore, prendetevela con i super-filofosi che hanno imbastito sto dibattito. Io da qua studiavo. Ma quanto è importante pensare con il proprio cervello però…..

  28. Antonio Carrese

    Egregio professor Fano, il dottor Nardelli mi ha segnalato che ho veramente esagerato a dare quella percentuale della colpa dei miei errori a un grandissimo filosofo e logico come voi. Perdonatemi. Però neanche voi vi siete mai degnato di ragionare con me povero ingenuo di queste cose, da cui sono fortemente attratto, quindi io anche mi sento bistrattato un po da voi. Non mi sembra una cosa tanto giusta. Trovo però ancora che sia in questa pagina la bozza della soluzione al più grande di tutti i problemi: perchè siamo qui! Se la natura segue delle leggi matematiche esatte, la causa prima delle cose anche dovrà essere una legge matematica logica esatta, che faccia dire che questo universo doveva esistere a forza, e quindi partendo dal nulla assoluto (zero) che non poteva esistere a forza, e quindi questo universo c’è perchè ci sarebbe il “pieno” assoluto, e in pratica questo universo non poteva MANCARE alla festa. Io dico che è questa la strada giusta. Spero di avere arricchito questo blog e avervi fatto contento.

  29. Antonio Carrese

    Voglio comunque riassumere ancora una volta la mia teoria, in modo diverso. Se un oggetto esiste, beh allora esiste, ma se non esiste, allora ne esisterà la mancanza. La domanda è: può esistere la mancanza di un oggetto sul piano dell’esistenza (e non all’interno di un frigorifero ad esempio)? Se esistesse la mancanza, di quell’oggetto si potrebbe dire che ce ne è zero, quindi che esisterebbe lo zero associato a quell’oggetto. Questo per portare/convertire la questione sul piano matematico. Quello che dicevo io era semplicemente che era lo stesso zero che non poteva esistere, che nel piano reale si traduce con l’assenza dell’oggetto. Se non esistesse quell’oggetto, esisterebbe il niente associato a quell’oggetto, ma il niente, essendo niente, è lui che non esiste, quindi l’oggetto non può essere associato a ciò che non esiste, e dovrà esistere per forza.

  30. Antonio Carrese

    Sul piano dell’esistenza, la mancanza di un oggetto non può esistere perchè significherebbe che potrebbe esistere il nulla, o lo zero, mentre sono loro stessi che come entità non possono esistere. Il piano dell’esistenza funziona diversamente da come può funzionare, ad esempio, una bottiglia o un frigorifero, dove vi possono sempre mancare delle cose.

  31. Antonio Carrese

    La mia teoria non viola neanche le leggi della termodinamica di QUESTO universo. La generazione spontanea delle cose DAL NULLA implica che per un solo istante, l’istante 0 o iniziale, il nulla ci sia stato, ma solo per un istante, per annichilirsi poi proprio perchè il nulla non può far parte dell’esistenza, e nell’istante successivo venga liberato il seme-oggetto associato a quel nulla specifico, quindi per questo universo la causa c’è, ed era stesso il fatto che “PRIMA” mancava. Le leggi della termodinamica vengono violate all’ESTERNO di questo universo. Quindi non c’era l’errore. è questo il meccanismo che fa esistere le cose. Ecco perchè siamo qui. è questa la LOGICA CHE CREA LE COSE, E SONO IO CHE L’HO CAPITA! MITICOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO0.

  32. Antonio Carrese

    Il niente genera semi in continuazione, in quanto è esso stesso che non può esistere, ma annichilendosi qualcosa che non esiste, si producono cose reali. Il nulla esiste solo per un istante, l’istante iniziale o zero appunto, di una qualsiasi cosa compatibile col piano dell’esistenza, questo è il meccanismo cosmogonico da me pensato. Professor Fano, mi fareste un grande piacere se mi deste un umile parere, voi che siete ateo e che questo volevate. Perchè non mi date retta? Cosa sono io, un animale?

  33. Antonio Carrese

    Forse, dottor Fano, il vero cosmogona del pianeta è Stephen Hawking. Se voi aveste visto questo video su youtube, non l’avreste neanche fatto questo blog. Quindi devo dedurre che non ne sapete molto di meccanica quantistica, perchè se invece la sapete allora è Hawking che ha trovato la soluzione facendo questo geniale riassunto che rende inutile la mia teoria e quella di Orsi:

  34. Stephen Hawking è formidabile e commovente nella conclusione per l’amore che dimostra per la vita, l’universo e la scienza, ma voglio citare una frase di un uomo che ha amato la vita fino all’ultimo pur vivendo una vita difficile:
    “L’interrogativo degli uomini sull’esistenza di Dio è il fondamento del paradosso: la creatura si interroga sull’esistenza del Creatore”. (da “Pellegrinaggio” di Mario Salini)

  35. questo è un problema di percezione, non di logica. Cercare di definire ciò che non si percepisce è il vero assurdo.

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