QUANDO UNIFICARE E’ UN TRUCCO

In uno degli ultimi capitoli del secondo volume delle sue splendide Lectures on physics, Richard Feynman nota che esiste un modo di raccogliere l’intera fisica in un’unica semplice equazione: U=0. Per costruirla si proceda così: 1. si prendono tutte le principali equazioni della fisica, tipo F=ma, le equazioni di Maxwell, quelle di Einstein della relatività generale ecc. Esse sono delle uguaglianze, che possono essere messe nella forma Ui=0, dove Ui, ad esempio, per F=ma è dato da F-ma ecc. 2. Si consideri allora la quantità U=U1 al quadrato + U2 al quadrato + U3 al quadrato ecc. 3. Ora se vale U=0, allora tutti i singoli Ui devono valere 0, perché una somma di quadrati è 0 solo se ogni quadrato è 0, essendo i quadrati sempre numeri positivi. Dunque, se vale U=0, allora tutte le equazioni della fisica sono soddisfatte. Ecco perciò raccolta in una formula semplicissima tutta la fisica che conosciamo. Feynman osserva giustamente che questo è solo un trucco. Noi non aumentiamo le nostre conoscenze con questa reductio ad unum, nonostante il piacere platonico che proviamo nel metterla a punto. Piacere che credo abbia una semplice origine adattativa, in quanto una realtà semplificata è più facile da affrontare. Questo non vuol dire che talvolta le unificazioni non siano una vera e propria acquisizione di conoscenza. Si pensi, ad esempio, alla riconduzione, almeno parziale, messa a punto da Boltzmann, dei concetti della termodinamica a quelli della meccanica. Ma non sempre le cose stanno così. Su questo dovrebbero riflettere quelli che propongono le grandi unificazioni della fisica.

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5 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA FISICA

5 risposte a “QUANDO UNIFICARE E’ UN TRUCCO

  1. Ma fisicamente cosa significa questa U=0? E’ soltanto una astrazione matematica mi par di capire. La vera unificazione non si fa sommando ma moltiplicando.

  2. alfredo

    Non sono molto bravo in fisica, anzi non ne so quasi niente, però suppongo di aver afferrato il concetto di Feynman e ti prego di non tener conto di ciò che dico se sbaglio. Dunque, provo a fare una analogia: trascrivo tutti i termini elencati in tutti i vocabolari ed in tutte le varie enciclopedie di tutte le lingue esistenti al mondo (sia vive che morte), ivi comprese tutte le regole grammaticali e tutte le sintassi, quindi le porto a rilegare in un gigantesco faldone e nel frontespizio ci incollo sopra una bella etichetta con la lettera F. Così, se getto nel fuoco quella sola lettera F (F=0), ho risolto in un solo gesto tutti i problemi connessi alla comunicazione umana. Ovviamente anche questo è solo un “trucco”… ecc. ecc.

  3. Il principio di Feyman è un trucco. Ma sommessamente penso che la matematica sia tutta un trucco. Il fatto è che serve solo quando dai fenomeni si rilevano valori misurabili nel senso e/o nella direzione e/o nell’intensità.
    Questo ovviamente per quanto riguarda la matematica applicata. Per il resto non so e passo parola.

  4. Non credo la matematica sia un trucco, ma una grande conquista della mente umana, anche se non l’unica forma di razionalità. Sì quello che dice Alfredo è giusto.

  5. Nel thesaurus italiano integrato nel mio programma di elaborazione testi, alla voce trucco, sono elencati questi sinonimi, dai quali ho scartato i seguenti, al fine del significato utile al mio dire:
    • cosmetico
    • travestimento
    • gioco
    • scusa
    • pretesto
    • inganno.
    Il significato che intendo dare nel contesto del mio commento lo individuo nella “trovata” e nei suoi sinonimi:
    • soluzione
    • invenzione
    • espediente
    • accorgimento
    • ripiego
    • scappatoia
    • stratagemma
    • artificio
    Ovviamente intendevo riferire questa mia opinione riduttiva alla matematica applicata al ramo economico-sociale e, principalmente, alla statistica e all’econometria, nel quale domina l’attività strategica che è il regno del trucco!
    In poche parole, desidero sapere se il principio di Feyman è un inganno, oppure un accorgimento per svelare le nostre misere conoscenza in rapporto alla sapienza universale.
    Vincenzo stesso dice:
    “Si pensi, ad esempio, alla riconduzione, almeno parziale, messa a punto da Boltzmann, dei concetti della termodinamica a quelli della meccanica. Ma non sempre le cose stanno così. Su questo dovrebbero riflettere quelli che propongono le grandi unificazioni della fisica”.
    Piero, all’opposto dice:
    “Si pensi, ad esempio, alla riconduzione, almeno parziale, messa a punto da Pareto, dei concetti dell’economia e della sociologia. Ma non sempre le cose stanno così. Su questo dovrebbero riflettere quelli che, rifiutando l’unificazione, continuando a voler risolvere problemi di sociologia con l’economia e quelli di economia con la sociologia”.
    Secondo me Feyman ha fatto, con un trucco colossale, una grande scoperta o una grande invenzione.
    Il guaio lo ha individuato Kara indicando che il segno “+” è sbagliato. Anche il segno “x” è sbagliato, perché gli elementi, che non sono né addendi, né fattori, sono principi, leggi, concetti logici o semplicemente ragionevoli che, in ogni campo del sapere umano, interagiscono oltre ogni principio di classificazione.
    http://www.pibond.it/materiale_e_archivio/raccolta_testi/interdipendenze.htm

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