IL MAESTRO UNICO

Nonostante la grave crisi finanziaria in cui versa il nostro paese, credo sia meglio utilizzare parte delle risorse per mantenere il tempo pieno e la molteplicità degli insegnanti nella stessa classe elementare. Penso inoltre che quelli che fanno ragionamenti del tipo “io da piccolo avevo un solo maestro e niente tempo pieno e sono venuto su benissimo” ragionano in modo incompleto, perché quando erano piccoli loro le donne spesso non lavoravano e quindi potevano stare a casa con i figli e molti studenti, fra i quali certo non loro, sono rimasti rovinati, o culturalmente o moralmente, per la vita, da un maestro unico incapace o che avesse un rapporto particolarmente negativo con loro e che questo tipo di episodi con la pluralità di maestri si verifica di meno. Il maestro unico significa eliminare il tempo pieno. Inoltre adesso non è che 3 maestri lavorano tutti solo su una classe. Ma si avvicendano in una classe. Per il tempo pieno il rapporto è 2 maestri per classe – per coprire 8 ore al giorno non ci sono alternative praticabili. Per le altre classi è 3 insegnanti su due classi, più o meno. Senza contare che l’introduzione della pluralità dei maestri è stata realizzata sul modello delle democrazie più avanzate. E infine, nel rapporto OCSE sulla scuola la primaria italiana è l’unico grado di scuola che non è uscita troppo male dal rapporto con gli altri. Non è vero, come dicono i giornali che si spende troppo per le elementari; poco più della media OCSE in un paese in cui la popolazione è sparsa in una miriade di comuni di montagna. Il vero problema dell’indagine OCSE è che per l’università si spende troppo poco, circa 8000 dollari a studente contro gli 11000 della media OCSE.

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12 commenti

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12 risposte a “IL MAESTRO UNICO

  1. A mio parere, il tema non può essere svolto considerando solo una parte delle variabili che giocano nei sottosistemi scuola – famiglia – economia tutti confluenti nel sistema sociale.
    1. innanzi tutto occorre considerare se avere tre unità per classe è compatibile col principio di assicurare alla famiglia e alla persona del maestro una vivenza decorosa in relazione al ruolo che deve esprimere. Dal ché osservo che un guadagno di 800 – 900 Euro al mese sono del tutto insufficienti per soddisfare questa condizione; mentre 2400 Euro lo sono senz’altro.
    2. otto ore di insegnamento sono eccessive e lasciano troppo poco spazio al contatto dei genitori con i propri figli. C’è un scala di valori da rispettare e la famiglia non può essere sostituita da alcunché. Per il dopo-scuola vanno solo stimolati gli interventi del volontariato, principalmente con l’attività delle persone in condizione non lavorativa (invalidi, pensionati, benefattori ecc.).
    Dire che molti studenti “sono rimasti rovinati, o culturalmente o moralmente, per la vita, da un maestro unico incapace o che avesse un rapporto particolarmente negativo con loro e che questo tipo di episodi con la pluralità di maestri si verifica di meno”, non è valido perché tre maestri potrebbero associarsi in un opera di diseducazione, mentre i rapporti tra la direzione didattica e la famiglia potrebbero raggiungere un sistema di gestione molto più efficiente.
    Non si dà un osso solo a tre cani! I cani si assocerebbero e formerebbero famiglie allargate con i figli altrui. E’ questo che si vuole?

  2. Io sono del tipo che pensa che il maestro unico sia buono perché così sono stato educato da piccolo. E anzi, ben vengano i maestri severi, come la maestra che avevo a suo tempo.
    Poi ambo le scelte hanno aspetti positivi e negativi. Il maestro unico ha sicuramente una uniformità di trattamento verso gli alunni (se ha un favorito lo avrà in tutte le materie) ed una uniformità di metodo d’insegnamento. La pluralità di insegnanti invece potrebbe avere dalla sua una maggiore motivazione degli stessi: uno su tre avrà voglia di far bene e di insegnare veramente!

  3. alfredo

    “Anch’io da piccolo avevo un solo maestro e niente tempo pieno e sono venuto su benissimo” – Era il maestro Mancini, amatissimo, perché era l’unico della scuola che come voto dava l’undici e lode. La cosa funzionava così. Correggeva gli errori dei compiti in classe grattandoli via con un affilatissimo coltellino da innesti e tutti noi, che facevamo capannella intorno alla cattedra, restavamo come incantati a guardarlo; poi, una volta grattato l’errore, diceva all’alunno di riscrivere la parola nel modo corretto e alla fine gli metteva come voto 10. E ovviamente, per fare le cose giuste, chi non faceva neppure un errore prendeva un bell’11 e lode!!! Ricordo ancora i salti di gioia incontenibile di quei pochi fortunati (a me non è mai capitato), che esibivano a tutti, sia a scuola che a casa, quell’incredibile trofeo!
    E poi, la ricreazione con il maestro Mancini era invidiata da tutti, perché si usciva alle ore 10 e si restava fuori a giocare fino suono della campanella di uscita… Questo soltanto per sottolineare che il maestro o la maestra unica, per i bambini piccoli sono molto importanti, ci si affezionano e sostituiscono egregiamente la figura materna o paterna…

  4. sara

    Se dovessi decidere in favore o contro la proposta del maestro unico soltanto a partire dalla mia esperienza di alunna per me sarebbe difficile prendere posizione perché ho vissuto sia l’esperienza della maestra unica alla quale sono rimasta affezionata per lungo tempo,ancora oggi anche se non la vado più a trovare, sia quella del tempo pieno che è stata altrettanto una bellissima esperienza.
    Ma essendo anche un’insegnante, per giunta con l’abilitazione ad insegnare nella scuola elementare pur lavorando in un altro ordine di scuola, e mamma di 3 ragazzi dai 13 anni in giù, esprimo un pensiero che viene arricchito anche da altre esperienze e riflessioni.
    Ho sempre apprezzato della scuola elementare l’obbligo che le maestre hanno di lavorare insieme, cosa che, almeno dove lavoro io (liceo)non sappiamo ancora fare bene, anche perché nessuno ci obbliga a vederci con la stessa frequenza, per pensare insieme il percorso più adatto ad ogni classe. Credo sia una delle carte vincenti di questo ordine di scuola. A me personalmente è capitato di migliorare il rapporto con alcuni studenti grazie ai suggerimenti di alcuni colleghi, magari chiesti fuori dalla scuola o in un momento di libertà dalla lezione. Difficile che questa cosa succeda durante i famosi consigli di classe. Inoltre io penso che i bambini abbiano bisogno di essere guardati, visti ascoltati da più insegnanti e penso che queste impressioni debbano essere condivise e ragionate insieme. Oggi non ritengo possibile che una sola insegnante possa riuscire a fare tutto da sola. Non è di poco conto il fatto che se su tre o più maestre ce n’è una che sclera le altre possono tentare di far quadrare il cerchio, con una o sei fortunato o c’è davvero da piangere soprattutto là dove anche la famiglia arranca o ha pochi strumenti per aiutare a mettere a posto questi vissuti. Statisticamente, Pibond, penso che sia più difficile trovare combinati tre insegnanti pericolosi, quindi le due cose non sono sullo stesso piano.
    Se tornassi ad insegnare nella scuola elementare potrei dire qualcosa di più aderente alla realtà, chissà!

  5. Per chi insiste a dichiararsi favorevole al maestro unico “perché io ce l’ho avuto e sono stato educato benissimo”, o perché “ho nostalgia di come si stava prima” avrei un’obiezione semplice semplice: siete sicuri che le condizioni al contorno siano le stesse, che la società sia la stessa, che l’educazione familiare sia la stessa, e che gli stimoli esterni ricevuti dai bambini siano gli stessi? Io penso proprio di no. Nelle classi di 30 o 40 anni fa non c’erano disabili (esistevano ancora gli istituti differenziali appositi), non c’erano stranieri (oggi è perfettamente normale che in una classe di 25 ce ne siano sei o sette che non parlano bene italiano), non era considerato importante alcun genere di sperimentazione, si faceva uno studio prevalentemente menmonico di concetti rimasti pressoché identici da un secolo… e soprattutto non c’erano bambini scafatissimi esposti esattamente alle stesse sollecitazioni mediatiche degli adulti, e non c’erano famiglie abituate a intromettersi nel lavoro della scuola e a contestare gli insegnanti.

    Scusate la banalità, ma ci voleva poco a tenere insieme con rigore e autorevolezza da soli una classe intera, in un contesto culturale in cui la stragrande maggioranza delle famiglie educava i bambini a pensare che la parola dell’insegnante fosse legge (e l’avrebbero fatto esattamente allo stesso identico modo anche se gli insegnanti fossero stati più di uno) :))))

    Non dico che fosse necessariamente un bene, è chiaro che il coinvolgimento delle famiglie è di per sé ottima cosa, ma appunto, dico solo che la situazione culturale e sociale è cambiata talmente tanto che è ridicolo pensare che riportando il numero dei maestri a quello che era 30 anni fa, magicamente anche tutto il resto tornerebbe uguale a prima!

    saluti
    Lisa

  6. alfredo

    Credo che in tenera età, 5, 6, 7 ed anche ad 8 anni, un bambino debba avere un solo punto di riferimento e quindi un solo maestro o una sola maestra dovrebbe andar bene. Forse una pluralità di insegnanti potrebbe subentrare in quarta ed in quinta elementare, anche per preparare ed avviare l’alunno al sistema di insegnamento adottato nella scuola medie.

  7. Mi trovo eccessivamente dubbio sulla scelta maestra/o unica/o vs. pluratità di figure educative e più ci penso meno ne vengo a capo.
    Premettendo che non avendo mai insegnato, mi sento in debito di risorse per proporre una valutazione di cui sentirmi convinto, il passato da studente “particolare” mi ha permesso di trovarmi sia nella condizione “studente buono” (elementari, per 3 anni con la maestra unica) e “studente da revisionare” (soprattutto alle superiori, con pluralità di figure educative).
    Vi confido che la mia maestra elementare non era il meglio sulla piazza, ma ricevendo molte attenzioni e feedback positivi ne ho un buon ricordo e seppur non abbia ricevuto notevoli insegnamenti morali, devo valutare sul piano del mio sviluppo umano i 5 anni elementari.
    Alle superiori, invece, ho ricevuto feedback molto negativi, molto spesso e senza molti giri di parole, da molte professoresse e professori. Bene in questa posizione di “down” se non avessi avuto altre figure educative, all’interno della scuola, non credo sarei riuscito a continuare gli studi, laurearmi e soprattutto trarre piacere nello sforzo di comprendere.
    Il punto critico è: se sei un bambino che occupa una posizione “down”, non sei molto bravo e considerato, quale effetto può far conseguire una sola figura educativa?considerando che il pregiudizio e l’etichettamento si sposano molto bene con la forma mentale di noi esseri umani!?
    A livello pedagocico credo che entrambe le possibilità abbiano degli aspetti positivi e sappiano produrre dei circoli virtuosi in studenti virtuosi (in modo diverso), ma il nocciolo della questione rimane la gestione di situazioni di partenza viziose e la capacità che questi sistemi hanno di renderle virtuose.
    Seppur una unica figura educativa a mio modo di vedere può dare di più, perchè è importante non creare in piccoli esseri in cerca di coerenza una sorta di dissonanza di valori, norme, giudizi derivata da una pluralità di insegnanti, il rischio di questa scelta è troppo elevato, perchè come dicevano Vincenzo e Lisa il contesto sociale è mutato parecchio negli ultimi decenni rendendo, perciò, questa strada eccessivamente rischiosa e soggetta ad un numero troppo elevato di variabili; di cui la più importante è la capacità formativa ed umana del maestro/a, che anche se positive, potrebbero redere grandi i grandi e piccoli i piccoli, per il semplice gioco delle preferenze da cui praticamente nessuno riesce a divincolarsi.

  8. Maestro unico: sì o no? Io continuo ad essere per il sì. Già nelle prime classi delle elementari occorre la presenza di istruttori per materie specialistiche. E sono fermamente convinto che occorrono. Ma sempre sotto il controllo di un solo maestro. Se alla lezione dell’istruttore di inglese fosse presente anche il maestro, si otterrebbe un doppio vantaggio: la conoscenza dell’inglese si estenderebbe dall’allievo al maestro.
    Io sono per una scuola fatta da educatori assistiti da istruttori. Questo sino al conseguimento della maggiore età dei giovani.

  9. alfredo

    Purtroppo la scuola pubblica non è un’azienda privata e il direttore scolastico non ha la facoltà di sceglere liberamente il personale docente ed i collaboratori scolastici, che invece vengono imposto dal Ministero in base a concorsi e graduatorie. Con queste premesse, soltanto l’autonomia e la potestà di un unico maestro, potrebbe garantire agli alunni un’uniformità di insegnamento delle materie scolastiche elementari e poiché non esiste un parametro di riferimento etico e morale che sia da tutti condiviso, non ha alcuna importanza che il maestro piaccia o meno agli alunni o ai genitori, in quanto la sua idoeità all’insegnamento è già stata precedentemente valutata ed approvata dal Ministero.
    Non è poi da sottovalutare il lato economico, al quale i governi, per questo genere di servizi, mostrano sempre una particolare attenzione…

  10. Ciao…vorrei dirti che forse non hai seguito bene ciò che si è discusso alla camera. la proposta dell’insegnante unico prevede che ci sia comunque il tempo pieno e comunque gli inseganti di sostegno, di lingua e tecnologia…..da come scrivi tu sembra che sia la regerssione agli anni 70…cerca e anche in internet troverai i testi integrali e articoli di giornale. ciao

  11. Caro “non è così”, se incontri un riccio che ti assicura che non punge, cosa fai lo accarezzi? Certo che le dichiarazioni sono quelle, ma se togli quasi 100.000 posti alla scuola e blocchi il turnover, come fai a garantire i servizi di cui parli?

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